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Avviso d'accertamento - termine di decadenza per l'iscrizione a ruolo
Cassazione civile Sez. tributaria, sentenza 05.07.2001 n° 9116




Un ricorso proposto nei termini avverso l'avviso di accertamento è idoneo ad introdurre un processo tributario e quindi ad impedire, fino alla sua conclusione, che l'accertamento medesimo diventi definitivo.

A tale regola non fa eccezione l'ipotesi in cui il ricorso manchi della sottoscrizione del ricorrente essendo quest'ultima un requisito la cui sussistenza o mancanza, in caso di contenzioso giudiziario, deve essere accertata dal giudice adito.


(Massima a cura della Redazione)


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezione Tributaria

(Presidente G. Olla - Relatore E. Amari)

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

In data 9.2.1994 veniva notificata alla (omissis) la cartella esattoriale n. 4001421 emessa a seguito della consegna in data 10.1.1984 di ruoli in cui risultavano iscritti tributi, oltre sanzioni ed interessi relativi al saldo (pari ai 2/3) dell'IRPEG e dell'ILOR dovute per l'anno 1984 in base ad avviso di accertamento dell'Ufficio delle II.DD. di Latina.

Proponeva ricorso la contribuente dinanzi alla Commissione tributaria di 1° grado di Latina deducendo che l'avviso di accertamento, notificato 1'11. 12.1990, era divenuto definitivo, in mancanza di impugnazione, il 9.2.1991; conseguentemente si era verificata la decadenza per l'iscrizione a ruolo perché le imposte richieste non erano state iscritte in ruoli formati e consegnati all'intendenza di finanza entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui l'accertamento era divenuto definitivo.

La Commissione di 1° grado rigettava l'impugnativa avverso il ruolo deducendo che il ricorso nei confronti dell'avviso di accertamento, benché non sottoscritto, era stato presentato, sicché il termine di decadenza di cui all'art. 17, ultimo comma, d.p.r. 602/1973 per l'iscrizione a ruolo era cominciato a decorrere solo dalla data in cui era stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso medesimo.

La Commissione tributaria regionale del Lazio rigettava l'appello della contribuente su rilievo che, ai fini della decorrenza del termine per l'iscrizione a ruolo, l'accertamento doveva ritenersi definitivo solo dalla data in cui era stata pronunziata la sentenza (rectius: in cui era divenuta irrevocabile la sentenza ) che aveva dichiarato inammissibile, per difetto di sottoscrizione, il ricorso proposto nei suoi confronti.

Propone ricorso per cassazione la (omissis) enunciando due motivi.

Con il 1° motivo la ricorrente denuncia la violazione degli artt. 113, 115 e 116 c.p.c. e la contraddittorietà e illogicità della motivazione.

Deduce la contribuente che l'inammissibilità di un ricorso non sottoscritto deriva direttamente dalla legge (art. 15, d.p.r. 636/1972) e non deve essere riconosciuta con una pronunzia del giudice, che, se interviene, ha natura meramente dichiarativa della mancanza di (valida) impugnazione avverso 1'accertamento, divenuto per tale ragione definitivo con il decorso del termine per impugnarlo.

Con altro motivo la (omissis) lamenta la violazione dell'art. 17 del d.p.r. 602/1973 e degli artt. 2964 e 2966 c.c., in relazione all'art. 360 nn. 3 c 5 c.p.c., in quanto, per l'assoluta inidoneità di un ricorso non sottoscritto a promuovere un giudizio, il termine previsto dall'art. 17, comma 3, del d.p.r. 602/1973 per 1'iscrizione a ruolo era cominciato a decorrere sin dall'11.2.1991, e cioè dopo il sessantesimo giorno per proporre (valida) impugnazione dell'avviso di accertamento.

L'Amministrazione finanziaria si è costituita, tramite l'Avvocatura Generale dello Stato, in questa fase del giudizio senza svolgere specifiche controdeduzioni ma al solo fine di essere informata della data dell'udienza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

I due motivi del ricorso possono essere esaminati congiuntamente perché tra loro connessi.

Essi devono ritenersi infondati.

Un ricorso proposto nel termini avverso l'avviso di accertamento è idoneo ad introdurre un processo tributario e quindi ad impedire, fino alla sua conclusione, che l'accertamento medesimo diventi definitivo.

A tale regola non fa eccezione l'ipotesi in cui il ricorso manchi della sottoscrizione del ricorrente essendo quest'ultima un requisito la cui sussistenza o mancanza, in caso di contenzioso giudiziario, deve essere accertata dal giudice adito, non dissimilmente da quanto avviene per gli altri requisiti previsti dall'art. 15, primo comma, d.p.r. 636/1972 (come, ad es., l'assoluta incertezza dei motivi del ricorso).

E' inconferente rilevare in contrario che la pronunzia di inammissibilità del ricorso per difetto di sottoscrizione ha natura meramente dichiarativa perché si limiterebbe ad accertare l'esistenza di un vizio originario dell'impugnazione; invero, anche in tal caso il ricorso del contribuente produce l'effetto di dare un impulso processuale alla vertenza idoneo ad impedire la definitività dell'accertamento fino alla conclusione del processo.

Si deve cioè ritenere che, nella pendenza di un processo tributario, l'Amministrazione finanziaria non può procedere all'iscrizione a ruolo dell'imposta a titolo definitivo, neppure nel presupposto della mancanza di un requisito del ricorso, dovendo anche tale vizio essere accertato nella sede giudiziaria.

Conseguentemente, nel caso di specie, il termine di decadenza per l'iscrizione a ruolo è cominciato a decorrere solo dalla data di irrevocabilità della sentenza che ha dichiarato inammissibile, per difetto di sottoscrizione, il ricorso proposto dalla (omissis) nei confronti dell'avviso di accertamento.

Il ricorso va, pertanto, rigettato.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese.

PER QUESTI MOTIVI

rigetta il ricorso e compensa le spese.

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