ricorda
Non sei registrato?
Registrati ora
Il tuo carrello
Totale : € 0,00
Processo tributario, invalidità sostanziale dell’avviso di accertamento
Cassazione civile , sez. tributaria, sentenza 16.05.2007 n° 11217

Processo tributario - invalidità sostanziale dell’avviso di accertamento - esame di merito [art. 2 D.P.R. 914/77; art. 13 co. 2 D.P.R. 739/81]

Il processo tributario, non è annoverabile tra quelli di "impugnazione-annullamento" ma tra i processi di "impugnazione- merito" in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell'atto impugnato ma alla pronunzia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente sia dell'accertamento dell'Ufficio.

Ne deriva che il Giudice, il quale ritenga invalido l'avviso di accertamento per motivi non formali ma di carattere sostanziale, non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo ma deve esaminare nel merito la pretesa tributaria, ed eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti dalle domande di parte.

(Fonte: Altalex Massimario 15/2007)






SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Sentenza 16 maggio 2007, n. 11217

Svolgimento del processo

Con ricorso notificato al Ministero delle Finanze ed all'Agenzia delle Entrate il 22 novembre 2001 (depositato il 29 novembre 2001), C.G. - premesso che egli aveva impugnato (1) l'avviso di accertamento notificatogli dal competente Ufficio del registro "a seguito di denuncia di successione in morte della di lui genitrice M.M." eccependone la "nullità" (a) per "difetto di motivazione" e (b) per "erroneità e sopravvalutazione degli immobili, avendo supposto la loro natura edificabile in quanto compresi in zona F" nonchè (2) l'avviso di liquidazione (eccependone (a) la "nullità", per avere "già provveduto a presentare denuncia integrativa di successione ai sensi della L. n. 154 del 1988, adeguando i valori e pagando la relativa imposta", e (b) l'illegittimità "stante la pendenza del precedente ricorso, che ne contestava i valori") -, in forza di CINQUE motivi, chiedeva di cassare ("con le conseguenti statuizioni anche in ordine alle spese dei precedenti gradi di giudizio") la sentenza n. 143/04/00 depositata il 9 ottobre 2000 dalla Commissione Tributaria Regionale della Sardegna la quale aveva respinto il suo gravame (oltre che quello dell'Ufficio) avverso la decisione (152/02/94) della Commissione Tributaria di primo grado di Nuoro la quale, previa riunione dei due ricorsi da lui proposti avverso i predetti avvisi, aveva (2) confermato, per gli immobili siti in ...omissis..., il valore indicato nella denunzia integrativa e (2) attribuito ai terreni siti in ...omissis..., dei quali escludeva la natura edificatoria, il valore di L. 7.000 al mq. (di contro a quello di L. 14.000 al mq. accertato dall'Ufficio) tenuto conto "della esistenza sugli stessi di un complesso aziendale destinato ad attività di campeggio organizzato".

Il Ministero e l'Agenzia intimati non svolgevano attività difensiva.

Motivi della decisione

1. Con la sentenza gravata la Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'impugnazione del contribuente e quella dell'Ufficio osservando:

- "l'eccezione di nullità dell'avviso di accertamento" non può "trovare accoglimento in quanto la parte è stata posta in condizione di utilmente difendersi, svolgendo punto su punto le proprie difese e apportando il più ampio materiale probatorio a sostegno delle proprie ragioni";

- circa gli "immobili ... siti nella fascia costiera del Comune di Barisardo", "pur escludendo la natura edificatoria dei terreni in presenza di una serie di certificati contraddittori", "nella determinazione del valore" i Giudici di prime cure "non hanno potuto prescindere dal fatto che su quei terreni insistevano, oltre che delle strutture murarie, anche un complesso aziendale destinato ad attività di campeggio organizzato": "pertanto, ai fini della valutazione dei suddetti terreni, non si può prescindere adde: dal fatto che gli stessi, in concreto, hanno perso la loro destinazione agraria, per il diverso uso che già dal 1976 se ne è ratto, per cui il valore catastale su cui il contribuente si è basato sia nella denunzia di successione che nella dichiarazione integrativa, non può ritenersi attendibile";

