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Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, offerta economica e tecnica
Consiglio di Stato , sez. VI, decisione 11.09.2008 n° 4348 (Giuseppe Farina)

Anche ammettendo che l’art. 83, comma 5, del D.Lgs. n. 163/2006 lasci libertà alle stazioni appaltanti di stabilire il criterio di valutazione dell’offerta economica, in conformità con quanto previsto dal considerando 46 della Dir. n. 2004/18/CE, va rilevato che in una gara in cui il prezzo a base d’asta non è elevato (54.000,00 Euro) risulta più ragionevole un metodo di calcolo del punteggio per l’offerta economica che non comporti una posizione eccessivamente recessiva della valutazione del progetto tecnico.

Come dimostrato dagli esempi illustrati dalla ricorrente di primo grado, il metodo utilizzato dalla commissione comporta rilevanti differenze di punteggio a fronte di non rilevanti differenze di prezzo ed, in presenza di una disposizione di non chiara lettura, è preferibile optare per una interpretazione che conduce ad un criterio di valutazione più ragionevole e maggiormente conforme alle richiamate norme di legge, oltre che al dato testuale del punto 1 del citato art. 7.

Sembra trovare conferma nella pronuncia in commento la tendenza della giurisprudenza amministrativa a riconoscere, nelle gare d’appalto da aggiudicare in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la legittimità dell’attribuzione di un peso percentuale maggiore in favore dell’elemento tecnico rispetto all’offerta economica.

Già in epoca anteriore all’entrata in vigore del d.lgs. 163/2006 si era infatti osservato che “la regola "aurea" del metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa è quella di non attribuire importanza esclusiva all’elemento del prezzo, ma di combinarlo con gli altri elementi onde assicurare da un lato all’amministrazione il risultato migliore e più conveniente e dall’altro lato di consentire ai partecipanti di confidare in una uniforme valutazione delle offerte (in tal senso, T.A.R. Toscana, Sez. I, 21 novembre 2005, n. 6901, si vedano anche T.A.R. Puglia Bari, Sez. I, 31 agosto 2001, n. 3399; Cons. Stato, Sez VI, 22 ottobre 2001, n. 192).”

Appariva al contrario, in linea di principio, equilibrato un rapporto qualità-prezzo in cui era prevista l’assegnazione, al prezzo, di punti 30 su cento (non destinati, dunque, aprioristicamente, a fare prevalere il prezzo offerto, sulla qualità) ed alla capacità tecnica delle imprese concorrenti punti 70 su cento, specie se parametrati su diversi elementi di valutazione, tutti oggettivamente sufficientemente significativi e ragionevolmente equivalenti (Cons. Stato, Sez. V, 16 marzo 2005, n. 1079).

Tale orientamento sembra destinato a consolidarsi a fronte del tenore dell’art. 83, d.lgs. 163/2006, a norma del quale il prezzo appare come uno tra tanti elementi (per lo più concernenti l’aspetto tecnico) da combinare al fine di individuare l’offerta migliore (Art. 83: 1. Quando il contratto è affidato con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell'offerta, pertinenti alla natura, all'oggetto e alle caratteristiche del contratto, quali, a titolo esemplificativo: a) il prezzo; b) la qualità; c) il pregio tecnico; d) le caratteristiche estetiche e funzionali; e) le caratteristiche ambientali e il contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell'opera o del prodotto;f) il costo di utilizzazione e manutenzione; g) la redditività; h) il servizio successivo alla vendita; i) l'assistenza tecnica; l) la data di consegna ovvero il termine di consegna o di esecuzione; m) l'impegno in materia di pezzi di ricambio; n) la sicurezza di approvvigionamento; o) in caso di concessioni, altresì la durata del contratto, le modalità di gestione, il livello e i criteri di aggiornamento delle tariffe da praticare agli utenti……omissis).

Ed infatti, la giurisprudenza formatasi nel vigore del D.Lgs. n. 163 del 2006 ha avuto modo di osservare che negli appalti di servizi da affidare con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il citato art. 83 non impone alle amministrazioni appaltanti di dare preminenza all’offerta economica, disponendo tale norma unicamente che il prezzo, al pari di altri elementi nella stessa elencati (peraltro a titolo esemplificativo), debba essere uno dei criteri di valutazione delle offerte e che è pertanto legittima anche una clausola del bando che finisce per attribuire all’offerta tecnica l’80% del punteggio complessivo a fronte del solo 20% riservato all’offerta economica, ove tale ripartizione di punteggio sia giustificata dalla peculiarità del servizio e dalla indubbia tecnicità delle attività da svolgere, nonché dagli elevati standards qualitativi richiesti (T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sez. I, 7 novembre 2007, n. 523).

(Altalex, 18 gennaio 2009. Nota di Giuseppe Farina)






Consiglio di Stato

Sentenza VI

Decisione 11 settembre 2008, n. 4348

Massima e Testo Integrale



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