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Nuova legge sugli incidenti stradali e problematiche giuridiche del rito del lavoro
Articolo 28.03.2006 (Settimio Catalisano)



Nuova legge sugli incidenti stradali e problematiche giuridiche del rito del lavoro

di Settimio Catalisano

(Relazione al Convegno “La nuova normativa Processuale per i procedimenti di risarcimento danni da incidenti stradali con conseguenze letali lesioni personali.” Roma – Ordine Avvocati di Roma del 24/03/2006)

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Con Legge 102/2006 del 21/02/2006 pubblicata sulla G.U il 17/03/2006 sono state introdotte nuove disposizioni in tema di incidenti stradali con lesioni.

All’interno della legge l’art. 3 ha introdotto il rito speciale previsto per le cause in materia di lavoro anche nei giudizi civili per il risarcimento danni da lesioni personali. La legge è stata definita da molti Colleghi tra i quali l’illustre Presidente del C.N.F. Avv. Guido Alpa, come “una leggina con effetto deflagrante”

Molti sono i problemi di compatibilità tra il rito voluto dal legislatore e le caratteristiche intrinseche delle controversie da giudicare. Il provvedimento inoltre è poco chiaro in quanto non contiene una disciplina transitoria e pone molti dubbi interpretativi.

In primo luogo quello della competenza, che nelle cause sino a 15.493 Euro è stata sino ad ora del Giudice di Pace nella materia del risarcimento del danno da sinistri stradali.

Alcuni, tra Colleghi e Giudici si sono anche posti la questione se nel rito introdotto dovrà essere anche considerato prodromicamente il tentativo obbligatorio di conciliazione.

Una ulteriore questione è quella della sovrapposizione normativa. Infatti all’art. 5 della legge 102 del 21/02/2006 è presente una riviviscenza di una norma abrogata dall’introduzione del nuovo codice delle assicurazioni approvato con d.g.l.s. in precedenza ( 7/9/2005 n° 209).

Recita infatti l’art. 5 “ Liquidazione anticipata di somme in caso di incidenti stradali – Art 1. All’art. 24 della legge 24/12/1969 n° 990 è aggiunto il seguente comma : Qualora gli aventi diritto non si trovino nello stato di bisogno di cui al primo comma, il giudice civile o penale, su richiesta del danneggiato, sentite le parti, qualora da un sommario accertamento risultino gravi elementi di responsabilità a carico del conducente, con ordinanza immediatamente esecutiva provvede all'assegnazione, a carico di una o pi delle parti civilmente responsabili, di una provvisionale pari ad una percentuale variabile tra il 30 e il 50 per cento della presumibile entita' del risarcimento che sara' liquidato con sentenza.

Deve evidenziarsi come tale articolo contrasti con l’abrogazione della legge 990/69 sancita dal CAPO V ABROGAZIONI - Art. 354 (Norme espressamente abrogate) lettera d) la legge 24 dicembre 1969, n. 990;

Invero, la disposizione abrogata è stata riformulata nell’articolo 147 del Codice delle assicurazioni (Stato di bisogno del danneggiato) ”1. Nel corso del giudizio di primo grado, gli aventi diritto al risarcimento che, a causa del sinistro, vengano a trovarsi in stato di bisogno, possono chiedere che sia loro assegnata una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno. 2. Il giudice civile o penale, sentite le parti, qualora da un sommario accertamento risultino gravi elementi di responsabilità a carico del conducente, con ordinanza immediatamente esecutiva provvede all'assegnazione della somma ai sensi del comma 1, nei limiti dei quattro quinti della presumibile entità del risarcimento che sarà liquidato con la sentenza. Se la causa civile è sospesa ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale, l'istanza è proposta al presidente del tribunale dinanzi al quale è pendente la causa. 107 3. L'istanza può essere riproposta nel corso del giudizio. 4. L'ordinanza è irrevocabile fino alla decisione del merito.”