- "l'Ufficio non ha apportato alcun elemento utile per una diversa valutazione dei terreni in questione, una volta accertato che gli stessi non ricadevano in zona F, per cui il presupposto da cui è partito l'accertamento si è dimostrato erroneo";

- "in mancanza di altri elementi che le parti non si sono preoccupate di fornire", deve essere accolta "la valutazione operata in via equitativa dai Giudici di primo grado, la cui decisione va pertanto confermata". 2. Con il primo motivo di ricorso il C. - premesso che "funzione dell'avviso di accertamento, oltre quella di consentire al contribuente di apprestare una efficace linea di difesa in sede contenziosa, è quella di delimitare l'ambito delle ragioni deducibili dall'amministrazione ... a sostegno della pretesa fiscale" - denunzia, ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, "omessa motivazione su un punto decisivo della controversia" nonchè "violazione di legge in relazione del D.P.R. n. 637 del 1972, artt. 20, 26, del D.P.R. n. 914 del 1977, artt. 2, 4" adducendo che la Commissione Tributaria Regionale, "una volta esclusa, per i terreni ... siti in ...omissis..., l'asserita natura edificatoria" (costituente "il presupposto dichiarato della stima contenuta nell'avviso di accertamento"), ha "omesso di pronunciarsi sulla illegittimità e nullità dell'avviso per difetto di adeguata motivazione" ("prescritta dal D.P.R. n. 637 del 1972, art. 26, modificato dal D.P.R. n. 914 del 1977, artt. 2 e 4") considerata la mancanza, nello stesso, di "qualsiasi indicazione atta a rendere esplicito l'astratto criterio di stima adottato".

Secondo il ricorrente l'Ufficio ha seguito il criterio di stima "comparativo" ("basato sul valore di terreni similari oggetti di contrattazione nei tre anni precedenti all'apertura della successione") "senza alcun preciso riferimento al caso concreto", per cui il Giudice tributario, avendo riconosciuto "l'erroneità o l'inapplicabilità di tale atto", non poteva "procedere d'ufficio all'accertamento del valore dei beni che ne sono oggetto, ma doveva accogliere il ricorso del contribuente annullando l'avviso di accertamento".

Il motivo va esaminato insieme con il successivo perchè esso, come quello, investe i poteri del Giudice tributario.

3. Con il secondo motivo il ricorrente, assumendo che "l'amministrazione finanziaria aveva considerato edificabili i terreni siti in ...omissis..., a suo dire ricompre si in zona F", denunzia, ex art. 360 c.p.c., n. 3, "violazione o errata applicazione del D.P.R. n. 914 del 1977, art. 2 e del D.P.R. n. 739 del 1981, art. 13, comma 2, e dell'art. 115 c.p.c." deducendo che la Commissione Tributaria Regionale, avendo "fatto proprie le argomentazioni della commissione di primo grado" circa la natura non edificatoria dei "terreni oggetto di stima" ("ritenendo di dover considerare la circostanza che su di essi insisteva un complesso aziendale destinato ad attività di campeggio roganizzato, a tal fine sommando il valore della nuda area, sulla base dei coefficienti agricoli, col valore delle strutture e dei beni in essi esistenti, valutando l'insieme in ragione di L. 7.000 al mq."), ha proceduto "ad una nuova stima", "in tal modo esercitando un potere di iniziativa, non di sua competenza".

Il motivo ed il precedente debbono essere disattesi perchè privi di pregio.

