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Legittimo sostituire il teste indicato nella lista
Cassazione penale , sez. II, sentenza 19.02.2007 n° 6903 (Clorinda Di Franco)
E’ legittimo il provvedimento giudiziale con cui è ammesso, in sostituzione del testimone indicato nella lista ex art. 468 c.p.p., l’esame di altro testimone ivi non indicato, qualora dall’istruzione dibattimentale risulti che questi è meglio informato sui fatti, oggetto dell’esame?





Legittimo sostituire il teste indicato nella lista

(Cass. Pen., Sez. II, 30 gennaio – 19 febbraio 2007, n. 6903)

di Clorinda Di Franco

(Articolo tratto da Altalex Mese n. 4/2007)

Il quesito:

  • E’ legittimo il provvedimento giudiziale con cui è ammesso, in sostituzione del testimone indicato nella lista ex art. 468 c.p.p., l’esame di altro testimone ivi non indicato, qualora dall’istruzione dibattimentale risulti che questi è meglio informato sui fatti, oggetto dell’esame?

Il caso

Tizio viene condannato in primo grado a pena ritenuta di giustizia per il reato di appropriazione indebita. Proposto gravame, la Corte di Appello di Catanzaro conferma la decisione del primo giudice.

Il difensore di Tizio propone allora ricorso per cassazione, deducendo vizio di legge per essere stata utilizzata ai fini della decisione la testimonianza di una persona non compresa nella lista depositata a norma dell’art. 468 c.p.p., ammessa in sostituzione di un'altra ivi indicata.

Sintesi della questione.

La questione all’attenzione della seconda sezione della Corte di Cassazione può essere sintetizzata nei termini che seguono:

  • Può il giudice, nell’esercizio dei suoi poteri officiosi in materia di prove, disporre la sostituzione di un teste già indicato nell’apposita lista, qualora dall’istruttoria dibattimentale emerga l’esistenza di persone meglio informate dei fatti?

La normativa

Art. 468, c.p.p. Citazione di testimoni, periti e consulenti tecnici.

Le parti che intendono chiedere l’esame di testimoni, periti o consulenti tecnici, nonché delle persone indicate nell’articolo 210 devono, a pena di inammissibilità, depositare in cancelleria, almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento, la lista con la indicazione delle circostanze su cui deve vertere l’esame.

Il presidente del tribunale o della corte di assise, quando ne sia fatta richiesta, autorizza con decreto la citazione dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’articolo 210, escludendo le testimonianze vietate dalla legge e quelle manifestamente sovrabbondanti. Il presidente può stabilire che la citazione dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’articolo 210 sia effettuata per la data fissata per il dibattimento ovvero per altre successive udienze nelle quali ne sia previsto l’esame. In ogni caso, il provvedimento non pregiudica la decisione sull’ammissibilità della prova a norma dell’articolo 495.

I testimoni e i consulenti tecnici indicati nelle liste possono anche essere presentati direttamente al dibattimento.

In relazione alle circostanze indicate nelle liste, ciascuna parte può chiedere la citazione a prova contraria di testimoni, periti e consulenti tecnici non compresi nella propria lista, ovvero presentarli al dibattimento.

La parte che intende chiedere l’acquisizione di verbali di prova di altro procedimento penale deve farne espressa richiesta unitamente al deposito delle liste. Se si tratta di verbali di dichiarazioni di persone delle quali la stessa o altra parte chiede la citazione, questa è autorizzata dal presidente solo dopo che in dibattimento il giudice ha ammesso l’esame a norma dell’articolo 495.

Il presidente in ogni caso dispone di ufficio la citazione del perito nominato nell’incidente probatorio a norma dell’articolo 392 comma 2.

Art. 493, c.p.p. Richieste di prova

Il pubblico ministero, i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell’imputato nell’ordine indicano i fatti che intendono provare e chiedono l’ammissione delle prove.

È ammessa l’acquisizione di prove non comprese nella lista prevista dall’articolo 468 quando la parte che le richiede dimostra di non averle potute indicare tempestivamente.

Le parti possono concordare l’acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonché della documentazione relativa all’attività di investigazione difensiva.

Il presidente impedisce ogni divagazione, ripetizione e interruzione e ogni lettura o esposizione del contenuto degli atti compiuti durante le indagini preliminari.

507, c.p.p. Ammissione di nuove prove.

Terminata l’acquisizione delle prove, il giudice, se risulta assolutamente necessario, può disporre anche di ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prove.

1bis. Il giudice può disporre a norma del comma 1 anche l’assunzione di mezzi di prova relativi agli atti acquisiti al fascicolo per il dibattimento a norma degli articoli 431, comma 2, e 493, comma 3.

La risposta della Sez. II penale Corte di Cassazione (sentenza n. 1786, depositata il 19 febbraio 2007)

La Cassazione risponde al quesito di cui sopra nel modo seguente:

  • L’art. 507 c.p.p. attribuisce al giudice penale il potere di disporre l’acquisizione di nuovi mezzi di prova, quando risulti assolutamente necessario al fine di acquisire il quadro completo degli elementi necessari per assumere la decisione.

  • Il potere di assumere prove di ufficio comprende anche il potere di disporre la sostituzione di un teste non indicato nelle liste, che le parti, a norma dell’art. 468 del codice di rito, devono depositare almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento.

  • In particolare, deve ritenersi ammissibile la sostituzione del teste indicato nella lista con altra persona in grado di meglio riferire su circostanze utili ai fine della ricostruzione dei fatti, qualora l’esistenza di essa risulti durante l’istruttoria dibattimentale, a seguito dell’escussione di altri testimoni

  • In tale senso non osta la lettera dell’art. 493 c.p.p. per cui l’acquisizione di prove non indicate nella lista sembrerebbe possibile soltanto se la “la parte che le richiede dimostra di non averle potute indicare tempestivamente”. Infatti, il provvedimento giudiziale che ammette il testo non compreso nella lista perché emerso soltanto in seguito all’istruzione dibattimentale, non vale a porre rimedio all’inerzia delle parti; piuttosto, rappresenta l’atto in cui trova concretezza il potere officioso spettante al giudice in materia di prove, che questi può legittimamente esercitare tutte le volte che si renda necessario acquisire utili elementi probatori.


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