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Del reato
Codice penale , Libro I, Titolo III, agg. al 28.10.2013



Codice penale | Libro I - Dei reati in generale

(<<Precede)

Codice Penale

LIBRO PRIMO
DEI REATI IN GENERALE

TITOLO III
Del reato

Capo I
Del reato consumato e tentato

Art. 39.
Reato: distinzione fra delitti e contravvenzioni.

I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni, secondo la diversa specie delle pene per essi rispettivamente stabilite da questo codice.

Art. 40.
Rapporto di causalità.

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l'esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.
Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 4 luglio 2007, n. 25527, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 ottobre 2007, n. 36162, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 8 febbraio 2008, n. 6267, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 29 luglio 2008, n. 31488, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 11 marzo 2009, n. 10819, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 13 ottobre 2009, n. 39959 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4912 in Altalex Massimario.

Art. 41.
Concorso di cause.

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione e l'evento.
Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l'evento. In tal caso, se l'azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.
Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 ottobre 2007, n. 36162, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38819, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 20 ottobre 2009, n. 40587 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 febbraio 2010, n. 4912 in Altalex Massimario.

Art. 42.
Responsabilità per dolo o per colpa o per delitto preterintenzionale. Responsabilità obiettiva.

Nessuno può essere punito per un'azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l'ha commessa con coscienza e volontà.
Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come delitto, se non l'ha commesso con dolo, salvi i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge.
La legge determina i casi nei quali l'evento è posto altrimenti a carico dell'agente, come conseguenza della sua azione od omissione.
Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria sia essa dolosa o colposa.

Art. 43.
Elemento psicologico del reato.

Il delitto:
è doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione;
è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall'agente;
è colposo, o contro l'intenzione quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresì alle contravvenzioni, ogni qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. III, sentenza 20 marzo 2008, n. 12361, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 8 maggio 2008, n. 18667 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 marzo 2009, n. 9914 in Altalex Massimario.

Art. 44.
Condizione obiettiva di punibilità.

Quando, per la punibilità del reato, la legge richiede il verificarsi di una condizione, il colpevole risponde del reato, anche se l'evento, da cui dipende il verificarsi della condizione, non è da lui voluto.

Art. 45.
Caso fortuito o forza maggiore.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o per forza maggiore.

Art. 46.
Costringimento fisico.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato da altri costretto, mediante violenza fisica alla quale non poteva resistere o comunque sottrarsi.
In tal caso, del fatto commesso dalla persona costretta risponde l'autore della violenza.

Art. 47.
Errore di fatto.

L'errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell'agente. Nondimeno, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.
L'errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato diverso.
L'errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce il reato.

Art. 48.
Errore determinato dall'altrui inganno.

Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche se l'errore sul fatto che costituisce il reato è determinato dall'altrui inganno; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona ingannata risponde chi l'ha determinata a commetterlo.

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Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 24 settembre 2007, n. 35488 in Altalex Massimario.

Art. 49.
Reato supposto erroneamente e reato impossibile.

Non è punibile chi commette un fatto non costituente reato, nella supposizione erronea che esso costituisca reato.
La punibilità è altresì esclusa quando, per la inidoneità dell'azione o per l'inesistenza dell'oggetto di essa, è impossibile l'evento dannoso o pericoloso.
Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se concorrono nel fatto gli elementi costitutivi di un reato diverso, si applica la pena stabilita per il reato effettivamente commesso.
Nel caso indicato nel primo capoverso, il giudice può ordinare che l'imputato prosciolto sia sottoposto a misura di sicurezza.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 17 aprile 2008, n. 16163 in Altalex Massimario.

Art. 50.
Consenso dell'avente diritto.

Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 30 settembre 2008, n. 37077 in Altalex Massimario.

Art. 51.
Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere.

L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità.
Se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell'autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato l'ordine.
Risponde del reato altresì chi ha eseguito l'ordine, salvo che, per errore di fatto abbia ritenuto di obbedire a un ordine legittimo.
Non è punibile chi esegue l'ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità dell'ordine.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 20 luglio 2007, n. 29433, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 12 settembre 2007, n. 34432, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 8 novembre 2007, n. 23314, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 10 gennaio 2008, n. 888, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 28 febbraio 2008, n. 9084, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 3 aprile 2008, n. 14062, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 10 luglio 2008, n. 18885, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38747 e Cassazione Penale, sez. V, sentenza 17 marzo 2009, n. 6740 in Altalex Massimario.

Art. 52.
Difesa legittima.

Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.
Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione. (1)
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

(1) Comma aggiunto dall’art. 1 della L. 13 febbraio 2006, n. 59

Art. 53.
Uso legittimo delle armi.

Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti, non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona.
La stessa disposizione si applica a qualsiasi persona che, legalmente richiesta dal pubblico ufficiale gli presti assistenza.
La legge determina gli altri casi, nei quali è autorizzato l'uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica .

Art. 54.
Stato di necessità.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.
Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.
La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo.

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Cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 2 agosto 2007, n. 31510, Cassazione penale, sez. II, sentenza 26 settembre 2007, n. 35580 e Cassazione penale, sez. I, sentenza 26 novembre 2008, n. 44048 in Altalex Massimario.

Art. 55.
Eccesso colposo.

Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 21 gennaio 2009, n. 2505 in Altalex Massimario.

Art. 56.
Delitto tentato.

Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica.
Il colpevole di delitto tentato è punito:; con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è l'ergastolo; e, negli altri casi con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi.
Se il colpevole volontariamente desiste dall'azione, soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora questi costituiscano per sé un reato diverso.
Se volontariamente impedisce l'evento, soggiace alla pena stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo alla metà.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 8 ottobre 2007, n. 37077, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 11 aprile 2008, n. 15323, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 28 ottobre 2008, n. 40058, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 4 marzo 2009, n. 9914, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 marzo 2009, n. 10547, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 10 giugno 2009, n. 23491 e Cassazione Penale, sez. II, sentenza 18 novembre 2009, n. 44029 in Altalex Massimario.

Art. 57.
Reati commessi col mezzo della stampa periodica

Salva la responsabilità dell'autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vice-direttore responsabile, il quale omette di esercitare sul contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad impedire che col mezzo della pubblicazione siano commessi reati, è punito, a titolo di colpa, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 23 settembre 2009, n. 37117 in Altalex Massimario.

Art. 57-bis.
Reati commessi col mezzo della stampa non periodica.

Nel caso di stampa non periodica, le disposizioni di cui al precedente articolo si applicano all'editore, se l'autore della pubblicazione è ignoto o non imputabile, ovvero allo stampatore, se l'editore non è indicato o non è imputabile.

Art. 58.
Stampa clandestina.

Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche se non sono state osservate le prescrizioni di legge sulla pubblicazione e diffusione della stampa periodica e non periodica.

Art. 58-bis.
Procedibilità per i reati commessi col mezzo della stampa.

Se il reato commesso col mezzo della stampa è punibile a querela, istanza o richiesta, anche per la punibilità dei reati preveduti dai tre articoli precedenti è necessaria querela, istanza o richiesta.
La querela, l'istanza o la richiesta presentata contro il direttore o vice-direttore responsabile, l'editore o lo stampatore, ha effetto anche nei confronti dell'autore della pubblicazione per il reato da questo commesso.
Non si può procedere per i reati preveduti nei tre articoli precedenti se è necessaria una autorizzazione di procedimento per il reato commesso dall'autore della pubblicazione, fino a quando l'autorizzazione non è concessa. Questa disposizione non si applica se l'autorizzazione è stabilita per le qualità o condizioni personali dell'autore della pubblicazione.

Capo II
Delle circostanze del reato

Art. 59.
Circostanze non conosciute o erroneamente supposte.

Le circostanze che attenuano o escludono la pena sono valutate a favore dell'agente, anche se da lui non conosciute, o da lui per errore ritenute inesistenti.
Le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell'agente soltanto se da lui conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.
Se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste non sono valutate contro o a favore di lui.
Se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

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Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 18 settembre 2008, n. 35646 in Altalex Massimario.

Art. 60.
Errore sulla persona dell'offeso.

Nel caso di errore sulla persona offesa da un reato, non sono poste a carico dell'agente le circostanze aggravanti, che riguardano le condizioni o qualità della persona offesa, o i rapporti tra offeso e colpevole.
Sono invece valutate a suo favore le circostanze attenuanti, erroneamente supposte, che concernono le condizioni, le qualità o i rapporti predetti.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano, se si tratta di circostanze che riguardano l'età o altre condizioni o qualità fisiche o psichiche, della persona offesa.

Art. 61.
Circostanze aggravanti comuni.

Aggravano il reato quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali le circostanze seguenti:
1) l'avere agito per motivi abietti o futili;
2) l'aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;
3) l'avere, nei delitti colposi, agito nonostante la previsione dell'evento;
4) l'avere adoperato sevizie, o l'aver agito con crudeltà verso le persone;
5) l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa; (1)
6) l'avere il colpevole commesso il reato durante il tempo, in cui si è sottratto volontariamente alla esecuzione di un mandato o di un ordine di arresto o di cattura o di carcerazione, spedito per un precedente reato;
7) l'avere, nei delitti contro il patrimonio o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati da motivi di lucro, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità;
8) l'avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso;
9) l'avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto;
10) l'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio;
11) l'avere commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d'opera, di coabitazione, o di ospitalità;
11-bis) l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale; (2) (3)
11-ter) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o formazione; (4)
11-quater) l'avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione in carcere. (5)
11-quinquies) l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la libertà personale nonché nel delitto di cui all'articolo 572, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza. (6)

(1) Il precedente comma che recitava: “l'avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa;” è stato così sostituito dall’art. 1, comma 7, della L. 15 luglio 2009, n. 94
(2) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. f) del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modificazioni, nella L. 24 luglio 2008, n. 125. Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 5-8 luglio 2010, n. 249 (Gazz. Uff. 14 luglio 2010, n. 28 - Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l'altro, "l’illegittimità costituzionale dell’art. 61, numero 11-bis, del codice penale".
(3) A norma dell’art. 1, comma 1, della L. 15 luglio 2009, n. 94, la disposizione di cui a questo numero si intende riferita ai cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e agli apolidi. La Corte Costituzionale, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, ha successivamente dichiarato "l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica)";
(4) Numero aggiunto dall’art. 3, comma 20, della L. 15 luglio 2009, n. 94.
(5) Numero aggiunto dall’art. 3, L. 26 novembre 2010, n. 199.
(6) Numero aggiunto dall’art. 1, comma 1, D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.

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Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 23 gennaio 2009, n. 3286 e Corte Costituzionale, ordinanza 24 febbraio 2010, n. 66 in Altalex Massimario.

Art. 62.
Circostanze attenuanti comuni.