A. Il processo tributario, come noto (Cass., trib.: 12 luglio 2006 n. 15825; 30 maggio 2001 n. 7404; 23 marzo 2001 n. 4280; 23 dicembre 2000 n. 16171; cfr., anche, Cass., 1^, 15 luglio 1996 n. 6404, secondo cui il processo tributario, pur strutturato come giudizio d'impugnazione, consente al Giudice di conoscere il rapporto sostanziale, quand'anche nei limiti della pretesa inizialmente avanzata dall'amministrazione), non è annoverabile tra quelli di "impugnazione-annullamento" ma tra i processi di "impugnazione- merito" in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell'atto impugnato ma alla pronunzia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente sia dell'accertamento dell'Ufficio: l'impugnazione davanti al Giudice tributario, quindi (Cass., trib., 19 febbraio 2004 n. 3309), attribuisce a detto Giudice non solo la cognizione orientata all'eliminazione dell'atto (ipotesi di "impugnazione-annullamento") ma anche la cognizione del rapporto tributario ("impugnazione- merito") perchè l'impugnazione stessa è diretta alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva dell'accertamento dell'amministrazione finanziaria ed implica per il Giudice adito il potere-dovere di quantificare la pretesa tributaria entro i limiti posti dalle domande di parte.

Discende da tanto che il Giudice il quale ritenga invalido l'avviso di accertamento per motivi non formali ma di carattere sostanziale, non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo ma, come rettamente operato nel caso dalla Commissione Tributaria Regionale, deve esaminare, nel merito la pretesa tributaria, e, operando una motivata valutazione sostitutiva, eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti dalle domande di parte.

4. Con il terzo motivo il contribuente denunzia (ai sensi dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5) "violazione D.P.R. n. 637 del 1972, art. 21", nonchè "vizio della motivazione" adducendo che "la Commissione Tributaria Regionale ha rinnovato l'accertamento di valore con una motivazione ingiusta e contraddittoria perchè non ha rispettato i criteri prescritti dalla legge" in quanto non ha fatto "una esatta descrizione dei beni e diritti compresi nel complesso aziendale" e non ha "precisato il valore di ciascuno di essi" ma si è limitata ad una "generica affermazione dell'esistenza di tale complesso aziendale sui terreni, attribuendo, poi, un valore unitario ma senza fornire alcuna indicazione dei concreti elementi di stima e degli effettivi parametri considerati nel rettificare i valori".

Il ricorrente aggiunge, inoltre, (a) che "non può considerarsi legittima la valutazione in via equitativa del Giudice di primo grado, che esso Giudice di secondo grado ha fatto propria", e (b) che "la decisione è anche contraddittoria perchè la motivazione si richiama ad una stima di un complesso organico e, quindi, di una unità produttiva unitaria che, di fatto, si concreta nella valutazione del terreno in ragione di un identico valore per metro quadro, senza distinguere tra suolo edificato e non edificato".

L'esame del motivo, per ragioni logiche, va posposto allo scrutinio del quinto motivo perchè entrambi suppongono la individuazione dei criteri legali di valutazione dei terreni.

5. Con il quarto motivo il C., assumendo che il Giudice di appello ha "omesso di pronunciarsi sulla esistenza o meno di un effettivo vincolo di destinazione del terreno distinto al Foglio ...omissis... part. ...omissis... ... a servizio del complesso aziendale del campeggio", denunzia (art. 360 c.p.c., n. 5) "omessa motivazione su punto decisivo e vizio della motivazione" adducendo che "dal certificato rilasciato dal Comune di Barisardo in data 14 marzo 1995 risulta che tale particella non è contigua agli altri terreni in successione perchè separato dalla foce del Rio Baccu Strumpu e mai è stato utilizzato per campeggio".

Il motivo - sussumibile propriamente nel vizio di violazione dell'art. 112 c.p.c., denunziabile in sede di legittimità ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 4, in quanto con lo stesso viene sottoposto a questa Corte un difetto proprio della sentenza - si palesa inammissibile perchè nuovo.

