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Assessore comunale: rimborso delle spese legali sostenute e giurisdizione
TAR Piemonte, sez. II, sentenza 30.01.2007 n° 480 (Francesco Navaro)

Il Tar Piemonte con la sentenza n. 480 del 30 gennaio 2007 affronta la questione del riparto di giurisdizione in tema di rimborso delle spese legali sostenute da un assessore comunale poiché coinvolto in un procedimento penale conclusosi con la sua assoluzione.

Poiché il Comune interessato rigettava la richiesta di rimborso dell’ex assessore (attualmente consigliere comunale), l’interessato ricorreva al Tar contro il provvedimento del consiglio comunale di diniego.

Il giudice amministrativo dichiarava inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, evidenziando che il riparto di giurisdizione nella materia de quo deve essere stabilito in base alla sentenza della Cassazione, Sezioni unite civili n. 478/2006, secondo la quale “In tema di rimborso di spese legali sostenute a causa di fatti connessi allo svolgimento di pubbliche funzioni, ove la pretesa patrimoniale sia fondata sulla funzione onoraria, la giurisdizione deve essere ripartita in base alle norme del diritto comune, attribuendo al g.o. le liti sui diritti soggettivi e al g.a. quelle su interessi legittimi. Ne consegue che con riferimento a funzionari onorari del comune, ossia persone fisiche che prestano la propria opera per conto dell’ente pubblico non a titolo di lavoro subordinato, -nella specie assessore e vicesindaco- in mancanza di specifica disposizione che regoli i rapporti patrimoniali con l’ente rappresentato, la pretesa di rimborso delle spese processuali, ammesso che esista una lacuna normativa, non può che assumere la consistenza del diritto soggettivo perfetto, da esercitare davanti al g.o., in base ad una disposizione di legge, l’art. 1720 c.c., da applicare in via analogica ai sensi dell’art. 12, comma 2, disposizioni preliminari al codice civile”.

E nel caso di specie secondo il Tar sussistono gli elementi per attribuire la cognizione della controversia al g.o., dal momento che il ricorrente pone a base della richiesta di rimborso delle spese legali, l’aver svolto in passato le funzioni di assessore comunale e che il fatto, da cui è scaturito il procedimento penale, era da ricollegarsi allo svolgimento della predetta funzione onoraria.

(Altalex, 30 marzo 2007. Nota di Francesco Navaro)






T.A.R. Piemonte

Sezione II

Sentenza 30 gennaio 2007, n. 480

Sent. n. 480
Anno 2007
R.g. n. 1443
Anno 2006

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte – 2^ Sezione –

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

In forma semplificata

sul ricorso n. 1443/2006 proposto da B. M., rappresentato e difeso dall’avv. Sergio Passoni ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Torino, Corso Vittorio Emanuele II n. 68,

contro

il Comune di K., in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Giulietta Redi ed elettivamente domiciliato presso lo studio della stessa in Torino, via Sacchi n. 44,

per l’annullamento,

previa concessione della misura cautelare ai semsi dell’art. 3 legge n. 205/2000

- della deliberazione del Consiglio Comunale n. 39 del 28.9.2006, pubblicata all’Albo Pretorio in data 3.10.2006, con la quale il Comune di K. ha disconosciuto l’inestistenza del debito fuori bilancio ed ha rigettato la richiesta avanzata dal ricorrente M. B., attuale Consigliere Comunale di K., nonché da B. G., G. P. e G. A., relativa al rimborso delle spese legali sostenute nel procedimento penale n. 619/04 R.G.A.-3388/2001 R.G.N.R. avanti la Corte d’Appello di Torino conclusosi con sentenza in data 1.12.2005 depositata il 7.12.2005, di piena assoluzione dei medesimi perché il fatto non costituisce reato;

- di ogni altro atto antecedente, preordinato, consequenziale e comunque connesso del relativo procedimento,

e per il risarcimento dei danni.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di K.;

Relatore alla camera di consiglio del 20 dicembre 2006 il referendario Giorgio Manca ed uditi per il ricorrente l’avv. Passoni e per l’amministrazione resistente l’avv. Redi;