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti:
1) l'avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale;
2) l'aver reagito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;
3) l'avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall'autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza;
4) l'avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l'avere agito per conseguire o l'avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l'evento dannoso e pericoloso sia di speciale tenuità;
5) l'essere concorso a determinare l'evento, insieme con l'azione o l'omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;
6) l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l'essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell'ultimo capoverso dell'articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

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Cfr. Cassazione penale, SS.UU., sentenza 26 settembre 2007, n. 35535, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 10 ottobre 2007, n. 37352, Cassazione penale, sez. V, sentenza 12 dicembre 2007, n. 46306, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 19 maggio 2008, n. 19966, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 20 novembre 2008, n. 43446, Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 23 gennaio 2009, n. 3286, Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 11 febbraio 2009, n. 5941, Cassazione penale, sez. VI, sentenza 28 settembre 2009, n. 38111 e Cassazione penale, sez. II, sentenza 23 aprile 2010, n. 15616 in Altalex Massimario.

Art. 62-bis.
Circostanze attenuanti generiche. (1)

Il giudice, indipendentemente dalle circostanze previste nell'articolo 62, può prendere in considerazione altre circostanze diverse, qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena. Esse sono considerate in ogni caso, ai fini dell'applicazione di questo capo, come una sola circostanza, la quale può anche concorrere con una o più delle circostanze indicate nel predetto articolo 62.
Ai fini dell'applicazione del primo comma non si tiene conto dei criteri di cui all'articolo 133, primo comma, numero 3), e secondo comma, nei casi previsti dall'articolo 99, quarto comma, in relazione ai delitti previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nel caso in cui siano puniti con la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni. (2)
In ogni caso, l'assenza di precedenti condanne per altri reati a carico del condannato non può essere, per ciò solo, posta a fondamento della concessione delle circostanze di cui al primo comma. (3)

(1) Articolo aggiunto dall’art. 2 del D.L.vo Lgt 14 settembre 1944, n. 288, e così sostituito dall’art. 1, co. 1, della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 7-10 giugno 2011, n. 183 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, come sostituito dall’art. 1, co. 1, della L. 5 dicembre 2005, n. 251, nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell’applicazione del primo comma del presente articolo, non si possa tenere conto della condotta del reo susseguente al reato.
(3) Comma inserito dall’art. 1, co. 1, lett. f-bis), D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, nella L. 24 luglio 2008, n. 125.

Art. 63.
Applicazione degli aumenti o delle diminuzioni di pena.

Quando la legge dispone che la pena sia aumentata o diminuita entro limiti determinati, l'aumento o la diminuzione si opera sulla quantità di essa, che il giudice applicherebbe al colpevole, qualora non concorresse la circostanza che la fa aumentare o diminuire.
Se concorrono più circostanze aggravanti, ovvero più circostanze attenuanti, l'aumento o la diminuzione di pena si opera sulla quantità di essa risultante dall'aumento o dalla diminuzione precedente.
Quando per una circostanza la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato, o si tratta di circostanza ad effetto speciale, l'aumento o la diminuzione per le altre circostanze non opera sulla pena ordinaria del reato, ma sulla pena stabilita per la circostanza anzidetta. Sono circostanze ad effetto speciale quelle che importano un aumento o una diminuzione della pena superiore ad un terzo.
Se concorrono più circostanze aggravanti tra quelle indicate nel secondo capoverso di questo articolo, si applica soltanto la pena stabilita per la circostanza più grave; ma il giudice può aumentarla.
Se concorrono più circostanze attenuanti tra quelle indicate nel secondo capoverso di questo articolo, si applica soltanto la pena meno grave stabilita per le predette circostanze; ma il giudice può diminuirla.

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 11 marzo 2008, n. 10828 in Altalex Massimario.

Art. 64.
Aumento di pena nel caso di una sola circostanza aggravante.

Quando ricorre una circostanza aggravante, e l'aumento di pena non è determinato dalla legge, è aumentata fino a un terzo la pena che dovrebbe essere inflitta per il reato commesso.
Nondimeno, la pena della reclusione da applicare per effetto dell'aumento non può superare gli anni trenta.

Art. 65.
Diminuzione di pena nel caso di una sola circostanza attenuante.

Quando ricorre una circostanza attenuante, e non è dalla legge determinata la diminuzione di pena, si osservano le norme seguenti:
1) alla pena di morte è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni;
2) alla pena dell'ergastolo è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni;
3) le altre pene sono diminuite in misura non eccedente un terzo.

Art. 66.
Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti.

Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell'articolo 63, né comunque eccedere:
1) gli anni trenta, se si tratta della reclusione;
2) gli anni cinque, se si tratta dell'arresto;
3) e, rispettivamente, euro 10.329 o euro 2.065, se si tratta della multa o dell'ammenda; ovvero, rispettivamente, euro 30.987 o euro 6.197 se il giudice si avvale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell'articolo 133-bis .

Art. 67.
Limiti delle diminuzioni di pena nel caso di concorso di più circostanze attenuanti.

Se concorrono più circostanze attenuanti la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore:
1) a quindici anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena di morte; (1)
2) a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell'ergastolo.
Le altre pene sono diminuite. In tal caso, quando non si tratta delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell'articolo 63, la pena non può essere applicata in misura inferiore ad un quarto.

(1) La pena di morte per i delitti previsti dal codice penale è stata abolita dal D.Lgs.Lgt. n. 224/1944.

Art. 68.
Limiti al concorso di circostanze.