La parte che impugni uria sentenza con ricorso per Cassazione denunziando la violazione del principio di cui all'art. 112 c.p.c., come noto (Cass., trib., 30 ottobre 2006 n. 23350; id., trib., 16 aprile 2003 n. 6055; id., 2^, 3 aprile 2003 n. 5148), ha sempre l'onere di osservare - pena l'inammissibilità del motivo per genericità - i principi (desumibili dalle prescrizioni dell'art. 366 c.p.c.) di specificità e di autosufficienza di tale ricorso perchè, pur configurando detta violazione un error in procedendo (Cass., 3^, 10 maggio 2001 n. 6502), per il quale questa Corte è Giudice anche del "fatto processuale", il relativo vizio non è rilevabile d'ufficio e, per tanto, il diretto esame degli atti, processuali è sempre condizionato ad un apprezzamento preliminare della decisività della questione che deve emergere dal contenuto del ricorso per cassazione: questa Corte, infatti (Cass., 3^, 11 gennaio 2002 n. 317), non è tenuta a ricercare, al di fuori del contesto del ricorso che la contiene, le ragioni che dovrebbero sostenere l'impugnazione proposta ma (Cass., lav., 21 luglio 2004 n. 13550; id., lav., 11 giugno 2004 n. 11133) può attingere soltanto dal contenuto dello stesso gli clementi indispensabili in quanto la natura del giudizio di legittimità preclude ad essa (cfr., tra le recenti, Cass., trib., 7 luglio 2004 n. 12436; id., 3^, 21 maggio 2004 n. 9711) di verificare la fondatezza del (motivo di) impugnazione facendo riferimento ad atti e/o documenti diversi da quelli introduttivi di tale giudizio, o comunque allo stesso non strettamente inerenti.

Nel caso, invece, il ricorrente non indica in ricorso il luogo processuale di proposizione all'esame della Commissione Tributaria Regionale della specifica questione - della quale non vi è nessuncenno nella sentenza di appello - concernente la contiguità o meno dei terreni contrassegnati dalle particelle indicate per cui la sussistenza della denunziata omissione di pronuncia non può essere verificata.

6. Con il quinto (ed ultimo) motivo il ricorrente censura il punto della decisione di appello con il quale la Commissione Tributaria Regionale ha disatteso la sua richiesta di "applicazione", per i "terreni" caduti in successione, "del criterio della valutazione automatica sulla base dei redditi catastali" e denunzia, ex art. 360 c.p.c., n. 3, "violazione o errata applicazione della L. n. 889 del 1986, art. 8 e D.L. n. 70 del 1988, art. 12, come integrato dalla Legge di Conversione n. 154 del 1988" adducendo che:

"i terreni in questione sono ... regolarmente censiti in catasto e distinti in autonome particelle con indicazione del loro reddito";

- egli aveva "regolarmente provveduto alla presentazione di una dichiarazione integrativa ... nel termine all'uopo assegnato, attribuendo agli immobili un valore non inferiore a quello calcolato sulla base del reddito dominicale degli stessi, maggiorato dei previsti coefficienti" ed aveva "anche pagato l'imposta principale di successione";

- "il beneficio della disposizione contenuta nella L. n. 880 del 1996, art. 8" (recte: L. n. 889 del 1986), "per espressa previsione legislativa", "non trova applicazione unicamente per i terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedano la destinazione edificatoria" mentre nel caso i "fondi per cui è causa" (secondo il "certificato rilasciato dal Sindaco ... in data 5 ottobre 1994 su espressa richiesta della Commissione Tributaria di Primo Grado"), alla data del decesso della de cuius (...omissis...) "ricadevano in zona F, agricola".

Il motivo deve essere accolto perchè fondato.

