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Codice dell'ambiente
Decreto legislativo 03.04.2006 n° 152 , G.U. 14.04.2006

Pubblichiamo il testo coordinato del codice dell'ambiente aggiornato con le successive modifiche ed integrazioni.

Codice dell'ambiente (Dlgs 152/2006)


PARTE PRIMA - Disposizioni comuni e principi generali (Artt. 1-3)
PARTE SECONDA - Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC) (Artt. 4-52)
PARTE TERZA - Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche (Artt. 53-176)
PARTE QUARTA - Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati (Artt. 177-266)
PARTE QUINTA - Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera (Artt. 267-298)
PARTE SESTA - Norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente (Artt. 299-318)

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Codice dell'ambiente

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CODICE DELL'AMBIENTE
(Testo coordinato del Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006)

** * **

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;

Vista la legge 15 dicembre 2004, n. 308, recante delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione;

Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;

Viste le direttive 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, e 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, come modificata dalle direttive 97/11/CE del Consiglio, del 3 marzo 1997, e 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, concernente la valutazione di impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, nonche' riordino e coordinamento delle procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA), per la valutazione ambientale strategica (VAS) e per la prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC);

Vista la direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento;

Vista la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque;

Vista la direttiva 91/156/CEE del Consiglio, del 18 marzo 1991, che modifica la direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti;

Vista la direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi;

Vista la direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio;

Vista la direttiva 84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali;

Vista la direttiva 94/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sul controllo delle emissioni di composti organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali alle stazioni di servizio;

Vista la direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell'11 marzo 1999, concernente la limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attivita' e in taluni impianti;

Vista la direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e recante modifica della direttiva 93/12/CEE;

Vista la direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione;

Vista la direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilita' ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che, in vista di questa finalita', «istituisce un quadro per la responsabilita' ambientale» basato sul principio «chi inquina paga»;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 novembre 2005;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 gennaio 2006;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 10 febbraio e del 29 marzo 2006;

Sulla proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri per le politiche comunitarie, per la funzione pubblica, per gli affari regionali, dell'interno, della giustizia, della difesa, dell'economia e delle finanze, delle attivita' produttive, della salute, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole e forestali;

Emana

il seguente decreto legislativo:

PARTE PRIMA

DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI (1)

(1) Denominazione così modificata dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il presente decreto legislativo disciplina, in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti:

a) nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC);

b) nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche;

c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati;

d) nella parte quinta, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera;

e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente.

Art. 2.
Finalità

1. Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

2. Per le finalità di cui al comma 1, il presente decreto provvede al riordino, al coordinamento e all'integrazione delle disposizioni legislative nelle materie di cui all'articolo 1, in conformità ai principi e criteri direttivi di cui ai commi 8 e 9 dell'articolo 1 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, e nel rispetto degli obblighi internazionali, dell'ordinamento comunitario, delle attribuzioni delle Regioni e degli Enti Locali. (1)

3. Le disposizioni di cui al presente decreto sono attuate nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

(1) Comma modificato dall’art. 1 del Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128

Art. 3.
Criteri per l'adozione dei provvedimenti successivi

1. Le norme di cui al presente decreto non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, mediante modifica o abrogazione delle singole disposizioni in esso contenute.

2. Entro due anni dalla data di pubblicazione del presente decreto legislativo, con uno o più regolamenti da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, adotta i necessari provvedimenti per la modifica e l'integrazione dei regolamenti di attuazione ed esecuzione in materia ambientale, nel rispetto delle finalità, dei principi e delle disposizioni di cui al presente decreto.

3. Ai fini della predisposizione dei provvedimenti di cui al comma 2, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio si avvale del parere delle rappresentanze qualificate degli interessi economici e sociali presenti nel Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA), senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

4. Entro il medesimo termine di cui al comma 2, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio provvede alla modifica ed all'integrazione delle norme tecniche in materia ambientale con uno o più regolamenti da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto delle finalità, dei principi e delle disposizioni di cui al presente decreto. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, relativamente al recepimento di direttive comunitarie modificative delle modalità esecutive e di caratteristiche di ordine tecnico di direttive già recepite nell'ordinamento nazionale.

5. Ai fini degli adempimenti di cui al presente articolo, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio si avvale, per la durata di due anni e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un gruppo di dieci esperti nominati, con proprio decreto, fra professori universitari, dirigenti apicali di istituti pubblici di ricerca ed esperti di alta qualificazione nei settori e nelle materie oggetto del presente decreto. Ai componenti del gruppo di esperti non spetta la corresponsione di compensi, indennità, emolumenti a qualsiasi titolo riconosciuti o rimborsi spese.