Dalla lettura comparata tra la disposizione introdotta con la leggina del 21/02/2006 e l’art. 147 del Codice delle assicurazioni emerge però evidenti dissonanze. In primo luogo la differenza tra lo stato di bisogno previsto necessariamente dall’art. 147 del Codice Assicurazioni e l’indipendenza da questo stato prevista nella legge in commento che intendeva aggiungere allo stato di bisogno previsto dal 1° comma dell’art. 24 legge 990/69 anche l’ipotesi avulsa da questo.

In secondo luogo la diversa percentuale della somma assegnabile. Nella legge odierna è prevista tra il 30 e il 50 % della presumibile entità del risarcimento mentre nell’art 147 del Codice delle Assicurazioni nei limiti dei quattro quinti. Se facciamo un esempio matematico su base 100 con la legge 102/06 si otterrebbe tra 30 e 50 mentre con il codice delle assicurazioni sino ad 80.

Quid iuris? Per introdurre validamente anche l’ipotesi di svincolo dallo stato di bisogno si doveva e si dovrà intervenire necessariamente sull’art. 174 del codice.

Tornando ai due quesiti principali, senza voler con questo esaurire il confronto con le diverse opinioni, ritengo sommessamente di poter dire che il problema del tentativo obbligatorio di conciliazione, almeno al momento, non dovrebbe porsi. Infatti l’art. 410 c.p.c lo prevede espressamente solo in relazione ai rapporti giuridici di cui all’art. 409 c.pc. Infatti anche l’introduzione del rito speciale nei rapporti di locazione venne applicato senza alcun obbligo in tal senso.

Per quanto riguarda la questione della competenza del Giudice di Pace, senz’altro più cogente, potrei affermare, ma sono pronto a recepire diverse interpretazioni, che l'art. 413 c.p.c contenga una riserva di competenza esclusiva a favore del Tribunale solo per le materie previste nell’art. 409 c.p.c e tra queste non risulta ci sia quella del risarcimento dei danni da sinistri stradali. Il rito viene introdotto con ricorso ma anche di fronte al Giudice di Pace questo è possibile. Si vedano la cause relative a opposizione a sanzioni amministrative.

Se così non fosse la norma contrasterebbe con quella in vigore per la competenza per valore sulle cause da risarcimento danni da incidenti stradali che prevede quella del GdP sino a 15493 Euro.

Per non parlare dell’enorme sfacelo che ciò comporterebbe per il funzionamento del Tribunale che dovrebbe nuovamente assorbire almeno il 60% delle cause relative a sinistri stradali.

Nonostante questa interpretazione, con l’introduzione della norma si verificheranno sicuramente molte disfunzioni.

1) gli avvocati con il rito speciale che viene introdotto con ricorso non potranno determinare il termine a comparire;

2) sarà il cancelliere a stabilire la data di prima udienza, e sicuramente i ricorsi saranno fissati con date a lungo termine, con evidente danno per i cittadini;

3) gli avvocati avranno l'obbligo di controllare incessantemente le date di prima udienza, di richiedere le copie (intasando le Cancellerie) e provvedere alla notifica dei ricorso, trattandosi di termini perentori;

4) i Giudici avranno l'obbligo di sentire le parti in prima udienza, con conseguente riduzione del numero delle cause trattate a danno della reale celerità dei giudizi;

5) Aumenteranno gli incombenti per gli addetti agli studi legali sia per depositare il ricorso, sia per espletare le successive incombenze.

6) Ogni causa, con il sistema del rito del lavoro, dovrà forzatamente essere iscritta a ruolo immediatamente mentre attualmente, con la normale citazione a giudizio, le cause di competenza del Giudice di pace possono essere iscritte sino alla data indicata in citazione. In tal modo il numero di cause iscritte a ruolo aumenterà almeno del 50% e solo dopo l’avvenuta iscrizione potrà verificarsi la possibilità di addivenire ad una transazione. Questo comporterà un apprezzabile aumento delle spese da anticipare, con evidente danno per i cittadini;

Credo che il legislatore non abbia ben compreso le conseguenze derivanti da una norma inutile se non dannosa.


Avvocato Cristina Marras

Diritto dei consumatori, diritto di famiglia, separazioni e divorzi, responsabilità civile contrattuale ed extracontrattuale, diritto bancario, successioni, condominio, recupero crediti, infortunistica stradale. Domiciliazioni su Genova


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