Salvo quanto è disposto nell'articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sé un'altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sé un'altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena.
Se le circostanze aggravanti o attenuanti importano lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 2 novembre 2009, n. 42033 in Altalex Massimario.

Art. 69.
Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti.

Quando concorrono insieme circostanze aggravanti e circostanze attenuanti, e le prime sono dal giudice ritenute prevalenti, non si tien conto delle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti, e si fa luogo soltanto agli aumenti di pena stabiliti per le circostanze aggravanti.
Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti, non si tien conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime, e si fa luogo soltanto alle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti.
Se fra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti il giudice ritiene che vi sia equivalenza, si applica la pena che sarebbe inflitta se non concorresse alcuna di dette circostanze.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall'articolo 99, quarto comma, nonché dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato. (1)  (3) (4)
(…) (2)

(1) Comma così sostituito dall’art. 3 della L. 5 dicembre 2005, n. 251. La Corte Costituzionale, con sentenza 5 novembre 2012, n. 251, ha dichiarato l'illegittimità del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, co. 5, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) sulla recidiva di cui all’art. 99, co. 4, del codice penale.
(2) Il comma che recitava: “In tal caso, gli aumenti e le diminuzioni di pena si operano a norma dell'articolo 63, valutata per ultima la recidiva.” è stato abrogato dall'art. 7 del D.L. n. 99/1074.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 14-18 aprile 2014, n. 105 (Gazz. Uff. 23 aprile 2014, n. 18 - Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 648, comma 2, sulla recidiva di cui all'art. 99, comma 4 del presente provvedimento.
(4) La Corte costituzionale, con sentenza 14-18 aprile 2014, n. 106 (Gazz. Uff. 23 aprile 2014, n. 18 - Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, comma 3, sulla recidiva di cui all'art. 99, comma 4 del presente provvedimento.

_______________

Cfr. Corte Costituzionale, ordinanza 10 luglio 2008, n. 257 e Cassazione Penale, sez. I, sentenza 27 gennaio 2010, n. 3464 in Altalex Massimario.

Art. 70.
Circostanze oggettive e soggettive.

Agli effetti della legge penale:
1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l'oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell'azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell'offeso;
2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l'offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole.
Le circostanze inerenti alla persona del colpevole riguardano la imputabilità, e la recidiva.Codice Penale

Capo III
Del concorso di reati

Art. 71.
Condanna per più reati con unica sentenza o decreto.

Quando, con una sola sentenza o con un solo decreto, si deve pronunciare condanna per più reati contro la stessa persona, si applicano le disposizioni degli articoli seguenti.Codice Penale

Art. 72.
Concorso di reati che importano l'ergastolo e di reati che importano pene detentive temporanee.

Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell'ergastolo, si applica la detta pena con l'isolamento diurno da sei mesi a tre anni.
Nel caso di concorso di un delitto che importa la pena dell'ergastolo, con uno o più delitti che importano pene detentive temporanee per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell'ergastolo, con l'isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi.
L'ergastolano condannato all'isolamento diurno partecipa all'attività lavorativa.

Art. 73.
Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie.

Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo uguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati.
Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l'ergastolo.
Le pene pecuniarie della stessa specie si applicano tutte per intero.

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 5 giugno 2008, n. 22643 in Altalex Massimario.

Art. 74.
Concorso di reati che importano pene detentive di specie diversa.

Se più reati importano pene temporanee detentive di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
La pena dell'arresto è eseguita per ultima.

Art. 75.
Concorso di reati che importano pene pecuniarie di specie diversa.

Se più reati importano pene pecuniarie di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
Nel caso che la pena pecuniaria non sia stata pagata per intero, la somma pagata, agli effetti della conversione, viene detratta dall'ammontare della multa.

Art. 76.
Pene concorrenti considerate come pena unica ovvero come pene distinte.

Salvo che la legge stabilisca altrimenti , le pene della stessa specie concorrenti a norma dell'articolo 73 si considerano come pena unica per ogni effetto giuridico.
Le pene di specie diversa concorrenti a norma degli articoli 74 e 75 si considerano egualmente, per ogni effetto giuridico, come pena unica della specie più grave. Nondimeno si considerano come pene distinte, agli effetti della loro esecuzione, dell'applicazione delle misure di sicurezza e in ogni altro caso stabilito dalla legge.
Se una pena pecuniaria concorre con un'altra pena di specie diversa, le pene si considerano distinte per qualsiasi effetto giuridico.

Art. 77.
Determinazione delle pene accessorie

Per determinare le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna, si ha riguardo ai singoli reati per i quali è pronunciata la condanna, e alle pene principali che, se non vi fosse concorso di reati, si dovrebbero infliggere per ciascuno di essi.
Se concorrono pene accessorie della stessa specie, queste si applicano tutte per intero.

Art. 78.
Limiti degli aumenti delle pene principali.

Nel caso di concorso di reati preveduto dall'articolo 73, la pena da applicare a norma dello stesso articolo non può essere superiore al quintuplo della più grave fra le pene concorrenti, né comunque eccedere:
1) trenta anni per la reclusione;
2) sei anni per l'arresto;
3) euro 15.493 per la multa e euro 3.098 per l'ammenda; ovvero euro 64.557 per la multa e euro 12.911 per l'ammenda, se il giudice si vale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell'articolo 133-bis.
Nel caso di concorso di reati preveduto dall'articolo 74, la durata delle pene da applicare a norma dell'articolo stesso non può superare gli anni trenta. La parte della pena eccedente tale limite è detratta in ogni caso dall'arresto.

