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Contratto telefonico: servizio mai attivato, danno da ritardo e risarcimento
Giudice di Pace Catanzaro, sentenza 22.07.2008 (Concetta Nunnari)

La sentenza emessa dal GDP di Catanzaro, avv. Michele Caruso, si palesa interessante sotto un duplice profilo. Il primo attiene alla responsabilità della Compagnia telefonica per mancata esecuzione del contratto, cui è illegittimamente conseguita la materiale apprensione di somme depositate dall’attrice sul proprio conto corrente a titolo di pagamento di una fattura emessa sulla base di un servizio mai attivato e conseguentemente mai prestato.

Inoltre, pur a fronte delle evidenti ragioni della consumatrice, la Compagnia aveva affidato ad una società di recupero crediti la riscossione delle ulteriori fatture inviate e subito contestate dalla stessa.

La gravità del fatto, risiede nella circostanza che la Compagnia, non solo aveva omesso di provvedere al rimborso degli importi incassati nei termini di cui alle condizioni generali di contratto, ma addirittura aveva affidato ad un terzo il recupero degli importi richiesti con ulteriori fatture.

Ciò è stato preso in considerazione dal GDP in relazione alla valutazione della risarcibilità del danno non patrimoniale in favore dell’attrice.

Tanto, in conseguenza della ponderosa corrispondenza inviata dalla stessa alla Tele 2 spa e tesa ad ottenere la restituzione dell’indebito entro i termini contrattualmente stabiliti, oltre maggiorazione dovuta giusta condizioni generali di contratto.

Il Giudice, a tal fine, rilevando che il rimborso del maltolto era intervenuto in epoca ampiamente successiva al decorso di detto termine, ha ritenuto meritevole di accoglimento la domanda di ristoro del danno non patrimoniale, per come formulata ante pronuncia della Cassazione SS.UU. del 12 novembre 2008.

Il secondo profilo, riguarda l’accoglimento della domanda relativa al c.d. danno da ritardo, che la Compagnia, pur avendo restituito dopo ben sette mesi le somme incassate sine titulo, non aveva risarcito all’attrice, nonostante nelle condizioni generali di contratto fosse previsto il loro pagamento.

In sostanza, in presenza di un comprovato inadempimento contrattuale, della presenza di innumerevoli reclami da parte dell’utente, dell’illecito incasso di una fattura emessa in difetto di presupposti legali, della contestazione delle successive fatture, dell’inoltro di una diffida di pagamento in relazione alle stesse e della successiva ammissione di colpa da parte della Compagnia, la medesima, senza tenere in alcun conto le legittime richieste di ristoro del maggior danno inoltrate sulla scorta delle condizioni generali di contratto predisposte dal Professionista stesso e sottoscritte dalla consumatrice, aveva addirittura resistito in giudizio, affermando l’infondatezza delle pretese attoree.

In conclusione, il danno non patrimoniale riconosciuto dal Giudice, trova la sua scaturigine in quello che precedentemente era riconosciuto come una categoria autonoma di danno (esistenziale) e nel danno all’immagine che l’attrice ha subito in conseguenza dell’incredibile inoltro di una diffida di pagamento da parte di una società estranea al rapporto contrattuale.

Orbene, seppur la qualificazione del danno non patrimoniale abbia subito notevoli mutamenti a seguito dell’autorevole pronuncia delle SS.UU., la sentenza in commento, pare costituire comunque un’ottima base di partenza per l’ottenimento – in casi analoghi- di un ristoro di tale tipologia di nocumento, che sebbene necessiti di essere sempre provato e dimostrato nella sua concretezza, in ultima analisi esiste e può essere agganciato anche alla lesione di interessi costituzionalmente protetti.

(Altalex, 27 febbraio 2009. Nota di Concetta Nunnari)






Comunicazioni | Telefonia

Giudice di Pace

Catanzaro

Sentenza 22 luglio 2008

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Catanzaro, avv. Caruso Michele,

ha pronunziato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 467/08 del R.G. vertente

TRA

AVV. NUNNARI CONCETTA, nata a Catanzaro il 3.11.1967, residente in Catanzaro, Via XX Settembre, 75, ed ivi elettivamente domiciliata in Corso Mazzini, 2, rappresentata e difesa da se medesima. ATTRICE

E

OPITEL S.P.A., già Tele 2 s.p.a., con sede legale in Segrate (Mi), Via Cassanese, 210, in persona del suo Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante Avv. Saverio Tridico, rappresentata e difesa, in virtù di procura generale alle liti, dagli avv.ti Massimiliano Mostardini e Rita Tardiolo del Foro di Milano, nonché per delega a margine della comparsa di costituzione dall’avv. Nicola Gagliardi, con domicilio eletto presso il suo studio in Soverato, Via S. Giovanni Bosco, 39. CONVENUTA

OGGETTO: risarcimento danni.

CONCLUSIONI

PER L’ATTRICE: come da citazione e atti di causa.

