ricorda
Non sei registrato?
Registrati ora
Il tuo carrello
Totale : € 0,00
Prescrizione dell'azione giudiziale e responsabilità dell’avvocato
Tribunale Como, sez. I civile, sentenza 10.06.2006 n° 1234 (Ciro Pacilio)

L’avvocato Tizio riceve mandato da Primo per esercitare un’azione revocatoria contro X e Y, per il recupero di una somma pari a lire 40.360.000. L’avvocato riceve l’incarico a dicembre del 1996, e notifica l’atto di revocatoria il 24.6.1996, cioè tre giorni dopo la data di scadenza del termine di prescrizione dell’azione revocatoria.

La causa viene chiusa stragiudizialmente con una transazione, a seguito della quale le debitrici pagano la somma di lire 2.000.000 che l’avvocato Tizio trattiene per sé, e null’altro.

A seguito di un ulteriore serie di vicende, che in questa sede non interessano, Primo decide di citare in giudizio l’avvocato Tizio per responsabilità professionale chiedendo, tra le altre cose, il risarcimento del danno subito per la tardività dell’azione proposta, oltre alla restituzione della parcella pagata inutilmente al professionista.

La decisione.

Il giudice, nella sentenza in questione, di non facile lettura, respinge la domanda dell’attore con le seguenti motivazioni:

  1. l’attore avrebbe dovuto provare il danno e la sue entità;

  2. in particolare avrebbe dovuto provare che l’esperimento dell’azione revocatoria avrebbe potuto avere successo;

  3. non va infine sottaciuto, secondo il giudice che l’attore non ha contestato il capitolato del convenuto, avvocato Tizio, “tendente a dimostrare la riconducibilità eziologica della tardiva proposizione dell’azione revocatoria alla condotta dello stesso attore”.

In altre parole, riassumendo la decisione in commento, applicando il principio di diritto enunciato dal Tribunale di Como, ogni qualvolta l’avvocato inizi una causa facendo scadere i termini di prescrizione, il cliente ha diritto ad essere risarcito solo se dimostra che l’azione si sarebbe potuta concludere con successo.

Inoltre, l’avvocato può provare che la scadenza del termine di prescrizione decennale sia “ricollegabile alla condotta dell’attore”. Questo è uno dei punti più curiosi della sentenza. Ci si chiede infatti come sia possibile che la scadenza di un termine di prescrizione possa dipendere dalla condotta dell’attore, dato che all’avvocato spetta sempre il compito di informare il cliente sulla sua posizione giuridica, ed eventualmente di sconsigliare azioni del tutto inutili dal punto di vista processuale.

La sentenza applica un principio di diritto diverso rispetto a quello accolto dalla giurisprudenza prevalente della suprema Corte per la quale la responsabilità dell’avvocato che notifica fuori termine un atto, traducendosi nell’inadempimento di un’obbligazione di risultato, non necessita della prova dell’elemento soggettivo (essendo la colpa in re ispa), né del danno che va trattato e valutato come perdita di chance. Diversamente ragionando, infatti, si costringerebbe l’attore ad una probatio diabolica e ogni inadempimento professionale rimarrebbe sempre senza risarcimento, essendo impossibile fornire la prova certa che la lite avrebbe portato alla sicura vittoria processuale (V. ex multis Cass. civ. sez. III, 1286/1998, in Giust. Civ. Mass. 1998, 269; Cass. civ. sez. III, 2836/2002; Cass. Civ. sez. II., 11902/2002; id., Cass. civ. sez. II, 10454/2002).

(Altalex, 1 dicembre 2006. Nota di Ciro Pacilio, codirettore di Altalex Mese)






Tribunale di Como

Sezione I civile

Sentenza 10 giugno 2006, n. 1234

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Ordinario di Como, I Sezione Civile, in funzione di Giudice monocratico e quindi in persona della Dr.ssa Paola Parlati


Ha pronunciato la seguente

SENTENZA


Nella causa civile


TRA

V. A.P., elettivamente domiciliato in Como, via Zezio n. 71 presso lo studio dell’Avv. Vincenzo De Marte che unitamente all’Avv. Paolo Franceschetti del Foro di Viterbo lo rappresenta ed assiste in giudizio in virtù di delega in atti.

ATTORE


E

G. AVV. F., elettivamente domiciliato in Como, via Parini n. 1 presso lo studio dell’Avv. Andrea Ciccarone che lo rappresenta ed assiste in giudizio in virtù di delega in atti.

CONVENUTO


INOLTRE

MEIE AURORA ASSICURAZIONI S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Como, via 5 Giornate n. 61 presso lo studio dell’Avv. Vittorio Gelpi che la rappresenta ed assiste in giudizio in virtù di delega in atti.

