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Procedimenti sanzionatori: il termine per l'emissione dell’ordinanza-ingiunzione
Tribunale Brindisi, sez. Masagne, sentenza 19.05.2005 (Pierluigi D'Urso)

La sentenza in rassegna interviene in ordine alla durata del procedimento amministrativo, previsto dall’art. 18 della L. 689/81, instaurato dal destinatario di un verbale di accertamento per la revoca del provvedimento sanzionatorio.

L’art. 18 della legge 689/81 impone al presunto trasgressore di impugnare, a pena di decadenza, il verbale di accertamento entro 30 giorni dalla data della contestazione o notificazione della violazione, ma nulla dice in ordine al successivo termine entro il quale l’autorità amministrativa deve emettere l’ordinanza-ingiunzione o accogliere il ricorso ed annullare il verbale di accertamento.

La conclusione alla quale perviene il Tribunale di Brindisi è quella di ritenere applicabile anche alla fattispecie de quo l’art. 2 della legge 241/90. In sostanza, il presunto trasgressore, depositato il ricorso in via amministrativa all’Autorità competente, matura un diritto soggettivo alla definizione tempestiva del procedimento, che coincide proprio con i termini stabiliti dall’art. 2 della legge 241/90 (ora 90 giorni, dopo il D.L. 15/2005 conv. con L. 80/2005).

In assenza di una norma derogatoria, anche di carattere regolamentare, si applica il principio generale sancito dalla legge quadro sul procedimento amministrativo.

L’emissione dell’ordinanza-ingiunzione oltre tale termine configura una violazione di legge e pertanto deve essere annullato il provvedimento sanzionatorio.

(Altalex, 8 novembre 2005. Nota di Pierluigi D’Urso)






Sentenza n. 28-05
Cron. 975

TRIBUNALE DI BRINDISI

Sezione distaccata di Mesagne

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice, dott. Sergio Memmo ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n° 175/04 R.G. contenzioso vertente

TRA

C.S.

Elettivamente domiciliato presso lo studio dell’’ avv. R.Palmisano che lo rappresenta e difende

Unitamente a dr.P. D’Urso come da mandato in atti

RICORRENTE

Amministrazione Provinciale di Brindisi in persona del Presidente pro/tempore rappresentata e difea dall’.M.Carulli e domiciliata presso la sede legale dell’’ente;

RESISTENTE

All’udienza del 19.05.2005 il ricorrente insisteva per l’accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto ricorso depositato in data 18.05.2005 C.S. proponeva opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione n. 372 del 30.03.2004 della Provincia di Brindisi - settore Turismo – con la quale era stata irrogata la sanzione pecuniaria di 210,96 oltre spese per la violazione dell’art. 31/1 lett.b) L. 157/92 perche’ esercitava la caccia oltre l’orario consentito.

Sosteneva il ricorrente che l’ordinanza doveva essere annullata per manifesta illogicità dell’ordinanza-ingiunzione e del verbale di contestazione, carenza di motivazione e carenza dell’elemento soggettivo previsto dall’art. 31/ L.b L. 157/ 92; eccepiva, nel merito, la prescrizione della sanzione amministrativa perché l’ordinanza ingiunzione è stata emessa oltre il termine stabilito dalle norme vigenti per la irrogazione delle sanzioni amministrative.

Veniva fissata l’udienza di comparizione ordinando all’autorita’ che ha emesso l’impugnato provvedimento di depositare in cancelleria 10 giorni prima dall’udienza fissata di depositare gli atti relativi all’accertamento ed alla contestazione della violazione amministrativa.

L’amministrazione si costituiva constatando gli assunti di controparte in ordine di carenza motivazionale del provvedimento impugnato e sulla tardivita’ del provvedimento sanzionatorio, sostenendo che l’art. 18 della L. 689/ 81 prevede esclusivamente termini per la trasmissione di scritti difensivi, ma non contiene alcuna indicazione in merito all’emissione dell’ordinanza– ingiunzione che può avvenire in qualsiasi momento purchè siano rispettate le norme in tema di prescrizione.

Il giudice non concedeva la sospensione del provvedimento impugnato e all’udienza del 19.5.2005, in esito a discussione pronunciava sentenza dando lettura del dispositivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorrente ha eccepito l’illegittimità del provvedimento impugnato emesso a distanza di oltre quattro anni dal ricorso.