Art. 79.
Limiti degli aumenti delle pene accessorie.

La durata massima delle pene accessorie temporanee non può superare, nel complesso, i limiti seguenti:
1) dieci anni, se si tratta dell'interdizione dai pubblici uffici o dell'interdizione da una professione o da un'arte;
2) cinque anni, se si tratta della sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte.

Art. 80.
Concorso di pene inflitte con sentenze o decreti diversi.

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui, dopo una sentenza o un decreto di condanna, si deve giudicare la stessa persona per un altro reato commesso anteriormente o posteriormente alla condanna medesima, ovvero quando contro la stessa persona si debbono eseguire più sentenze o più decreti di condanna.

Art. 81.
Concorso formale. Reato continuato.

È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest'articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, l'aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave. (1)

(1) Comma aggiunto dall’art. 5, comma 1, della L. 5 dicembre 2005, n. 251

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 9 aprile 2008, n. 14943 e Cassazione Penale, SS.UU, sentenza 22 giugno 2009, n. 25956 in Altalex Massimario.

Art. 82.
Offesa di persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta.

Quando, per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un'altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere, salve, per quanto riguarda le circostanze aggravanti e attenuanti, le disposizioni dell'articolo 60.
Qualora, oltre alla persona diversa, sia offesa anche quella alla quale l'offesa era diretta, il colpevole soggiace alla pena stabilita per il reato più grave, aumentata fino alla metà.

Art. 83.
Evento diverso da quello voluto dall'agente.

Fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, se per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un'altra causa, si cagiona un evento diverso da quello voluto, il colpevole risponde, a titolo di colpa, dell'evento non voluto, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.
Se il colpevole ha cagionato altresì l'evento voluto si applicano le regole sul concorso dei reati.

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 novembre 2008, n. 41026 in Altalex Massimario.

Art. 84.
Reato complesso.

Le disposizioni degli articoli precedenti non si applicano quando la legge considera come elementi costitutivi, o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costituirebbero, per se stessi, reato.
Qualora la legge nella determinazione della pena per il reato complesso, si riferisca alle pene stabilite per i singoli reati che lo costituiscono, non possono essere superati i limiti massimi indicati negli articoli 78 e 79

_______________

Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 28 gennaio 2010, n. 3359 in Altalex Massimario.

(Segue>>)


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Danneggiamento, elemento psicologico, dolo generico, sufficienza (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 19.09.2013 n° 35898 )

Spaccio, stupefacenti, lieve entità, collaborazione, attenuanti speciali (Cassazione penale , sez. III, sentenza 16.09.2013 n° 37804 )

Persona famosa, guardia del corpo, fotografo, tentata rapina, privacy, tutela (Cassazione penale , sez. II, sentenza 12.09.2013 n° 37407 )

Figlio minorenne, nonna, allontanamento, minaccia, violenza privata, potestà (Cassazione penale , sez. V, sentenza 11.09.2013 n° 37324 )

Datore di lavoro, contributi previdenziali, versamento, omissione, responsabilità (Cassazione penale , sez. III, sentenza 10.09.2013 n° 37130 )

Rifiuti, discarica abusiva, fondo, terzi, abbandono, consapevolezza, proprietario (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 05.09.2013 n° 36406 )

Medico, responsabilità, paziente, decesso, pietas, dimissione, prevedibilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 30.08.2013 n° 35828 )

Datore di lavoro, infortunio, responsabilità, delega, responsabile prevenzione (Cassazione penale , sez. feriale, sentenza 22.08.2013 n° 35424 )

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Avvocato, appropriazione indebita, querela, ritiro, provvedimento disciplinare (Cassazione civile , SS.UU., sentenza 19.07.2013 n° 17652 )

Buste paga, azienda, dipendente, stipendi gonfiati, appropriazione indebita (Cassazione penale , sez. II, sentenza 16.07.2013 n° 30670 )

Stalking, persona offesa, credibilità, relazione sentimentale, violenza sessuale (Cassazione penale , sez. III, sentenza 10.07.2013 n° 29409 )

Guida senza patente, ammenda, attenuanti generiche, incensuratezza, illegittimità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 05.07.2013 n° 28810 )

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Medesimo disegno criminoso, continuità, reato più grave, condotta, disvalore (Cassazione penale , SS.UU., sentenza 13.06.2013 n° 25939 )

Coniuge, telefono, uso eccessivo, tentato omicidio, futili motivi, esclusione (Cassazione penale , sez. I, sentenza 13.06.2013 n° 26017 )

Dolo eventuale, colpa cosciente, preterintenzione, differenze, intervento altrui (Cassazione penale , sez. I, sentenza 04.06.2013 n° 24217 )

Automobilista, pedone, investimento, responsabilità, esclusione, attenzione (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 04.06.2013 n° 24171 )

Casa di riposo, cure mediche, limiti, degente, morte, responsabilità, garanzia (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 31.05.2013 n° 23661 )

Relazione extraconiugale, rivelazione, minacce, genitori, estorsione (Cassazione penale , sez. II, sentenza 24.05.2013 n° 22349 )

Ristoratore, parco giochi, responsabilità civile, obblighi, omissione, esclusione (Cassazione civile , sez. III, sentenza 21.05.2013 n° 12401 )

Lavoratore straniero, permesso di soggiorno, errore, datore, responsabilità (Cassazione penale , sez. I, sentenza 20.05.2013 n° 21362 )

