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Associazioni sportive e agevolazioni fiscali: regime speciale ex Legge n. 398/91
Articolo 10.05.2007 (Vincenzo D'Andò)



ASSOCIAZIONI SPORTIVE & AGEVOLAZIONI FISCALI:

REGIME SPECIALE DI CUI ALLA LEGGE N. 398 DEL 16/12/1991

di Vincenzo D'Andò

Con la Legge n. 398/1991 sono state introdotte una serie di semplificazioni ed agevolazioni di natura contabile e fiscale per il vasto panorama sportivo amatoriale.

Infatti, le associazioni sportive dilettantistiche usufruiscono di un speciale regime di determinazione delle imposte ai fini IRES ed ai fini IVA e di un regime contabile semplificato.

Destinatari di tali agevolazioni sono: le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI e dalle Federazioni sportive nazionali; le associazioni sportive dilettantistiche non riconosciute dal CONI e dalle Federazioni sportive nazionali, ma riconosciute da enti di promozione sportiva; le associazioni senza scopo di lucro; le pro-loco

Tali agevolazioni sono state estese, sulla base della legge 289/2002, così come modificata dal D.L. n. 72 del 22 marzo 2004 convertito in Legge n. 128 del 21 maggio 2004, anche alle società sportive dilettantistiche costituite in societa’ di capitali ed alle cooperative senza fine di lucro.

I benefici previsti dalla norma sono stati successivamente estesi, L. 350/2003, anche ad associazioni bandistiche; filodrammatiche; cori amatoriali; associazioni di musica e danza popolari legalmente riconosciuti e senza fine di lucro.

Due sono i requisiti oggettivi per potersi avvalere delle agevolazioni previste dalla norma:

- l’esercizio dell’opzione

- il rispetto di un limite dimensionale non superiore ai 250.000 euro.

Opzione

In presenza di proventi di natura commerciale (oltre a quelli dell’attività istituzionale, come è noto, invece, esenti da tassazione), per poter usufruire del regime della L. 398/1991 occorre esercitare l’apposita opzione (anche tramite comportamento concludente) che va poi comunicata con la dichiarazione annuale IVA L’opzione é vincolante per un minimo di cinque anni.

In particolare, i soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva, se intendono effettuare l’opzione, devono comunicarla all’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate, con le modalità e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi e quindi, utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale Iva (quadro VO della dichiarazione Iva).

L’opzione è comunicata, inoltre, alla SIAE prima dell’inizio dell’anno solare nel quale si intende fruire del regime agevolato.

Limite dimensionale

Possono usufruire di questo regime agevolato quelle associazioni sportive dilettantistiche che nel corso del periodo di imposta precedente non abbiano conseguito proventi da attività commerciali per un importo superiore ai 250.000 euro.

Per le associazioni di nuova costituzione l’adesione può avvenire, in via presuntiva sul volume d’affari che ipotizzano di realizzare, attraverso la dichiarazione di inizio attività nella quale debbono indicare l’importo previsto.

In particolare, le associazioni di nuova costituzione con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, devono rapportare il limite massimo dei proventi, al periodo intercorrente fra la data di costituzione e il termine dell’esercizio, computandolo a giorni.

Nel caso in cui l’ente sportivo, superi il limite di 250.000 euro nel corso del periodo di imposta, gli effetti dell’opzione terminano a decorrere dal mese successivo.

Ai fini della determinazione del suddetto limite si considerano proventi commerciali:

- i ricavi o i proventi di cui all’art. 85 del TUIR che assumono natura commerciale;

- le sopravvenienze attive di cui all’art. 88 del TUIR relative alle attività commerciali esercitate.

Un recente studio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Torino ha evidenziato che sono considerati proventi non commerciali e non concorrono alla determinazione della soglia dei 250.000 euro:

- proventi che derivano da prestazioni di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente e senza organizzazione specifica e verso pagamento di corrispettivi che non eccedano i costi di diretta imputazione

- le plusvalenze patrimoniali di cui all’art. 86 del TUIR che ai fini della determinazione del reddito sono tassate separatamente.

