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Riforma forense: la nuova legge professionale in Gazzetta
Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013

Più selezione per diventare avvocati, formazione e assicurazione civile obbligatoria, controllo sulla correttezza dei legali più serrato.

Sono questi gli elementi distintivi della Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 2013, n. 15) recante Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense.

L'obiettivo delle nuove disposizioni è di consentire l’accesso e la permanenza nella professione di avvocato ai più meritevoli e a chi esercita effettivamente, garantire una maggiore qualificazione e preparazione dei professionisti, la trasparenza verso i cittadini ed un maggiore controllo sulla correttezza.

In particolare le principali novità previste dalla riforma riguardano:

  • specifica competenza stragiudiziale: per evitare gli abusi a danno dei cittadini;
  • accesso alla professione: tre prove scritte e una orale da svolgersi nella stessa sede, senza codici commentati; confermata la procedura di sorteggio che abbina sedi e scritti ai fini della correzione (per approfondimenti vedi Esame di avvocato senza codici commentati: gli effetti della riforma forense);
  • assicurazione: obbligo per il legale, pena l’illecito disciplinare, di stipulare una polizza di assicurazione per la responsabilità civile volta a coprire anche documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito;
  • formazione permanente: l'avvocato ha l’obbligo di curare il costante e continuo aggiornamento della propria competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali e di contribuire al migliore esercizio della professione nell’interesse dei clienti, così superando il sistema dei crediti formativi;
  • illeciti disciplinari: maggiore tipizzazione;
  • pubblicità: è consentito all’avvocato dare informazioni sul modo di esercizio della professione, purché in manier trasparente, veritiera, non suggestiva, nè comparativa ;
  • società tra avvocati: sono ammesse, anche di natura multidisciplinare; sono altresì previste società di capitali senza il socio esterno a garanzia dell'autonomia della prestazione professionale;
  • specializzazioni: contano l'importante apporto delle associazioni specilaistiche forensi;
  • tariffe: il compenso è sempre pattuito tra avvocato e cliente e l’avvocato è tenuto a render nota la complessità dell’incarico fornendo le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili al momento del conferimento (in mancanza di accordo si applicano le tariffe professionali vincolanti nel minimo e nel massimo);
  • torna il divieto del patto di quota lite;
  • tirocinio: la durata della pratica è di 18 mesi. Decorso il primo semestre, possono essere riconosciuti al praticante avvocato un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto dello studio;
  • difesa d'uffico: assume un ruolo centrale;
  • permanenza dell'albo: la prova dell'effettività dovrà prescindere dal reddito.

Approfondimenti:

(Altalex, 21 gennaio 2013)






Legge 31 dicembre 2012, n. 247

Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense. (13G00018)

(G.U. n. 15 del 18-01-2013)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
 
la seguente legge:

Legge 31 dicembre 2012, n. 247

Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense

Sommario
Titolo I - Disposizioni generali (artt. 1-14)
Titolo II - Albi, elenchi e registri (artt. 15-23)
Titolo III - Organi e funzioni degli ordini forensi (artt. 24-39)
Titolo IV - Accesso alla professione forense (artt. 40-49)
Titolo V - Il procedimento disciplinare (artt. 50-63)
Titolo VI - Delega al Governo e disposizioni transitorie e finali (artt. 64-67)


TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

(Disciplina dell'ordinamento forense)

1. La presente legge, nel rispetto dei princìpi costituzionali, della normativa comunitaria e dei trattati internazionali, disciplina la professione di avvocato.