A. La L. 17 dicembre 1986, n. 880, art. 8, come noto, ha aggiunto "dopo il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 637, art. 26, comma 4" (contenente la "disciplina dell'imposta sulle successioni e donazioni"), un comma per il quale "la disposizione" contenuta nella stessa alinea normativa - secondo cui "non sono sottoposti a rettifica il valore degli immobili, iscritti in catasto con attribuzione di rendita, dichiarato in misura non inferiore, peri terreni, a ... volte il reddito dominicale risultante in catasto, e, peri fabbricati, a ... volte il reddito risultante in catasto, aggiornati con i coefficienti stabiliti per le imposte sul reddito ..." - "non si applica per i terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria".

Queste disposizioni - in forza della espressa previsione contenuta nella medesima L. n. 880 del 1986, art. 11, comma 1 bis (aggiunto dal D.L. 14 marzo 1988, n. 70, art. 12, convertito nella L. 13 maggio 1988, n. 154) - "si applicano anche alle successioni apertesi e alle donazioni poste in essere anteriormente al 1 luglio 1986, per le quali non sia già intervenuto il definitivo accertamento del valore imponibile", quindi (cfr. Cass., trib., 20 giugno 2002 n. 8978) anche alla successione oggetto della presente controversia in quanto la stessa (giusta quanto si legge nella sentenza impugnata) si è aperta il ...omissis..., giorno del decesso di M.M..

Per effetto di tali disposizioni, quindi, è necessario accertare se per i terreni caduti in successione gli strumenti urbanistici vigenti al momento dell' apertura della successione (cioè al giorno detto del decesso della M.) prevedessero o meno la "destinazione edificatoria", discendendo dall'esito di tale indagine l'applicabilità o meno della valutazione parametrica degli stessi ai fini di terminare l'imposta di successione dovuta.

B. In ordine alla nozione giuridica di "destinazione edificatoria" va registrato il sopravvenuto intervento legislativo contenuto nel D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, a mente del quale (dell'art. 36, comma 2) "un'area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo".

In base a tale novella legislativa le sezioni unite di questa Corte - chiamate a dirimere il contrasto riscontrato nell' ambito di questa sezione tributaria -, dopo aver distinto lo ius edificarteli ("non sì può costruire se prima non sono definite tutte le procedure di riferimento") dallo ius valutandi ("si può valutare un suolo considerato a vocazione edificatoria anche prima del completamento delle relative procedure"), hanno statuito (sentenze nn. 25505 e 25506, depositate il 30 novembre 2006, concernenti le imposte di registro e comunale sugli immobili (ICI)) che a seguito dell'entrata in vigore di tale norma, "interpretativa" del "D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131" (contenente disposizione del tutto identica a quella qui in discussione), ai fini dell'inapplicabilità del sistema di valutazione automatica dei terreni, "un'area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dati approvazione della Regione e dati adozione di strumenti attuativi del medesimo" perchè (excerpta ancora dalla sentenza n. 25505/06) "già l'avvio della procedura per la formazione del PRG determina una impennata di valore, pur con tutti i necessari distinguo (riferiti alle zone e alla necessità di ulteriori passaggi procedurali)".

C. La necessità di considerare, ai fini della decisione, l'esposta sopravvenuta normativa, impone un riesame della controversia rivelandosi doveroso, ai fini della conseguente determinazione del valore degli stessi, l'individuazione della qualità urbanistica dei terreni interessati in base a tale normativa.

Tale necessità, intuitivamente, assorbe l'esame del terzo motivo di ricorso in quanto lo stesso attiene alla determinazione del valore operata dal Giudice a qua, la cui afferente statuizione deve considerarsi travolta dalla preliminare esigenza di accertamento della qualità urbanistica degli immobili da valutare.

7. In definitiva, la sentenza impugnata deve essere cassata limitatamente alla questione posta con il quinto motivo di ricorso e la causa, attesa la necessità di conferenti accertamenti fattuali, va rinviata ad altra sezione della stessa Commissione Tributaria Regionale che ha emesso la sentenza cassata affinchè (1) determini, tenuto conto della normativa sopravvenuta, il valore dei terreni caduti in successione, previo accertamento della qualità urbanistica di ognuno al momento dell'apertura della successione stessa, e (2) provveda anche in ordine alle spese del presente processo di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il quinto motivo di ricorso; dichiara assorbito il terzo; rigetta gli altri motivi di ricorso; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Sardegna.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 27 febbraio 2007.