GENERALI ASSICURAZIONI S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Como, via 5 Giornate n. 61 presso lo studio dell’Avv. Stefano Dalle Donne che la rappresenta ed assiste in giudizio in virtù di delega in atti.

TERZE CHIAMATE


CONCLUSIONI

Per l’attore: “Piaccia al Tribunale adito condannare l’avvocato F. G. al risarcimento dei danni nella misura di 50.000 Euro, comprensive del danno patrimoniale e morale, o nella diversa misura che verrà equitativamente determinata,

Con vittoria di spese, diritti ed onorari del presente giudizio, oltre ad IVA e CPA come per legge.

In via istruttoria si chiede ammettersi:

- interrogatorio formale del convenuto sul punto 7 della premessa in fatto:

“vero che nonostante avesse ricevuto i pagamenti da parte del signor V. non pagò il domiciliatario, Avv. Necchi”.

- prova testimoniale sulla seguente circostanza di cui al medesimo punto 7 delle premesse in fatto chiamando come testimone l’avvocato Franco Necchi del Foro di Lecco: “vero che non vennero pagate le competenze relative alle sue prestazioni di domiciliatario da parte dell’avvocato G.”.

Con riserva di meglio articolare i capitoli di prova, citare altri testimoni e produrre altri documenti”.

Per il convenuto: “Previe le declaratorie di legge e del caso:

In via Preliminare di rito:

disporsi il differimento dell’udienza di prima comparizione al fine di consentire la chiamata in giudizio della Meie Aurora Assicurazioni S.p.A. in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in Milano, C.so di Porta Vicentina n. 9.

NEL MERITO

In via principale:

rigettarsi le domande attoree, in quanto infondate in fatto ed in diritto ed assolversi il convenuto avv. F. G. da ogni avversa pretesa.

In via riconvenzionale:

Condannare la parte avversa al pagamento della somma che l’Ill.mo Tribunale riterrà di giustizia, ex art. 96 c.p.c., per lite temeraria.

In via di garanzia:

per il non creduto caso di condanna del convenuto avv. F. G. a risarcire, in tutto o in parte, i danni all’attrice condannarsi la Meie Aurora S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in Milano, C.so di Porta Vicentina n. 9, a garantire e tenere manlevato l’avv. F. G. relativamente ad ogni somma (per capitale, interessi, rivalutazione e spese) che il convenuto fosse condannato a pagare e corrispondere all’attrice.

In ogni caso, spese, diritti ed onorari di giudizio rifusi”.

Per la terza chiamata Meie Aurora Assicurazioni S.p.A.: “Nel merito:

- respingere la domanda di garanzia e manleva proposta dall’avv. G. nei confronti della concludente per insussistenza della garanzia, con vittoria di spese;

- respingere in ogni caso la domanda attorea perché infondata in fatto ed in diritto, sempre con vittoria di spese.

Con espressa riserva di formulare deduzioni istruttorie nel termine consentito dall’art. 184 c.p.c.”.

Per la terza chiamata Generali Assicurazioni S.p.A.: “Voglia l’Ill.mo Giudice, contrariis reiectis,

in via preliminare, dichiarare la prescrizione del diritto alla garanzia invocato dal convenuto avv. G. nei confronti delle Generali Assicurazioni, e per l’effetto respingere la domanda di manleva, spese rifuse;

nel merito, in via principale, respingere la domanda attorea in quanto infondata in fatto ed in diritto con conseguente reiezione della domanda di manleva svolta dal convenuto nei confronti della concludente, spese rifuse;

nel merito, in via subordinata, nella denegata e non creduta ipotesi di accoglimento della domanda principale, accertata l’inoperatività dell’invocata polizza, assolvere le Generali Ass.ni da ogni domanda, spese rifuse;

nel merito, in via ulteriormente gradata, contenere l’obbligo di manleva a carico delle Generali Ass.ni secondo limiti e condizioni di polizza, spese almeno parzialmente compensate.

Si riservano deduzioni e produzioni ex art. 184 c.p.c.”.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 13/12/02 V. A.P. conveniva in giudizio dinanzi a questo Tribunale l’avvocato F. G. esponendo di avere conferito mandato allo stesso per l’esperimento di azione revocatoria ex art. 2901 c.c. nei confronti di B. A., debitrice dell’attore per la somma di £ 40.360.000, azione che assumeva essere stata intrapresa dal professionista convenuto dopo l’inutile decorso del termine prescrizionale ed essersi conclusa con una transazione tanto inutile quanto invalida. Su tale premessa l’attore chiedeva la condanna del convenuto al risarcimento dei danni subiti per effetto dell’imperizia professionale dallo stesso manifestata all’atto dell’instaurazione dell’azione de qua.