Ritenuto che sussistano i presupposti per definire il ricorso con sentenza semplificata, ai sensi dell’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205;

Sentite sul punto le parti presenti;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO E DIRITTO

1. – Il ricorrente, attualmente consigliere comunale del Comune di K., ha chiesto al comune il rimborso delle spese legali sopportate per un procedimento penale instaurato nei suoi confronti per il reato di diffamazione legato a fatti accaduti nel 2001, durante la sua esperienza di assessore della Giunta Comunale di K.. Con il ricorso notificato il 30 novembre 2006 e depositato il 2 dicembre 2006, ha chiesto l’annullamento, previa concessione della misura cautelare ai sensi dell’art. 3 l 205/2000, della deliberazione del Consiglio Comunale di K., meglio indicata in epigrafe, con la quale è stato negato il riconoscimento del debito fuori bilancio costituito dal preteso rimborso degli altri atti, in epigrafe menzionati ed il risarcimento dei danni, deducendo i seguenti motivi di ricorso:

1° - Violazione di legge in riferimento all’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241: Difetto di motivazione – Illogicità ed incongruità della medesima.

2° - Violazione dell’art. 51 Cost.; dell’art. 77 del D.lgs. 18.8.2000, n. 267; dell’art. 3 della legge 14.1.1994 n. 20

3° - Eccesso di potere per travisamento dei fatti. Sviamento di potere.

2. - Con atto depositato il 20 dicembre 2006, si è costituito in giudizio il Comune di K. eccependo preliminarmente l’inammissibilità del ricorso per il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e, nel merito, chiedendo che il ricorso sia dichiarato infondato.

3. – L’eccezione di rito sollevata dalla difesa del Comune di K., che deve essere esaminata in via preliminare, è fondata.

Il riparto di giurisdizione nella materia oggetto del presente ricorso deve essere operato alla luce della sentenza della Cassazione, Sezioni Unite Civili, 13 gennaio 2006, n. 478, secondo la quale “In tema di rimborso di spese legali sostenute a causa di fatti connessi allo svolgimento di pubbliche funzioni, ove la pretesa patrimoniale sia fondata sulla funzione onoraria, la giurisdizione deve essere ripartita in base alle norme del diritto comune, attribuendo al g.o. le liti sui diritti soggettivi e al g.a. quelle su interessi legittimi. Ne consegue che con riferimento a funzionari onorari del comune, ossia persone fisiche che prestano la propria opera per conto dell'ente pubblico non a titolo di lavoro subordinato, - nella specie assessore e vicesindaco - in mancanza di specifica disposizione che regoli i rapporti patrimoniali con l'ente rappresentato, la pretesa di rimborso delle spese processuali, ammesso che esista una lacuna normativa, non può che assumere la consistenza del diritto soggettivo perfetto, da esercitare davanti al g.o., in base ad una disposizione di legge, l'art. 1720 c.c., da applicare in via analogica ai sensi dell'art. 12, comma 2, disposizioni preliminari al codice civile”. Nel caso di specie, come emerge da quanto riferito in fatto, ricorrono tutti gli elementi rilevanti per l’attribuzione della cognizione al giudice ordinario, in quanto il ricorrente fonda la richiesta di rimborso delle spese legali sulla premessa del pregresso svolgimento della funzione di assessore comunale del Comune di K., nel corso del 2001; e della circostanza che il fatto che ha dato origine al procedimento penale si riferiva alla predetta funzione onoraria.

4. - Il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione tra le parti delle spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo per il Piemonte, Seconda Sezione, pronunciandosi ai sensi dell’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, sul ricorso in epigrafe, lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione;

Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Torino nella camera di consiglio del 20 dicembre 2006, con l'intervento dei magistrati:

Giuseppe CALVO Presidente
Antonio PLAISANT Referendario
Giorgio MANCA Referendario, Estensore

Il Presidente

L’Estensore

Il Direttore Segreteria II Sezione

Depositata in Segreteria a sensi di Legge il 30 gennaio 2007.


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