2. L'ordinamento forense, stante la specificità della funzione difensiva e in considerazione della primaria rilevanza giuridica e sociale dei diritti alla cui tutela essa è preposta:

a) regolamenta l'organizzazione e l'esercizio della professione di avvocato e, nell'interesse pubblico, assicura la idoneità professionale degli iscritti onde garantire la tutela degli interessi individuali e collettivi sui quali essa incide;

b) garantisce l'indipendenza e l'autonomia degli avvocati, indispensabili condizioni dell'effettività della difesa e della tutela dei diritti;

c) tutela l'affidamento della collettività e della clientela, prescrivendo l'obbligo della correttezza dei comportamenti e la cura della qualità ed efficacia della prestazione professionale;

d) favorisce l'ingresso alla professione di avvocato e l'accesso alla stessa, in particolare alle giovani generazioni, con criteri di valorizzazione del merito.

3. All'attuazione della presente legge si provvede mediante regolamenti adottati con decreto del Ministro della giustizia, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.400, entro due anni dalla data della sua entrata in vigore, previo parere del Consiglio nazionale forense (CNF) e, per le sole materie di interesse di questa, della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il CNF esprime i suddetti pareri entro novanta giorni dalla richiesta, sentiti i consigli dell'ordine territoriali e le associazioni forensi che siano costituite da almeno cinque anni e che siano state individuate come maggiormente rappresentative dal CNF. Gli schemi dei regolamenti sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica, che evidenzi gli effetti delle disposizioni recate, e dei pareri di cui al primo periodo, ove gli stessi risultino essere stati tempestivamente comunicati, perchè su di essi sia espresso, nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, il parere delle Commissioni parlamentari competenti.

4. Decorsi i termini per l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari, i regolamenti possono essere comunque adottati.

5. Dall'attuazione dei regolamenti di cui al comma 3 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

6. Entro quattro anni dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei regolamenti di cui al comma 3 possono essere adottate, con la medesima procedura di cui ai commi 3 e 4, le necessarie disposizioni integrative e correttive.

Art. 2.

(Disciplina della professione di avvocato)

1. L'avvocato è un libero professionista che, in libertà, autonomia e indipendenza, svolge le attività di cui ai commi 5 e 6.

2. L'avvocato ha la funzione di garantire al cittadino l'effettività della tutela dei diritti.

3. L'iscrizione ad un albo circondariale è condizione per l'esercizio della professione di avvocato. Possono essere iscritti coloro che, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito a seguito di corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, hanno superato l'esame di Stato di cui all'articolo 46, ovvero l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato prima della data di entrata in vigore della presente legge. Possono essere altresì iscritti: a) coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato ordinario, di magistrato militare, di magistrato amministrativo o contabile, o di avvocato dello Stato, e che abbiano cessato le dette funzioni senza essere incorsi nel provvedimento disciplinare della censura o in provvedimenti disciplinari più gravi. L'iscritto, nei successivi due anni, non può esercitare la professione nei circondari nei quali ha svolto le proprie funzioni negli ultimi quattro anni antecedenti alla cessazione; b) i professori universitari di ruolo, dopo cinque anni di insegnamento di materie giuridiche. L'avvocato può esercitare l'attività di difesa davanti a tutti gli organi giurisdizionali della Repubblica. Per esercitarla davanti alle giurisdizioni superiori deve essere iscritto all'albo speciale regolato dall'articolo 22. Restano iscritti agli albi circondariali coloro che, senza aver sostenuto l'esame di Stato, risultino iscritti alla data di entrata in vigore della presente legge.

4. L'avvocato, nell'esercizio della sua attività, è soggetto alla legge e alle regole deontologiche.

5. Sono attività esclusive dell'avvocato, fatti salvi i casi espressamente previsti dalla legge, l'assistenza, la rappresentanza e la difesa nei giudizi davanti a tutti gli organi giurisdizionali e nelle procedure arbitrali rituali.

6. Fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e che sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni regolamentate, l'attività professionale di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale, ove connessa all'attività giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, è di competenza degli avvocati. È comunque consentita l'instaurazione di rapporti di lavoro subordinato ovvero la stipulazione di contratti di prestazione di opera continuativa e coordinata, aventi ad oggetto la consulenza e l'assistenza legale stragiudiziale, nell'esclusivo interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l'opera viene prestata. Se il destinatario delle predette attività è costituito in forma di società, tali attività possono essere altresì svolte in favore dell'eventuale società controllante, controllata o collegata, ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile. Se il destinatario è un'associazione o un ente esponenziale nelle diverse articolazioni, purchè portatore di un interesse di rilievo sociale e riferibile ad un gruppo non occasionale, tali attività possono essere svolte esclusivamente nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali e limitatamente all'interesse dei propri associati ed iscritti.

7. L'uso del titolo di avvocato spetta esclusivamente a coloro che siano o siano stati iscritti ad un albo circondariale, nonché agli avvocati dello Stato.

8. L'uso del titolo è vietato a chi sia stato radiato.

Art. 3.

(Doveri e deontologia)

1. L'esercizio dell'attività di avvocato deve essere fondato sull'autonomia e sulla indipendenza dell'azione professionale e del giudizio intellettuale. L'avvocato ha obbligo, se chiamato, di prestare la difesa d'ufficio, in quanto iscritto nell'apposito elenco, e di assicurare il patrocinio in favore dei non abbienti.

2. La professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale della difesa e rispettando i princìpi della corretta e leale concorrenza.

3. L'avvocato esercita la professione uniformandosi ai princìpi contenuti nel codice deontologico emanato dal CNF ai sensi degli articoli 35, comma 1, lettera d), e 65, comma 5. Il codice deontologico stabilisce le norme di comportamento che l'avvocato è tenuto ad osservare in via generale e, specificamente, nei suoi rapporti con il cliente, con la controparte, con altri avvocati e con altri professionisti. Il codice deontologico espressamente individua fra le norme in esso contenute quelle che, rispondendo alla tutela di un pubblico interesse al corretto esercizio della professione, hanno rilevanza disciplinare. Tali norme, per quanto possibile, devono essere caratterizzate dall'osservanza del principio della tipizzazione della condotta e devono contenere l'espressa indicazione della sanzione applicabile.

4. Il codice deontologico di cui al comma 3 e i suoi aggiornamenti sono pubblicati e resi accessibili a chiunque secondo disposizioni stabilite con decreto del Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.400. Il codice deontologico entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 4.

(Associazioni tra avvocatie multidisciplinari)

1. La professione forense può essere esercitata individualmente o con la partecipazione ad associazioni tra avvocati. L'incarico professionale è tuttavia sempre conferito all'avvocato in via personale. La partecipazione ad un'associazione tra avvocati non può pregiudicare l'autonomia, la libertà e l'indipendenza intellettuale o di giudizio dell'avvocato nello svolgimento dell'incarico che gli è conferito. È nullo ogni patto contrario.

2. Allo scopo di assicurare al cliente prestazioni anche a carattere multidisciplinare, possono partecipare alle associazioni di cui al comma 1, oltre agli iscritti all'albo forense, anche altri liberi professionisti appartenenti alle categorie individuate con regolamento del Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 1, commi 3 e seguenti. La professione forense può essere altresì esercitata da un avvocato che partecipa ad associazioni costituite fra altri liberi professionisti.

3. Possono essere soci delle associazioni tra avvocati solo coloro che sono iscritti al relativo albo. Le associazioni tra avvocati sono iscritte in un elenco tenuto presso il consiglio dell'ordine nel cui circondario hanno sede, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera l). La sede dell'associazione è fissata nel circondario ove si trova il centro principale degli affari. Gli associati hanno domicilio professionale nella sede della associazione. L'attività professionale svolta dagli associati dà luogo agli obblighi e ai diritti previsti dalle disposizioni in materia previdenziale.

4. L'avvocato può essere associato ad una sola associazione.

5. Le associazioni tra professionisti possono indicare l'esercizio di attività proprie della professione forense fra quelle previste nel proprio oggetto sociale, oltre che in qualsiasi comunicazione a terzi, solo se tra gli associati vi è almeno un avvocato iscritto all'albo.