- i proventi derivanti da cessioni di beni strumentali;

- i proventi derivanti dalle attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;

- i proventi derivanti dalle raccolte fondi

- i proventi derivanti dalla cessione dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti.

- le indennità di promozione e di preparazione

- le sopravvenienze derivanti da attività istituzionali

- le cessioni, anche a terzi, di proprie pubblicazioni destinate prevalentemente agli associati

- i ricavi derivanti da attività svolte a fronte di corrispettivi specifici purchè diretti agli associati

Sono considerati invece proventi non imponibili e pertanto esclusi dalla base imponibile per il calcolo dell’IRES e dell’IRAP i proventi commerciali conseguiti saltuariamente ed occasionalmente nello svolgimento dell’attività commerciale connessa agli scopi istituzionali dell’associazione o attraverso l’attività di raccolta fondi.

L’esclusione dalla base imponibile può avvenire per un importo non superiore ai 51.645,69 euro per ogni periodo di imposta e per un massimo di due eventi nell’arco del periodo di imposta di riferimento.

I proventi eccedenti di due limiti sopraesposti concorrono alla determinazione del reddito imponibile.

Tali proventi non commerciali non concorrono alla determinazione del plafond dei proventi fissato dalla legge 398/1991.

Aspetti contabili e fiscali.

Tale regime speciale prevede l’esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili, di presentazione della dichiarazione IVA, sia annuale sia periodica, di certificazione dei corrispettivi e del libro degli acquisti

Gli enti sono, invece, tenuti a conservare e numerare le fatture emesse e quelle ricevute; ad annotare entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, anche a livello cumulativo, i proventi di carattere commerciale su un apposito prospetto riepilogativo delle annotazione dei contribuenti supersemplificati.

Le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime di cui alla L. 398/1991 determinano il proprio reddito attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività attualmente fissato per legge al 3%.

Il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai proventi di natura commerciale, a questo risultato vanno poi sommate le plusvalenze patrimoniali. Tale risultato determina il reddito imponibile ai fini IRES:

(Proventi commerciali x 3%) + plusvalenze patrimoniali = Reddito imponibile ai fini IRES

Imposta sul valore aggiunto

La L. 398/1991 contiene, per le associazioni sportive dilettantistiche, anche delle agevolazioni ai fini IVA.

In tale regime le suddette associazioni determinano l’IVA da versare applicando all’IVA a debito derivante dai proventi commerciali delle detrazioni forfetarie.

L’IVA viene versata trimestralmente attraverso F24.

La speciale normativa (legge 398/1991) prevede, inoltre, l’esonero della presentazione della dichiarazione annuale IVA.

In particolare, le associazioni sportive dilettantistiche che hanno scelto il regime fiscale agevolato determinano l’imposta sul valore aggiunto in modo forfetario, e cioè applicando le seguenti percentuali sui proventi conseguiti:

- 50% dell’Iva a debito sui proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, connesse agli scopi istituzionali;

- 90% dell’Iva a debito sulle fatture emesse per sponsorizzazioni;

- 2/3 dell’Iva a debito per la cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione radiofonica.

Infine, l’Iva risultante a debito si versa con periodicità trimestrale con il modello F24 senza maggiorazione dell’1% (precisazione, a quanto già si sosteneva da tempo in dottrina, contenuta nella stessa guida dell’Agenzia delle Entrate di aprile 2007) e non c’è l’obbligo per l’associazione di presentare la dichiarazione Iva annuale.

Altresì, sempre ai fini IVA, a parere dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Torino (contenuto in un proprio documento di studio per la formazione degli enti non profit) <<le cessioni di contratto riferite agli atleti sono rilevanti ai fini IVA e soggette ad aliquota ordinaria>>.


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