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Paperinik e il sospetto di Ciccio ovvero la BCE e i legami con la massoneria
Articolo 11.09.2007 (Paolo Franceschetti)



AM - Editoriali | Settembre 2007

Paperinik e il sospetto di Ciccio ovvero la Banca Centrale Europea e i suoi “misteriosi” legami con la massoneria

di Paolo Franceschetti


L’editoriale del numero scorso sulle anomalie giuridiche della Banca d’Italia ha riscosso vari commenti e per questo motivo anche in questo numero ci occupiamo di anomalie del sistema bancario, in particolare della BCE.

Prima però parliamo di fumetti.

Questa estate mi sono dedicato a letture molto produttive e ho riletto un fumetto cult della mia infanzia. In una delle storie più divertenti, Zio Paperone, Paperino e le Giovani marmotte vanno sull’Isola di Pasqua per cercare di svelare un mistero che è rimasto insoluto da secoli: quello della misteriosa iscrizione sui giganti di pietra dell’Isola di Pasqua, ove compare un’incisione “ESSOF IK EGGEL” che da secoli scienziati di tutte le categorie non riescono a svelare. Sennonché la Giovani marmotte riescono finalmente a svelare il mistero grazie al manuale della giovani marmotte. (NdA: Il significato della frase è: Fesso chi legge).

Un’altra storia molto carina è quella che si intitola “Paperinik e il sospetto di Ciccio”, ove Ciccio, il nipote di Nonna Papera, aveva il “leggerissimo” sospetto che Paperinik fosse in realtà Paperino e quindi quest’ultimo faceva di tutto per sviare questi assurdi sospetti.

La cosa che mi faceva ridere è che Paperino e Paperinik avevano la stessa faccia, un po’ come Superman e Clark Kent, però nessuno mai aveva pensato a questo scambio di identità.

Negli stessi mesi, quando passavo a lettura più serie, i settimanali e le cronache sono state occupate anche da due vicende giudiziarie inerenti la massoneria.

Queste inchieste hanno fatto poi partire la consueta polemica, che ciclicamente si presenta alla stampa, cioè quella sulla legittimità o meno di questa istituzione, cosa su cui non mi voglio soffermare perché il problema è complesso, e non è questo il luogo e la sede.

Mi è però venuto da sorridere quando ho letto su un giornale di “misteriosi legami tra banche e massoneria”. Non riesco a capire cosa ci sia di misterioso, infatti, e questo enigma mi ha fatto fare un parallelo con quello dell’Isola di Pasqua, o della vera identità di Paperinik.

Nello scorso editoriale abbiamo parlato della Banca D’Italia. Parliamo oggi della Banca Centrale Europea. Chi è esperto di diritto bancario, o di diritto europeo, sa che la BCE è l’organo della UE formato dalle banche centrali degli stati europei.

Tuttavia tra i partecipanti al capitale figura anche la Banca d’Inghilterra. E tale banca ha una partecipazione di non poco conto: il 16 per cento, cioè una percentuale addirittura più alta di quella della Banca d’Italia o della banca centrale spagnola. A questo punto uno si domanda perché la Banca d’Inghilterra debba avere partecipazioni in una Banca che teoricamente dovrebbe essere partecipata solo dai paesi dell’area euro. E soprattutto: come è possibile che essa abbia addirittura più potere di altre banche centrali dell’area euro?

Dal momento che la BCE determina la politica monetaria europea, e quindi dalle sue decisioni dipendono fondamentali rapporti di forza economica con gli altri stati del mondo, è assai strano che la Banca centrale di un paese estraneo possa influenzare le sorti dei paesi dell’area Euro.

Andando sul sito ufficiale della Banca d’Inghilterra si apprende che i dirigenti della Banca d’Inghilterra sono nominati dalla Corona.

Conclusioni: la corona inglese ha il potere di influenzare la politica economica europea.

Per cercare di risolvere il mistero, vado a vedere cosa dicono i manuali istituzionali per vedere se sono spiegate le ragioni giuridiche di questa stranezza.