Violenza sessuale, falso ginecologo, finalità, consapevolezza, libertà sessuale (Cassazione penale , sez. III, sentenza 14.05.2013 n° 20754 )

Violenza sessuale, tentativo, minorenne, passaggio, zone corporee sensibili (Cassazione penale , sez. III, sentenza 13.05.2013 n° 20370 )

Omicidio colposo, dolo eventuale, colpa cosciente, differenza, prova (Cassazione penale , sez. I, sentenza 13.05.2013 n° 20465 )

Avvocato, cliente, proteste, esasperazione esistenziale, animus necandi (Cassazione penale , sez. I, sentenza 10.05.2013 n° 20201 )

Infortunio in itinere, decesso, eredi, rendita, equivalenza delle condizioni (Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 07.05.2013 n° 10565 )

Sinistro stradale, limiti di velocità, imprudenza, evento, prevedibilità, omicidio (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 06.05.2013 n° 19384 )

Slot machine, manomissione, peculato, frode informatica, differenze, concorso (Cassazione penale , sez. II, sentenza 30.04.2013 n° 18909 )

Albergo, piscina, decesso, gestore, posizione di garanzia, responsabile catering (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 24.04.2013 n° 18569 )

Bancomat, furto, utilizzo indebito, concorso formale, ne bis in idem, esclusione (Cassazione penale , sez. II, sentenza 22.04.2013 n° 18269 )

Campagna denigratoria, internet, blog, diffamazione aggravata (Tribunale Varese, uff. GIP, sentenza 08.04.2013 n° 116 )

Lavoro, sicurezza, procuratore tecnico, delega scritta, accettazione, nuove norme (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 05.04.2013 n° 15881 )

Stalking, violenza sessuale, consenso, durata, configurabilità (Cassazione penale , sez. III, sentenza 03.04.2013 n° 15334 )

Lavoro, infortunio, datore di lavoro, responsabilità, nesso di causalità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 28.03.2013 n° 14703 )

Alimenti, supermercato, unità territoriali autonome, responsabilità, direttore (Cassazione penale , sez. III, sentenza 13.03.2013 n° 11835 )

Diritto di cronaca, domicilio, tutela, violazione, notorietà, politico, fotografie (Tribunale Milano, sez. penale, sentenza 13.03.2013 )

Responsabilità medica, decesso, negligenza, imprudenza, linee guida, irrilevanza (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 11.03.2013 n° 11493 )

Lavoro, infortunio, responsabilità, normali attribuzioni, datore, nesso causale (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 08.03.2013 n° 11062 )

Sinistro stradale, colpo di sonno, malore, capacità di intendere e volere (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 26.02.2013 n° 9172 )

Diffamazione a mezzo stampa: il limite della continenza nella critica politica (Cassazione penale , sez. V, sentenza 14.02.2013 n° 7421 (Alessandro Quattrocchi) )

Impugnazione, omissione, avvocato, responsabilità, nesso eziologico, prova (Cassazione civile , sez. III, sentenza 05.02.2013 n° 2638 )

Società, amministratore di diritto, responsabilità, fallimento, bancarotta (Cassazione penale , sez. V, sentenza 04.02.2013 n° 5653 )

Patologia multifattoriale, lavoratore, ILVA, nesso di causalità, analisi fattuale (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 29.01.2013 n° 4489 )

Sinistro stradale, responsabilità colposa, nesso causale, concretizzazione rischio (Tribunale Catania, sez. GIP, sentenza 28.01.2013 n° 1351 )

Opere di carità, ministero cattolico, servizio tipico, furto, aggravante (Cassazione penale , sez. II, sentenza 23.01.2013 n° 3339 )

Sindaco, donna, marionetta, manifesti politici, diffamazione, contesto culturale (Cassazione penale , sez. V, sentenza 21.12.2012 n° 49776 )

Caldaia, manutenzione, canna fumaria, manutentore, responsabilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 13.12.2012 n° 48229 )

Stupefacenti, detenzione, vendita, connivenza, contributo concorsuale, differenze (Cassazione penale sez. IV, sentenza 13.12.2012 n° 48243 )

Tentativo, atti esecutivi, volontà, configurabilità (Cassazione penale , sez. II, sentenza 04.12.2012 n° 46776 )

Lesioni colpose, circolazione stradale, circostanze aggravanti, concorso (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 30.11.2012 n° 46441 )

Infortunio sul lavoro, subappaltatore, responsabilità, appaltatore, prevenzione (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 15.11.2012 n° 44829 )

Coniugi, mantenimento, assegno, inadempimento, elemento soggettivo (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 09.11.2012 n° 43527 )

Ius corrigendi, violenza privata, coercizione fisica, figlia (Cassazione penale , sez. V, sentenza 07.11.2012 n° 42962 )

Recidiva facoltativa, reiterazione, piccolo spacciatore, attenuanti, illegittimità (Corte Costituzionale , sentenza 05.11.2012 n° 251 )

Incidente ferroviario, lesioni colpose, conduttore, responsabilità, controllo (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 25.10.2012 n° 41980 )

Consiglio dell'Ordine, esposto, reati, diffamazione, verità, attestazioni, critica (Cassazione penale , sez. V, sentenza 25.10.2012 n° 41661 )

Reato continuato, pena più grave, computo, pena edittale, violazione più grave (Cassazione penale , sez. II, ordinanza 22.10.2012 n° 41084 )

Bonus bebé, cittadinanza italiana, falsa attestazione, indebita percezione (Cassazione penale , sez. V, sentenza 17.10.2012 n° 40688 )