6. La violazione di quanto previsto ai commi 4 e 5 costituisce illecito disciplinare.

7. I redditi delle associazioni tra avvocati sono determinati secondo i criteri di cassa, come per i professionisti che esercitano la professione in modo individuale.

8. Gli avvocati e le associazioni di cui al presente articolo possono stipulare fra loro contratti di associazione in partecipazione ai sensi degli articoli 2549 e seguenti del codice civile.

9. L'associato è escluso se cancellato o sospeso dall'albo per un periodo non inferiore ad un anno con provvedimento disciplinare definitivo. Può essere escluso per effetto di quanto previsto dall'articolo 2286 del codice civile.

10. Le associazioni che hanno ad oggetto esclusivamente lo svolgimento di attività professionale non sono assoggettate alle procedure fallimentari e concorsuali.

Art. 5.

(Delega al Governo per la disciplina dell'esercizio della professione forense in forma societaria)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per disciplinare, tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n.183, e in considerazione della rilevanza costituzionale del diritto di difesa, le società tra avvocati. Il decreto legislativo è adottato su proposta del Ministro della giustizia, sentito il CNF, e successivamente trasmesso alle Camere perché sia espresso il parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario. Il parere è reso entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto è emanato anche in mancanza del parere. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto per l'emanazione del decreto legislativo, o successivamente, la scadenza di quest'ultimo è prorogata di trenta giorni. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, il Governo può emanare disposizioni correttive e integrative, con lo stesso procedimento e in base ai medesimi princìpi e criteri direttivi previsti per l'emanazione dell'originario decreto.

2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere che l'esercizio della professione forense in forma societaria sia consentito esclusivamente a società di persone, società di capitali o società cooperative, i cui soci siano avvocati iscritti all'albo;

b) prevedere che ciascun avvocato possa far parte di una sola società di cui alla lettera a);

c) prevedere che la denominazione o ragione sociale contenga l'indicazione: «società tra avvocati»;

d) disciplinare l'organo di gestione della società tra avvocati prevedendo che i suoi componenti non possano essere estranei alla compagine sociale;

e) stabilire che l'incarico professionale, conferito alla società ed eseguito secondo il principio della personalità della prestazione professionale, possa essere svolto soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente;

f) prevedere che la responsabilità della società e quella dei soci non escludano la responsabilità del professionista che ha eseguito la prestazione;

g) prevedere che la società tra avvocati sia iscritta in una apposita sezione speciale dell'albo tenuto dall'ordine territoriale nella cui circoscrizione ha sede la stessa società;

h) regolare la responsabilità disciplinare della società tra avvocati, stabilendo che essa è tenuta al rispetto del codice deontologico forense ed è soggetta alla competenza disciplinare dell'ordine di appartenenza;

i) stabilire che la sospensione, cancellazione o radiazione del socio dall'albo nel quale è iscritto costituisce causa di esclusione dalla società;

l) qualificare i redditi prodotti dalla società tra avvocati quali redditi di lavoro autonomo anche ai fini previdenziali, ai sensi del capo V del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, e successive modificazioni;

m) stabilire che l'esercizio della professione forense in forma societaria non costituisce attività d'impresa e che, conseguentemente, la società tra avvocati non è soggetta al fallimento e alle procedure concorsuali diverse da quelle di composizione delle crisi da sovraindebitamento;

n) prevedere che alla società tra avvocati si applichino, in quanto compatibili, le disposizioni sull'esercizio della professione di avvocato in forma societaria di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n.96.