Art. 3-bis. (1)
Principi sulla produzione del diritto ambientale

1. I principi posti dal presente articolo e dagli articoli seguenti costituiscono i principi generali in tema di tutela dell'ambiente, adottati in attuazione degli articoli 2, 3, 9, 32, 41, 42 e 44, 117 commi 1 e 3 della Costituzione e nel rispetto del Trattato dell'Unione europea.

2. I principi previsti dalla presente Parte Prima costituiscono regole generali della materia ambientale nell'adozione degli atti normativi, di indirizzo e di coordinamento e nell'emanazione dei provvedimenti di natura contingibile ed urgente.

3. I principi ambientali possono essere modificati o eliminati soltanto mediante espressa previsione di successive leggi della Repubblica italiana, purche' sia comunque sempre garantito il corretto recepimento del diritto europeo.

(1) Articolo inserito dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Art. 3-ter. (1)
Principio dell'azione ambientale

1. La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonche' al principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell'articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunita' in materia ambientale.

(1) Articolo inserito dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Art. 3-quater. (1)
Principio dello sviluppo sostenibile

1. Ogni attivita' umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualita' della vita e le possibilita' delle generazioni future.

2. Anche l'attivita' della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell'ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalita' gli interessi alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.

3. Data la complessita' delle relazioni e delle interferenze tra natura e attivita' umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell'ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinche' nell'ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresi' il principio di solidarieta' per salvaguardare e per migliorare la qualita' dell'ambiente anche futuro.

4. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l'evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attivita' umane.

(1) Articolo inserito dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Art. 3-quinquies. (1)
Principi di sussidiarieta' e di leale collaborazione

1. I principi desumibili dalle norme del decreto legislativo costituiscono le condizioni minime ed essenziali per assicurare la tutela dell'ambiente su tutto il territorio nazionale;

2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono adottare forme di tutela giuridica dell'ambiente piu' restrittive, qualora lo richiedano situazioni particolari del loro territorio, purche' cio' non comporti un'arbitraria discriminazione, anche attraverso ingiustificati aggravi procedimentali.

3. Lo Stato interviene in questioni involgenti interessi ambientali ove gli obiettivi dell'azione prevista, in considerazione delle dimensioni di essa e dell'entita' dei relativi effetti, non possano essere sufficientemente realizzati dai livelli territoriali inferiori di governo o non siano stati comunque effettivamente realizzati.

4. Il principio di sussidiarieta' di cui al comma 3 opera anche nei rapporti tra regioni ed enti locali minori.

(1) Articolo inserito dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Art. 3-sexies. (1)
Diritto di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione a scopo collaborativo

1. In attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e delle previsioni della Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia con la legge 16 marzo 2001, n. 108, e ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, chiunque, senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante, puo' accedere alle informazioni relative allo stato dell'ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale.

(1) Articolo inserito dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

Parte II

Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), Per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC) (Art. 4-52)



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Nozione di rifiuto, terre e rocce da scavo, disciplina nazionale, novella sopravvenuta (Corte Costituzionale , ordinanza 30.04.2008 n° 121 )

Rifiuti, ordinanza di rimozione, obbligo del proprietario o possessore del fondo (Cassazione penale , sez. III, sentenza 09.04.2008 n° 14747 )

Accumulo di rifiuti e sequestro preventivo dell’area (Cassazione penale , sez. III, sentenza 07.04.2008 n° 14323 (Simone Marani) )

Rifiuti, accumulo di materiali, sequestro preventivo dell’area, sottoprodotto (Cassazione penale , sez. III, sentenza 07.04.2008 n° 14323 )

Rifiuti, gestioni esistenti, entrata in vigore del codice dell'ambiente, continuità (TAR Campania-Napoli, sez. I, sentenza 31.03.2008 n° 1641 )

Rifiuti, raccolta e trasporto di rifiuti, ordinanza dirigenziale (TAR Campania-Napoli, sez. V, sentenza 04.03.2008 n° 1073 )

Sulla responsabilità in caso di abbandono di rifiuti (Consiglio di Stato , sez. V, decisione 04.03.2008 n° 807 (Francesco Logiudice) )

Rifiuti, responsabilità dell’autore e del proprietario del suolo in solido, sussistenza (Consiglio di Stato , sez. V, decisione 04.03.2008 n° 807 )