Il convenuto si costituiva in giudizio sollecitando la reiezione dell’avversa domanda e ritualmente estendendo il contraddittorio dapprima nei confronti della Meie Aurora Assicurazioni S.p.A., indi delle Generali Assicurazioni onde esserne manlevato in caso di propria soccombenza.

Previa costituzione in giudizio delle imprese assicuratrici terze chiamate, veniva prodotta documentazione ed il Giudice, fatte precisare le conclusioni, come in epigrafe specificamente trascritte, concedeva i termini ex art. 190 c.p.c. per lo scambio dei conclusivi atti difensivi.

MOTIVAZIONE

La domanda è infondata e non meritevole di accoglimento.

Il fatto costitutivo della pretesa creditoria si compendia nelle modalità di instaurazione e gestione della vertenza azionata dal V. nei riguardi della propria debitrice B. A., dinanzi all’allora Pretura di Lecco, a fini di esperimento della revocatoria ordinaria ex art. 2901 rispetto all’alienazione immobiliare posta in essere dalla citata parte, in danno del V. quale creditore della somma di £ 40.360.000, a favore della propria sorella B. M.. Sostiene a riguardo l’odierno attore che il professionista qui convenuto avrebbe negligentemente intrapreso l’azione de qua allorché la stessa doveva ritenersi prescritta, dolosamente convinto l’allora suo cliente a stipulare una transazione rivelatasi invalida sotto molteplici aspetti e, comunque, improduttiva di effetti rispetto all’agognato recupero della somma, indi fatto propria la modica somma di £ 2.000.000 ricevuta dalla debitrice in adempimento della citata transazione, con ciò rendendosi sostanzialmente responsabile di appropriazione indebita.

Trattasi di addebiti che non risultano idoneamente comprovati dalle complessive evidenze probatorie ed anzi appaiono smentite dalle allegazioni istruttorie di parte convenuta, rimaste ex adverso incontestate. Invero, prendendo le mosse dal primo addebito formulato dall’odierno attore, va rilevato come per un verso debba ritenersi apodittica, in quanto rimasta priva di riconoscimento giudiziale e, quindi, di adeguato riscontro, l’asserzione attorea dell’intervenuta prescrizione dell’azione revocatoria qui presupposta, per altro verso assuma efficacia assorbente il rilievo della mancata dimostrazione, da parte del V., della sussistenza del danno sotto tale profilo lamentato, della relativa entità e, a fortiori, del prospettato nesso eziologico dello stesso con la condotta omissiva imputata al professionista convenuto. Invero, quand’anche si desse per ammesso il dato cronologico dell’avvenuta proposizione dell’azione revocatoria a termine prescrizionale inutilmente decorso, risulta del tutto pretermessa, nel caso in esame, la dimostrazione, doverosamente consequenziale, della sussistenza di effettive possibilità di utile esperimento dell’azione de qua ove tempestivamente intrapresa, costituendo inammissibile astrazione l’asserire, a fronte della condotta omissiva addebitata al convenuto, che, in caso di tempestiva proposizione dell’iniziativa giudiziaria della cui omissione si tratta, l’esito della stessa sarebbe stato senz’altro positivo per l’attore e che, quindi, la censurata condotta omissiva si concreti de plano in un danno per l’istante. Il nesso di causalità tra la condotta colposamente omissiva imputata all’avvocato, responsabile di aver proposto tardivamente l’azione revocatoria, ed il danno che, per effetto di tale tardiva proposizione, il cliente assume di avere subito, deve ritenersi sussistente, infatti, solo ove sia accertato, quantomeno in via presuntiva, che l’azione de qua, se tempestiva proposta, avrebbe sortito esito positivo, accertamento del tutto mancato nel caso in questione. Né va pretermessa, al riguardo, la decisiva circostanza dell’assenza di contestazioni, inter partes, in ordine al capitolato di parte G. tendente a dimostrare la riconducibilità eziologia della tardiva proposizione dell’azione revocatoria alla condotta dello stesso V., circostanza di per sé preclusiva, sotto il profilo de quo, del riconoscimento di fondatezza dell’addebito attoreo.

Venendo all’ulteriore censura relativa alle modalità di stipulazione della scrittura transattiva che pose termine all’azione giudiziale qui presupposta, ritenuta dall’attore invalida oltre che del tutto improduttiva rispetto allo scopo, originariamente avuto di mira, di recupero della somma ex ante dovuta dalla B. al V., il carattere apodittico dell’asserzioni attoree ne comporta di per sé la reiezione, essendo risultato pacifico tra le parti che la conciliazione de qua fu consapevolmente sottoscritta da V. nella piena consapevolezza dello svolgimento dei fatti pregressi e del contenuto degli accordi presi con la controparte, in assenza di costrizioni ed alla luce della costante partecipazione a tutte le fasi della trattativa, ragione per cui appare escludibile la sussistenza di qualsivoglia ipotesi legalmente tipizzata di invalidità negoziale.