In effetti dalla documentazione prodotta emerge che la violazione amministrativa è stata contestata in data 11.12.99, il ricorso alla competente autorità amministrativa è stato proposto dal ricorrente in data 22.12.1999, comunque entro trenta giorni alla contestazione della violazione, l’amministrazione provinciale ha emesso l’ordinanza ingiunzione in data 30.3.2004.

L’art. 18 della l. 689/81, che regola la fattispecie in esame, non fissa alcun termine per la decisione dell’autorità amministrativa sul ricorso del trasgressore.

Un termine per la decisione risulta però fissato dalla l.s. 241/90 (sul punto: Cass Sez. Lav. N. 4616 del 6.3.2004).

Trattandosi di un principio generale dell’ordinamento giuridico non può risolversi nella indicazione di un termine ordinatorio, perché tale interpretazione sarebbe in contrasto sia con il rilievo della norma, sia con la precisazione del dies a quo, sia con l’intento, sotteso alla previsione, di eliminare il silenzio come strumento ordinario di definizione dei procedimenti.

L’Amministrazione costituita non ha allegato la sussistenza di un diverso termine fissato in via regolamentare per cui deve applicarsi il terzo comma del richiamato articolo 2, con la conseguenza che l’ordinanza ingiunzione, emessa ben oltre il trentesimo giorno dal ricevimento del ricorso, è viziata per violazione di legge e deve essere annullata.

Il silenzio della pubblica amministrazione, protrattosi per quattro anni, violando l’obbligo legale di cui all’art. 2 della L. 241/90 ed il diritto soggettivo del privato alla definizione tempestiva del procedimento, ha determinato la consumazione del potere della p.a. di adottare il provvedimento sanzionatorio.

Tale interpretazione non trova ostacolo – come pure sostenuto da altra giurisprudenza di legittimità non condivisa dal giudicante – nella natura contenziosa del procedimento in questione ovvero nella previsione normativa dell’’art 28 della L. 689/81, in quanto, da un lato, i procedimenti amministrativi di natura sanzionatoria non sono esclusi da raggio di azione della L. 241/90, dall’altro il termine quinquennale previsto dalla L. 689/81 concerne la prescrizione del diritto dell’erario a riscuotere le somme dovute per le sanzioni, ma non certamente la durata del procedimento amministrativo che, in mancanza di apposita previsione regolamentare, deve concludersi entro il termine previsto dalla legislazione statale per tutti i procedimenti amministrativi.

L’argomentazione pure sostenuta secondo cui il termine di trenta giorni fissato dalla legge sul procedimento sarebbe incompatibile con il procedimento disciplinato dalla 689/81, non è parimenti condivisibile, in quanto il termine fissato dal legislatore ha valenza latu sensu “sanzionatoria” per l’amministrazione inerte nella fissazione di un diverso termine più consono alla definizione dello specifico iter procedimentale.

In ultimo occorre rilevare che detta interpretazione sulla natura perentoria del termine procedimentale è stata recentemente confermata dalla novella legislativa che ha modificato la L. 241/90.

La legge 11.2.2005 n. 15 “Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull’azione amministrativa”, da un lato ha espressamente previsto al comma 4 bis dell’art. 2 della L. 241/90 che il decorso del termine procedimentale giustifica di per sé il ricorso al giudice amministrativo, senza alcuna preventiva messa in mora della P.A. inadempiente, dall’altro, ha riformulato l’art. 29 della L. 241/90 chiarendo il vasto campo di applicazione della normativa in questione che si applica a tutti i procedimenti amministrativi che si svolgono nell’ambito delle amministrazioni statali e degli pubblici nazionali.

Tali rilievi assorbono e rendono superflua la disamina degli altri motivi di opposizione.

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sull’opposizione proposta da C.S. nei confronti dell’Amministrazione provinciale di Brindisi, così provvede:

Accoglie l’opposizione e per l’effetto annulla l’ordinanza ingiunzione n. 372 del 30.3.2004 della Provincia di Brindisi – settore Turismo.

Spese compensate.

Mesagne, 19.5.2005

Il Giudice

(Dr. Sergio Memmo)

Depositato in Cancelleria, Mesagne il 19.5.2005.

Il Cancelliere C1 Maria Teresa Pennetta


Avv. Giovanna Suriano

Esercita l’attività professionale nell'ambito del distretto di Corte d'Appello di Reggio Calabria (Tribunale di Palmi, Reggio Calabria e Locri)


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