Digesto delle discipline pubblicistiche UTET. Questo dovrebbe essere un testo istituzionale, una specie di Bibbia del diritto pubblico. Risultato: niente. Non esiste una voce Banca centrale europea, in compenso nel volume che contiene la lettera B trovo delle voci senz’altro di grandissimo interesse per il giurista come Barbiere e Parrucchiere, nonché Banca Islamica. La BCE è contenuta all’interno della voce “Istituzioni comunitarie”, al paragrafo 29, per un totale di una colonna e qualche riga. Evidentemente si è ritenuto che per il giurista non sia importante sapere come funziona l’organo che detiene il potere di emettere moneta e quindi nessun cenno ai partecipanti al capitale di questo organo. In compenso mi domando il motivo per cui dovrebbe essere interessante per un giurista consultare le seguenti singole voci dello stesso volume A-C: Cacao e cioccolata; Burro strutto e margarina; “Caffè” e finanche “Chierici”.

Passo allora al Trattato di diritto amministrativo diretto da Sabino Cassese. Niente.

Passo alle riviste. Vediamo una delle più autorevoli, Foroeuropa, edita dal Poligrafico dello stato con il patrocinio del parlamento Europeo. Ricerca per estremi: Nulla.

Vado alla ricerca della soluzione del problema sulle altre enciclopedie giuridiche.

E così via.

Insomma, la ragione dell’interferenza della banca d’Inghilterra nella Banca Centrale Europea, che in fondo si sostanzia in una vera e propria cessione di sovranità ad uno stato estero, non giustificata da alcuna norma costituzionale o di altro tipo, ce la dobbiamo cercare da soli.

Chi fosse esperto di massoneria, intendendo con tale aggettivo non un investigatore o un magistrato al corrente di chissà quali oscuri segreti, ma semplicemente una persona che si informa di ciò che della massoneria è ufficiale, nei siti e/o nei dizionari ufficiali massonici, saprebbe che per tradizione storica la corona inglese è anche al vertice della Loggia Madre d’inghilterra. Nei secoli quindi il Re d’Inghilterra è sempre stato anche al vertice della massoneria mondiale. Come dire, il vertice della massoneria mondiale controlla la Banca più potente del mondo, che controlla a cascata tutte le altre banche mondiali, BCE e Federal Reserve compresa.

Quindi viene da sorridere quando magistrati e/o politici parlano di “misteriosi” rapporti tra banche e massoneria.

La cosa è talmente nota che ultimamente all’università di Napoli è stata addirittura presentata una tesi di laurea su questi problemi. (1)

Dove sia questo “mistero” francamente io non lo vedo; mi pare, appunto, il sospetto di Ciccio.

Credo invece che il vero mistero sia un altro, questo sì, inquietante e irrisolvibile: perché sulle enciclopedie del diritto non hanno ritenuto di dedicare una voce alla BCE, ma hanno ritenuto degne di interesse la voce Burro, strutto e margarina? Quali oscure trame si nascondono dietro la scelta di inserire “Cacao e cioccolata” in un Digesto? E la voce “Aceto”?

Inoltre altre domande inquietanti si profilano all’orizzonte. Perché non esiste una voce sulla Nutella?

Questi sono i veri misteri d’Italia.

Per capire il problema del regime giuridico delle banche centrali, invece, non è necessaria una voce del Digesto, e probabilmente è per questo che non è stata inserita, ma la lettura attenta degli albi di Topolino sopra citati, o della tesi di laurea citata.

P.S. Lo so. Gli editoriali dei numeri scorsi erano più divertenti e questo non fa proprio ridere. Il punto è che con questi argomenti c’è poco da scherzare ma questo editoriale contiene un messaggio in codice, come nelle statue dell’isola di Pasqua. E prometto che dal prossimo editoriale torno a parlare di danno esistenziale, causa del contratto, ecc…

___________________

[1] La tesi si trova on line su www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=18656.



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