Intervento chirurgico, specialista, imminente pericolo, eccesso di velocità (Tribunale Verona, sez. IV civile, sentenza 16.10.2012 )

Impugnazione, parte civile, condanna, imputazione, modifica, interesse, danno (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 09.10.2012 n° 39898 )

Prostituzione minorile aggravata, induzione, tentativo, configurabilità (Cassazione penale , sez. III, sentenza 08.10.2012 n° 39452 )

Lavoratrice, violenza privata, tentativo, maternità, rientro, locali fatiscenti (Cassazione penale , sez. V, sentenza 21.09.2012 n° 36332 )

Reato, circostanze, offeso, concorso doloso, volontà, movente, attenuante (Cassazione penale , sez. V, sentenza 17.09.2012 n° 35560 )

Rapina impropria, tentativo, furto, atti idonei, violenza o minaccia, configurabilità (Cassazione penale , SS.UU., sentenza 12.09.2012 n° 34952 )

Omicidio, movente, prova, assenza, dolo, suitas, incidenza, esclusione (Cassazione penale , sez. I, sentenza 01.08.2012 n° 31449 )

Medico, negligenza, lesioni personali volontarie, decesso, nesso di causalità (Cassazione penale , sez. V, sentenza 18.07.2012 n° 29075 )

Interruzione di pubblico servizio, esercizio di un diritto, esimente, esclusione (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 13.07.2012 n° 28110 )

Lesioni personali, colpa, pubblica via, gesti scomposti, illegittimità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 21.06.2012 n° 24993 )

Aggressione, legittima difesa, pericolo, accettazione, esclusione (Tribunale Monza, sentenza 28.05.2012 )

Ingiuria, colleghi, mansioni, ingerenza, reazione, esclusione, diritto di critica (Cassazione penale , sez. V, sentenza 23.05.2012 n° 19577 )

Donna straniera, schiavitù, prostituzione, false generalità, stato di necessità (Cassazione penale , sez. III, sentenza 21.05.2012 n° 19225 )

Cause di giustificazione, stato di necessità, onere probatorio, dati di fatto (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 16.05.2012 n° 18711 )

Reato doloso, reato colposo, continuazione, elemento psicologico, insussistenza (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 10.05.2012 n° 17799 )

Lavoro, infortunio, lavoratori, condotte imprudenti, legittima aspettativa, errore (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 04.05.2012 n° 16890 )

Truffa, studio professionale, costituzione, abuso prestazione opera professionale (Cassazione penale , sez. II, sentenza 23.04.2012 n° 15463 )

Ricusazione, istanza, giudice, relazione extraconiugale, oltraggio, dolo (Corte d'Appello Potenza, sentenza 14.04.2012 n° 115 )

Amianto, lavoratore, morte, fumatore, nesso causale, accertamento, concause (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 22.03.2012 n° 11197 )

Lavoro, sicurezza, datore di lavoro, responsabilità, delega (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 19.03.2012 n° 10702 )

Arresti domiciliari, evasione, dolo generico, motivazioni, irrilevanza (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 16.03.2012 n° 10425 )

Coniuge, strangolamento, cane, maltrattamenti, aggravanti (Tribunale Pavia, sez. civile e penale, sentenza 13.03.2012 n° 70 )

Sede viaria, omessa manutenzione, incidente stradale, responsabilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 08.03.2012 n° 9175 )

Ente, funzionario, trasferta, rimborso, spese personali, esclusione (Cassazione penale , sez. II, sentenza 02.03.2012 n° 8094 )

Vendita online, semi di cannabis, istigazione, uso di droghe, esclusione (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 22.02.2012 n° 6972 )

Medico specializzando, autonomia, responsabilità, colpa per assunzione (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 22.02.2012 n° 6981 )

Omicidio, stimolo, vittima, valutazione, contesto sociale, futili motivi (Cassazione penale , sez. I, sentenza 21.02.2012 n° 6796 )

Lavoro, infortunio, nesso causale, datore di lavoro, responsabilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 21.02.2012 n° 6854 )

Detenuto, suicidio, guardia carceraria, servizio di sorveglianza, responsabilità (Cassazione penale sez. IV, sentenza 20.02.2012 n° 6744 )

Segnaletica stradale, cartello, saluti, erronea interpretazione, errore inescusabile (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 16.02.2012 n° 6405 )

Omissione, responsabilità, nesso di causalità, verifica controfattuale (Cassazione civile , sez. III, sentenza 14.02.2012 n° 2085 )

Esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali (Codice di procedura penale , Libro X, Titolo II, agg. al 13.02.2012)

Occupazione arbitraria, appartamento, necessità, danno grave, attualità (Cassazione penale , sez. II, sentenza 01.02.2012 n° 4292 )

Fallimento, istituto di credito, reati, amministratore di fatto, responsabilità (Cassazione penale , sez. V, sentenza 30.01.2012 n° 3708 )

Lavoro, trattenuta, retribuzione, appropriazione indebita, non configurabilità (Cassazione penale , sez. II, sentenza 23.01.2012 n° 2723 )

Satira, diffamazione, esclusione, elemento psicologico, reato, non configurabilità (Cassazione penale , sez. V, sentenza 17.01.2012 n° 1740 )

Abusi, figlia minore, coniuge, obbligo di intervento, concorso, esclusione (Cassazione penale , sez. III, sentenza 17.01.2012 n° 1369 )

Furto aggravato, mancata asportazione beni, tentativo, violazione di domicilio (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 10.01.2012 n° 203 )