PER LA CONVENUTA: come da comparsa di risposta e atti di causa

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione ritualmente notificato, l’avv. Nunnari, conveniva in giudizio, dinanzi al Giudice di Pace di Catanzaro, Tele 2 s.p.a., oggi Opitel s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., perché venisse condannata al pagamento della somma di € 49,50 a titolo di risarcimento del danno da ritardo, della somma di € 1,21 a titolo di interessi sulla somma di € 49,50 indebitamente incassata dalla convenuta, nonché della somma di € 950,00 a titolo di risarcimento dei danni non patrimoniali subiti in conseguenza dell’illegittimo comportamento della convenuta.

A fondamento della propria domanda, l’attrice, in quanto titolare dell’utenza telefonica individuata dal numero 0961/794419, in Catanzaro, assume di aver stipulato in data 09.06.2006, presso il suo studio legale con un incaricato della società Tele 2 s.p.a., un contratto con la compagnia telefonica convenuta avente ad oggetto l’abbonamento al servizio “Affari senza pensieri” e ADSL Flat 640. Detto contratto prevedeva, quale condizione imprescindibile, per la sua attivazione la preselezione automatica sulla linea dell’utente. Nonostante ciò l’attrice riceveva bollette sia da parte di Tele 2 s.p.a., con fattura n. 23417579646 di € 49,50 contenente canoni e traffico al 13.08.2006, sia da parte di Telecom s.p.a., con fattura n. 5/06 relativa al traffico telefonico per il periodo dal 01.07.2006 al 31.08.2006.

Assume l’attrice di aver constatato, in data 3.10.2006, l’assenza sulla propria linea telefonica della preselezione con l’operatore Tele 2, preselezione indispensabile per l’esecuzione del contratto stipulato in data 09.06.2006. Assume, inoltre, l’attrice che, nonostante i numerosi reclami, Tele 2 non inviava alcun riscontro ed anzi incaricava una società di recupero crediti per ottenere il pagamento delle fatture successive.

Solo in data 17.07.2007, a seguito delle insistenti proteste dell’attrice, Tele 2 s.p.a. forniva un riscontro positivo al primo dei reclami e inviava all’attrice un assegno di € 49,50.

Si costituiva la Opitel s.p.a., già Tele 2 s.p.a., precisando che il contratto sottoscritto dall’avv. Nunnari aveva ad oggetto due distinti servizi, quello di preselezione automatica e quello di ADSL, autonomi uno rispetto all’altro. Poiché il servizio di preselezione automatica non veniva attivato a causa di problemi tecnici, la convenuta provvedeva al rimborso all’avv. Nunnari della somma di € 49,50 portata nella fattura n. 23417579646 e provvedeva , altresì, a stornare le successive fatture ed a rinunciare ai relativi importi. Quanto al preteso risarcimento del danno, parte convenuta fa rilevare la mancanza di prove relativamente alla sua consistenza ed al nesso di causalità.

Al’udienza del 22 luglio 2008, su richiesta delle parti, la causa veniva trattenuta a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda di parte attrice è fondata e merita, pertanto, di trovare accoglimento.

L’impossibilità di attivare il servizio di preselezione, necessario per l’esecuzione del contratto, ha reso illegittima la pretesa della compagnia telefonica relativa alle somme richieste. Infatti, la stessa compagnia ha riconosciuto di aver preteso somme a lei non dovute ed ha, quindi, emesso le relative note di credito. Ciò ha fatto solo dopo le insistenti proteste dell’odierna attrice e trascorsi nove mesi dal suo primo reclamo.

A norma dell’art. 9.3 delle condizioni generali di contratto “Qualora risultino importi pagati in eccesso dal cliente, verranno rimborsati entro 60 giorni dalla data di risoluzione del reclamo”. Tale termine, ampiamente non rispettato dalla convenuta, ha provocato all’attrice un pregiudizio causato dal dispendio di energie necessarie per risolvere i disguidi causati da un contratto non eseguibile e per il quale è stato richiesto indebitamente il corrispettivo, anche in considerazione della circostanza che l’attrice svolge la professione di avvocato.

All’attrice va quindi risarcito sia il danno non patrimoniale, sia il danno da ritardo e vanno riconosciuti, inoltre, gli interessi legali sulla somma indebitamente incassata dalla compagnia telefonica.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Catanzaro, avv. Michele Caruso, definitivamente decidendo,disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, così provvede:

Accoglie, per quanto di ragione, la domanda proposta dall’Avv. Concetta Nunnari e, per l’effetto, condanna Opitel s.p.a., già Tele 2 s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento della somma di € 49,50 a titolo di risarcimento per ogni giorno di ritardo per il rimborso delle somme indebitamente pagate.

Condanna, altresì, l’Opitel s.p.a., già Tele 2 s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento in favore dell’attrice della somma di € 500,00 a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, esistenziali e morali per danneggiamento dell’immagine subiti dall’attrice.

Su entrambe le predette somme sono dovuti gli interessi legali dalla data di citazione all’effettivo soddisfo.

Condanna, inoltre, la Opitel s.p.a., già Tele 2 s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento delle spese e competenze del giudizio che liquida in complessivi € 300,00, oltre spese generali del 12,50% nonché IVA e CPA, come per legge.

Così deciso in Catanzaro, addì 22 luglio 2008.

IL GIUDICE DI PACE

(Dott. Michele Caruso)


Francesca Marcucci

Diritto di famiglia, Diritto del lavoro, Recupero crediti, Responsabilità Medica, Risarcimento Danni, Diritto delle proprietà


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