Immissioni in atmosfera, autorizzazione della Provincia, diniego, motivazione (TAR Veneto-Venezia, sez. III, sentenza 25.02.2008 n° 443 )

Rifiuti, materiale derivante da demolizione di fabbricati, reimpiego (Cassazione penale , sez. III, sentenza 19.02.2008 n° 7465 )

La responsabilità penale del produttore di rifiuti: fondamento e limiti (Cassazione penale , sez. III, sentenza 19.02.2008 n° 7461 (Nicola Virdis) )

Conferenza di servizi, ristrutturazione area portuale, soggetti legittimati a partecipare (TAR Toscana-Firenze, sez. III, sentenza 06.02.2008 n° 105 )

Inquinamento, obbligo di bonifica, responsabile, sussistenza, accertamento (TAR Friuli Venezia Giulia-Trieste, sez. I, sentenza 28.01.2008 n° 89 )

Inquinamento idrico, estrazioni idrocarburi, autorizzazione, diniego (TAR Sicilia-Palermo, sez. I, sentenza 21.01.2008 n° 82 )

Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del Codice dell'Ambiente (Decreto legislativo 16.01.2008 n° 4 , G.U. 29.01.2008 )

Rifiuti, liquidi da attività ospedaliera, scarichi di acque reflue, disciplina speciale (Cassazione penale , sez. III, sentenza 16.01.2008 n° 2246 )

Inquinamento atmosferico, emissioni inquinanti, successione leggi nel tempo (Cassazione penale , sez. III, sentenza 19.12.2007 n° 47081 )

Rifiuti, trasporto illecito, traffico illecito, confisca del mezzi, obbligatoria (Cassazione penale , sez. III, sentenza 12.12.2007 n° 4746 )

Sostanze gassose immesse da impianti industriali non costituiscono rifiuti (Cassazione penale , sez. III, sentenza 12.11.2007 n° 41582 (Nicola Virdis) )

TARSU, è legittima la cartella esattoriale emessa senza avviso di accertamento (Cassazione civile , sez. tributaria, sentenza 01.10.2007 n° 20646 (Emilia Spanedda) )

Diritto dell’ambiente e diritto all’ambiente: spunti di riflessione (Articolo di Maria Herta Palomba 13.08.2007)

Rifiuti, obbligo di rimozione, proprietario del veicolo abbandonato, illegittimità (Cassazione penale , sez. III, ordinanza 04.05.2007 n° 16957 )

Danno ambientale, obbligo di risarcimento, definizione, sussistenza (Cassazione penale , sez. III, sentenza 02.05.2007 n° 16575 )

Reati ambientali, costituzione di parte civile, enti esponenziali, requisiti (Tribunale Tolmezzo, ordinanza 09.03.2007 )

Ancora in tema di reati ambientali. Omessa bonifica di siti inquinati (Cassazione penale , sez. III sentenza 08.03.2007 n° 9794 (Simone Marani) )

Ambiente, inquinamento ed omessa bonifica del sito, nuova fattispecie (Cassazione penale , sez. III sentenza 08.03.2007 n° 9794 )

Disposizioni correttive e integrative del Codice dell'Ambiente (Decreto legislativo 08.11.2006 n° 284 , G.U. 24.11.2006 )

Immissioni Trenitalia: associazione dei consumatori e legittimazione processuale (Tribunale Lamezia Terme, ordinanza 16.07.2006 (Giuseppe Buffone) )

Codice dell'Ambiente: bloccati i decreti attuativi (Ministero Ambiente, comunicato 26.06.2006, G.U. 26.06.2006 )

Codice dell'ambiente: la Consulta rigetta la richiesta di sospensiva (Corte Costituzionale , ordinanza 22.06.2006 n° 245 )

Sommersi da terre e rocce da scavo: uno smottamento nel nuovo TU Ambientale (Articolo e Ilaria Fattori 02.05.2006 (Silvano Di Rosa) )

Delega ambientale e condono edilizio su abusi in zone a vincolo paesaggistico (Legge 15.12.2004 n° 308 , G.U. 27.12.2004 )


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Avv. Alessandra Possis

Lo studio tutto al femminile opera sia in materia civile che penale. Relativamente alla materia civile vengono trattate questioni di diritto immobiliare, di diritto di famiglia e di infortunistica stradale.


Calcolo danno macrolesioni con le tabelle dei principali Tribunali italiani

Milano-Roma 2013
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