Dirigente, mafia, collusione, prove, mancanza, diffamazione (Cassazione penale , sez. V, sentenza 05.01.2012 n° 87 )

Usura, tassi, banca, ignoranza, reato (Cassazione penale , sez. II, sentenza 19.12.2011 n° 46669 )

Edilizia, condono, ultimazione lavori, completamento rustico (Cassazione penale , sez. V, sentenza 13.12.2011 n° 46229 )

Periodico on-line, diffamazione, direttore, responsabilità, reato a mezzo stampa (Cassazione penale , sez. V, sentenza 29.11.2011 n° 44126 )

Codice della strada, pluralità, reati, sospensione patente, comulo (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 22.11.2011 n° 43012 )

Lesioni personali, attività sportiva, rischio consentito, scriminante (Cassazione penale , sez. V, sentenza 16.11.2011 n° 42114 )

Maltrattamento animali, sequestro preventivo, cani, legittimità (Cassazione penale , sez. III, sentenza 27.10.2011 n° 38946 )

Lavoratore, infortunio, imprevedibilità, datore, responsabilità, esclusione (Cassazione penale , sez. III, sentenza 24.10.2011 n° 38209 )

Appropriazione indebita, abuso, prestazione di opera, rapporto di fiducia (Cassazione penale , sez. II, sentenza 13.10.2011 n° 36897 )

Danno, causa, equivalenza delle cause, causalità efficiente (Cassazione civile , sez. II, sentenza 06.10.2011 n° 20496 )

Truffa aggravata, concorso, condotta omissiva, condotta commissiva (Cassazione penale , sez. II, sentenza 29.09.2011 n° 35344 )

Condotte colpose indipendenti, principio dell’affidamento, esclusione (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.09.2011 n° 34379 )

Omicidio colposo, concorso colposo, posizione di garanzia, violazione regole (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.09.2011 n° 34385 )

Infortunio sul lavoro, datore, posizione di garanzia, condotta colposa (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.09.2011 n° 34373 )

Tecnica endoscopica, medico, responsabilità, decesso (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 12.09.2011 n° 33740 )

Codice della strada, violazione,condotta, evento,nesso causale, responsabilità (Cassazione civile , sez. III, sentenza 23.08.2011 n° 17507 )

Infortunio sul lavoro, datore di lavoro, RSPP, responsabilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 19.07.2011 n° 28779 )

Lesioni personali volontarie, reazione, aggressione altrui, scriminante (Cassazione penale , sez. V, sentenza 27.06.2011 n° 25608 )

Circostanze attenuanti, concessione, discrezionalità, precisazioni (Cassazione penale , sez. V, sentenza 27.06.2011 n° 25658 )

Stato di necessita, diritto all’abitazione, sussistenza (Cassazione penale , sez. II, sentenza 22.06.2011 n° 24987 )

Comune, dirigente settore tecnico, sicurezza, lavoro, responsabile (Cassazione penale , sez. III, sentenza 15.06.2011 n° 23967 )

Attenuanti generiche, comportamento susseguente, rilevanza (Corte Costituzionale , sentenza 10.06.2011 n° 183 )

Incidente stradale, morte, errore medico, responsabilità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 01.06.2011 n° 22165 )

Responsabilità del notaio, attenuanti generiche, applicabilità (Cassazione civile , sez. VI, sentenza 27.05.2011 n° 11791 )

Medico, responsabilità, causalità (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 26.05.2011 n° 21028 )

Recidiva reiterata, concorso omogeneo, aggravante ad effetto speciale (Cassazione penale , SS.UU., sentenza 24.05.2011 n° 20798 )

Abuso d'ufficio, peculato, differenza, pubblico ufficiale, fax (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 20.05.2011 n° 20094 )

Amministratore, società, responsabilità penale, limiti (Cassazione penale , sez. II, sentenza 17.05.2011 n° 19284 )

Legittima difesa, proporzionalità, necessità (Cassazione penale , sez. V, sentenza 11.05.2011 n° 18551 )

Reato tentato, idoneità degli atti, nozione (Cassazione penale , sez. II, sentenza 03.05.2011 n° 17146 )

Resistenza a pubblico ufficiale, resistenza passiva, esclusione (Cassazione penale , sez. VI, sentenza 27.04.2011 n° 16456 )

Cronaca, critica, limiti (Cassazione penale , sez. V, sentenza 13.04.2011 n° 15060 )

Omicidio colposo, risarcimento del danno, ente assicuratore, rilevanza (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 16.03.2011 n° 10652 )

Infortunio, lavoro, appalto, conseguenze, irrilevanza (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 07.03.2011 n° 8868 )

Lavoro, infortuni, responsabilità del datore (Cassazione penale , sez. IV, sentenza 07.03.2011 n° 8872 )

Appropriazione indebita, aggravante, prestazione d'opera, abuso (Cassazione penale , sez. II, sentenza 17.01.2011 n° 989 )

In Gazzetta la legge ''sfolla carceri'': l'ultimo anno di pena ai domiciliari (Legge 26.11.2010 n° 199 , G.U. 01.12.2010 )

Aggravanti, immigrazione irregolare, clandestinità, illegittimità, sussistenza (Corte Costituzionale , sentenza 08.07.2010 n° 249 )

Testo unico sulla droga - ED. APRILE 2014 (D.P.R. , testo coordinato 09.10.1990 n° 309 , G.U. 31.10.1990 )

Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale (Legge 11.03.1953 n° 87 , G.U. 14.03.1953 )


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