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Decorrenza del termine per impugnare un provvedimento amministrativo lesivo
Consiglio di Stato , sez. V, decisione 07.10.2008 n° 4854 (Antonella Crisafulli)

Il termine per impugnare un provvedimento amministrativo lesivo è legato alla esatta conoscenza dei vizi che lo inficiano o alla conoscenza del fatto in sé che un provvedimento lesivo sia stato emesso?






Decorrenza del termine per impugnare un provvedimento di aggiudicazione definitiva

(Consiglio di Stato, sez. V, 7.10.2008, n. 4854)

di Antonella Crisafulli

(Fonte: Altalex Mese 11/2008)

Il quesito:

  • Il termine per impugnare un provvedimento amministrativo lesivo è legato alla esatta conoscenza dei vizi che lo inficiano o alla conoscenza del fatto in sé che un provvedimento lesivo sia stato emesso?

Il fatto

Il Comune di Corano indice un’asta pubblica per la gestione dei servizi cimiteriali per il periodo 2006 – 2011.

Fra le ditte concorrenti, la Linea Cimiteri s.r.l., in data 23 marzo 2006, accede agli atti di gara dai quali risulta già l’aggiudicazione provvisoria in favore di altra ditta, la Bitek s.r.l.

Successivamente, con determinazione dirigenziale n. 205 del 29 maggio 2006, il Comune di Corano aggiudica definitivamente alla Bitek S.r.l. la gestione dei servizi cimiteriali oggetto di gara.

Lamentando l’illegittimità dell’aggiudicazione, la Linea Cimiteri s.r.l., con ricorso notificato il 21-22 agosto 2006, impugna la determinazione comunale.

Il Comune di Corano si costituisce in giudizio, chiedendo il rigetto per infondatezza del gravame, ma eccependo in via preliminare la tardività del ricorso, dal momento che la ricorrente era venuta a conoscenza dell’aggiudicazione definitiva già in data 30 maggio 2006.

La normativa

L. 1034/71

Articolo 21, comma 1

Il ricorso deve essere notificato tanto all'organo che ha emesso l'atto impugnato quanto ai controinteressati ai quali l'atto direttamente si riferisce, o almeno ad alcuno tra essi, entro il termine di sessanta giorni da quello in cui l'interessato ne abbia ricevuta la notifica, o ne abbia comunque avuta piena conoscenza, o, per gli atti di cui non sia richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge o di regolamento, salvo l'obbligo di integrare le notifiche con le ulteriori notifiche agli altri controinteressati, che siano ordinate dal tribunale amministrativo regionale. Tutti i provvedimenti adottati in pendenza del ricorso tra le stesse parti, connessi all'oggetto del ricorso stesso, sono impugnati mediante proposizione di motivi aggiunti. In pendenza di un ricorso l'impugnativa di cui dall'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, può essere proposta con istanza presentata al presidente e depositata presso la segreteria della sezione cui è assegnato il ricorso, previa notifica all'amministrazione ed ai controinteressati, e viene decisa con ordinanza istruttoria adottata in camera di consiglio.

Inquadramento della problematica

La controversia in esame pone un problema di verifica della tempestività o meno del ricorso di primo grado.

Posto che il termine decadenziale per adire il TAR è di sessanta giorni da quello in cui l'interessato ne abbia ricevuta la notifica, o ne abbia comunque avuta piena conoscenza, nel caso specifico, il dies a quo di decorrenza del termine va individuato nella data di piena conoscenza dell’aggiudicazione provvisoria (26 marzo 2006), nella data di piena conoscenza dell’aggiudicazione definitiva (30 maggio 2006), ovvero nella data in cui il ricorrente ha ricevuto formale notifica del provvedimento di aggiudicazione definitiva?

Dinanzi al disposto della legge (art. 21, comma 1, l. TAR) alquanto univoco, il dubbio sorge in considerazione dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti introdotto dalla l. 241/90 (successiva, quindi, alla l. TAR) e alla sua ratio che è quella di rendere edotti i soggetti interessati degli eventuali vizi che inficiano il provvedimento amministrativo di cui sono destinatari.