Depositato in Cancelleria il 16 maggio 2007.


Studio Legale Ass.to Traversa, Santarelli e Nicolussi

Lo studio offre assistenza, consulenza e contenzioso principalmente in ambito di diritto civile e amministrativo.


COLLABORA
Partecipa attivamente alla crescita del web giuridico: consulta le modalitˆ per collaborare ad Altalex . Inviaci segnalazioni, provvedimenti di interesse, decisioni, commenti, articoli, e suggerimenti: ogni prezioso contributo sarˆ esaminato dalla redazione.
NOTIZIE COLLEGATE
Codice del processo tributario annotato (a cura di Francesco Antonio Genovese e Salvatore Petillo)

Notifiche nel processo tributario di D. Chindemi (Libro , segnalazione del 05.03.2012)

Contenzioso tributario, avviso bonario, impugnabilità, cartella esattoriale (Cassazione civile , sez. tributaria, sentenza 15.05.2008 n° 12194 )


40 ore di lezione e 10 correzioni di elaborati

Il corso mira a fornire la preparazione necessaria a superare le prove dei concorsi per l'accesso  ai corpi e servizi di Polizia Municipale. Si avvale di un corpo docente ben diversificato e qualificato in quanto ...

Segnalazioni Editoriali
La vendita fuori dei locali commerciali ed a distanza. La nuova disciplina del Codice del consumo (Sconto 10%) Prof. Enzo Maria Tripodi € 27,00 € 24,30
Il fenomeno del consumerism sta catturando sempre più l’attenzione del legislatore nazionale e comunitario. Il pres...

Calcolo danno macrolesioni con le tabelle dei principali Tribunali italiani

Milano-Roma 2013
abbinamento accertamento tecnico preventivo affidamento condiviso agenzia delle entrate amministratore di condominio anatocismo appello appello incidentale arresti domiciliari assegno di mantenimento assegno divorzile atto di precetto autovelox avvocato bando di concorso carceri cartella esattoriale certificato di agibilità codice della strada codice deontologico forense codice penale codice procedura civile cognome collegato lavoro comodato compensi professionali concorso in magistratura concussione condominio contratto preliminare Contributo unificato convivenza more uxorio danno biologico danno morale Decreto decreto balduzzi decreto del fare decreto ingiuntivo decreto salva italia demansionamento difesa d'ufficio dipendenti non agricoli diritto all'oblio Equitalia esame esame avvocato esame di avvocato falso ideologico fermo amministrativo figli legittimi figli naturali figlio maggiorenne filtro in appello fondo patrimoniale gazzetta ufficiale geografia giudiziaria giudice di pace giudici ausiliari giudici di pace giustizia guida in stato di ebbrezza indennizzo diretto inps insidia stradale interessi legali ipoteca legge di stabilità legge pinto lieve entità mansioni superiori mediazione civile mediazione obbligatoria messa alla prova milleproroghe ne bis in idem negoziazione assistita occupazione abusiva oltraggio a pubblico ufficiale omesso versamento ordinanza-ingiunzione overruling parametri forensi parere civile parere penale pedone precetto processo civile processo civile telematico processo telematico procura alle liti provvigione pubblica amministrazione querela di falso responsabilità medica riassunzione ricorso per cassazione riforma della giustizia riforma forense riforma fornero sblocca Italia sciopero semplificazione fiscale sentenza Franzese sequestro conservativo sfratti silenzio assenso soluzioni proposte sospensione della patente sospensione feriale spending review stalking tabella tabelle millesimali tariffe forensi tassi usurari tracce di esame tribunali tulps usucapione Usura