L’ultimo addebito, relativo alla prospettata appropriazione indebita, da parte del G., di somme di avversa spettanza, risulta superato per tabulas alla stregua del contenuto univoco della documentazione prodotta da parte convenuta a sostegno dell’allegata trasmissione dell’importo in discussione all’avvocato Necchi, nell’occorso domiciliatario su Lecco del V., ragione per cui anche sotto tale ultimo profilo l’iniziativa attorea va disattesa con efficacia assorbente di ogni altra questione di merito dibattuta in causa anche nei rapporti tra il convenuto e le società assicuratrici terze chiamate.

Equo appare, in considerazione della particolarità della materia trattata, disporre l’integrale compensazione delle spese processuali tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale, disattesa ogni altra istanza, respinge la domanda proposta da V. A.P. nei confronti dell’avvocato F. G. e compensa integralmente tra le parti le spese processuali.

Como, lì 10 giugno 2006.

IL GIUDICE
(Dr.ssa Paola Parlati)



COLLABORA
Partecipa attivamente alla crescita del web giuridico: consulta le modalitˆ per collaborare ad Altalex . Inviaci segnalazioni, provvedimenti di interesse, decisioni, commenti, articoli, e suggerimenti: ogni prezioso contributo sarˆ esaminato dalla redazione.
NOTIZIE COLLEGATE
Esame di avvocato 2007: la 1a traccia del parere civile e la soluzione proposta (Soluzione della traccia n° 1 in materia di diritto civile 11.12.2007 (Dario Colasanti) )

Sulla responsabilità dell'avvocato per tardiva proposizione dell'appello (Cassazione civile Sez. III, Sentenza 26.02.2002 n° 2836 )

Esame di avvocato 2010: la 2a traccia del parere civile e la soluzione proposta (Soluzione della traccia n° 2 in materia di diritto civile (Angela Chiacchio, Paolo Franceschetti) )


22 lezioni in aula virtuale e 10 correzioni personalizzate di prove pratiche

I concorsi per le magistrature superiori hanno bisogno di tempo per essere preparati e, generalmente, i corsi intensivi sono utili a coloro che già hanno già affrontato uno studio di base. Per questa ragion ...

Avv. Giuseppe de Simone

Diritto civile, Diritto di Famiglia, Successioni, Separazioni, Divorzi, Locazioni, Procedure esecutive e Pignoramenti


Calcolo danno macrolesioni con le tabelle dei principali Tribunali italiani

Milano-Roma 2013
abbinamento accertamento tecnico preventivo affidamento condiviso agenzia delle entrate amministratore di condominio anatocismo appello appello incidentale arresti domiciliari assegno di mantenimento assegno divorzile atto di precetto autovelox avvocato bando di concorso carceri certificato di agibilità Codice della Strada Codice deontologico forense codice penale codice procedura civile cognome collegato lavoro comodato compensi professionali concorso in magistratura concussione condominio contratto preliminare contributo unificato convivenza more uxorio danno biologico danno morale Decreto decreto Balduzzi decreto del fare decreto ingiuntivo decreto salva italia demansionamento difesa d'ufficio dipendenti non agricoli diritto all'oblio Equitalia esame esame avvocato esame di avvocato falso ideologico fermo amministrativo figli legittimi figli naturali figlio maggiorenne filtro in appello fondo patrimoniale gazzetta ufficiale geografia giudiziaria giudici ausiliari giudici di pace giustizia guida in stato di ebbrezza indennizzo diretto inps insidia stradale interessi legali ipoteca legge di stabilità legge Pinto lieve entità mansioni superiori mediazione civile mediazione obbligatoria messa alla prova milleproroghe ne bis in idem negoziazione assistita oltraggio a pubblico ufficiale omesso versamento ordinanza-ingiunzione overruling parametri forensi parere civile parere penale pedone precetto processo civile processo civile telematico processo telematico procura alle liti provvigione pubblica amministrazione querela di falso responsabilità medica riassunzione ricorso per cassazione Riforma della giustizia riforma forense riforma fornero sblocca italia sciopero sentenza Franzese sequestro conservativo Sfratti silenzio assenso soluzioni proposte sospensione della patente sospensione feriale spending review Stalking tabella tabelle millesimali tariffe forensi tassi usurari tracce di esame tribunali usucapione usura