Pertanto, l’interrogativo cui i giudici amministrativi devono rispondere è il seguente:

il termine per impugnare un provvedimento amministrativo lesivo è legato alla esatta conoscenza dei vizi che lo inficiano (evincibile dalla motivazione del provvedimento) ovvero alla semplice conoscenza dell’esistenza di un provvedimento lesivo?

La decisione del Consiglio di Stato, sez. V, 7.10.2008, n. 4854

In primo grado il TAR, con sentenza succintamente motivata ai sensi dell’art. 26, comma 4, l. TAR, aveva accolto l’eccezione di tardività del ricorso sollevata dall’amministrazione comunale resistente.

Quello che rileva ai fini del termine per l’impugnazione – evidenziavano i giudici di prime cure - è la conoscenza, in qualunque modo acquisita, della intervenuta lesione della sfera giuridica soggettiva; ed è, pertanto, dalla data di conoscenza dell’avvenuta aggiudicazione definitiva che deve farsi decorrere il termine per ricorrere

Nella specie, tale termine deve esser fatto decorrere dal 30 maggio 2006 e, conseguentemente la sua scadenza deve essere fissata al 29 luglio 2006, mentre il ricorso risulta notificato il 21 – 22 agosto 2006, a termini ormai scaduti.

Del medesimo avviso e sulla base delle stesse motivazioni è la Quinta sezione del Consiglio di Stato.

I giudici di Palazzo Spada, tuttavia, arricchiscono il contenuto motivazionale della decisione, richiamandosi a consolidata giurisprudenza e precisando i seguenti aspetti:

  • il concorrente non aggiudicatario non ha l’onere di impugnare l’aggiudicazione provvisoria; essa, infatti, non è l’atto conclusivo del procedimento, bensì un atto preparatorio che produce solo effetti prodromici. Vero è, comunque, che esiste per gli interessati la facoltà di impugnare l’aggiudicazione provvisoria1, salvo poi impugnare anche la successiva aggiudicazione definitiva;

  • dall’assenza dell’onere di impugnare l’aggiudicazione provvisoria, discende sul piano processuale che il termine per impugnare la definizione del procedimento di selezione pubblica di un contraente della Pubblica Amministrazione decorre, di regola, dalla piena conoscenza dell'aggiudicazione definitiva2;

  • di contro, non occorre che il provvedimento di aggiudicazione definitiva sia stato formalmente comunicato o notificato al soggetto se risulta (come è nel caso di specie) che questi abbia avuto piena conoscenza dell’emanazione del provvedimento in questione3.

  • Non è, pertanto, necessaria la compiuta conoscenza della motivazione, la quale è rilevante soltanto ai fini della proposizione dei motivi aggiunti.

  • Consolidato è, altresì, l’indirizzo secondo il quale il termine per l’impugnazione dei provvedimenti amministrativi non è collegato alle convinzioni dei destinatari circa la illegittimità dell’attività amministrativa, ma solo alla piena conoscenza del provvedimento lesivo4: è dunque irrilevante la conoscenza della motivazione del provvedimento di aggiudicazione per la decorrenza dei termini di impugnazione.

Sulla base di tali considerazioni, il Consiglio di Stato conferma la sentenza di primo grado e respinge l’appello.

______________

1 Cfr., fra tutte, Cons. Stato, sez. VI, 20 febbraio 2008, n. 588; Cons. Stato, IV, n. 6456/2006; Id., sez. V, n. 484/2007; Id., sez. VI, n. 7802/2004.

2 Cons. Stato, sez. V, 11 maggio 2004, n. 2951; Cons. Stato, sez. V, 29 luglio 2003, n. 4327.

3 In tal senso, l’indirizzo giurisprudenziale dominante; cfr. Cons. Stato, sez. IV, 31 maggio 2007, n. 2811; Id., sez. IV, 30 giugno 2004, n. 4803; Id., sez. V, 10 marzo 2003, n. 1275.

4 Per tutte, Cons. Stato, sez. V, n. 381 del 2 aprile 1996 e n. 1120 del 4 ottobre 1994.


GIUSEPPE TIZZONI

diritto del lavoro e della previdenza sociale - contrattualistica di impresa


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