3. Dall'esercizio della delega di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 6.

(Segreto professionale)

1. L'avvocato è tenuto verso terzi, nell'interesse della parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e del massimo riserbo sui fatti e sulle circostanze apprese nell'attività di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonché nello svolgimento dell'attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori anche occasionali dell'avvocato, oltre che di coloro che svolgono il tirocinio presso lo stesso, in relazione ai fatti e alle circostanze da loro apprese nella loro qualità o per effetto dell'attività svolta. L'avvocato è tenuto ad adoperarsi affinché anche da tali soggetti siano osservati gli obblighi di segretezza e di riserbo sopra previsti.

3. L'avvocato, i suoi collaboratori e i dipendenti non possono essere obbligati a deporre nei procedimenti e nei giudizi di qualunque specie su ciò di cui siano venuti a conoscenza nell'esercizio della professione o dell'attività di collaborazione o in virtù del rapporto di dipendenza, salvi i casi previsti dalla legge.

4. La violazione degli obblighi di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare. La violazione degli obblighi di cui al comma 2 costituisce giusta causa per l'immediato scioglimento del rapporto di collaborazione o di dipendenza.

Art. 7.

(Prescrizioni per il domicilio)

1. L'avvocato deve iscriversi nell'albo del circondario del tribunale ove ha domicilio professionale, di regola coincidente con il luogo in cui svolge la professione in modo prevalente, come da attestazione scritta da inserire nel fascicolo personale e da cui deve anche risultare se sussistano rapporti di parentela, coniugio, affinità e convivenza con magistrati, rilevanti in relazione a quanto previsto dall'articolo 18 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n.12, e successive modificazioni. Ogni variazione deve essere tempestivamente comunicata dall'iscritto all'ordine, che ne rilascia apposita attestazione. In mancanza, ogni comunicazione del consiglio dell'ordine di appartenenza si intende validamente effettuata presso l'ultimo domicilio comunicato.

2. Gli ordini professionali presso cui i singoli avvocati sono iscritti pubblicano in apposito elenco, consultabile dalle pubbliche amministrazioni, gli indirizzi di posta elettronica comunicati dagli iscritti ai sensi dell'articolo 16, comma 7, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.2, anche al fine di consentire notifiche di atti e comunicazioni per via telematica da parte degli uffici giudiziari.

3. L'avvocato che stabilisca uffici al di fuori del circondario del tribunale ove ha domicilio professionale ne dà immediata comunicazione scritta sia all'ordine di iscrizione, sia all'ordine del luogo ove si trova l'ufficio.

4. Presso ogni ordine è tenuto un elenco degli avvocati iscritti in altri albi che abbiano ufficio nel circondario ove ha sede l'ordine.

5. Gli avvocati italiani, che esercitano la professione all'estero e che ivi hanno la loro residenza, mantengono l'iscrizione nell'albo del circondario del tribunale ove avevano l'ultimo domicilio in Italia. Resta fermo per gli avvocati di cui al presente comma l'obbligo del contributo annuale per l'iscrizione all'albo.

6. La violazione degli obblighi di cui ai commi 1 e 3 costituisce illecito disciplinare.

Art. 8.

(Impegno solenne)

1. Per poter esercitare la professione, l'avvocato assume dinanzi al consiglio dell'ordine in pubblica seduta l'impegno di osservare i relativi doveri, secondo la formula: «Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell'assistito nelle forme e secondo i princìpi del nostro ordinamento».

Art. 9.

(Specializzazioni)

1. È riconosciuta agli avvocati la possibilità di ottenere e indicare il titolo di specialista secondo modalità che sono stabilite, nel rispetto delle previsioni del presente articolo, con regolamento adottato dal Ministro della giustizia previo parere del CNF, ai sensi dell'articolo 1.

2. Il titolo di specialista si può conseguire all'esito positivo di percorsi formativi almeno biennali o per comprovata esperienza nel settore di specializzazione.

3. I percorsi formativi, le cui modalità di svolgimento sono stabilite dal regolamento di cui al comma 1, sono organizzati presso le facoltà di giurisprudenza, con le quali il CNF e i consigli degli ordini territoriali possono stipulare convenzioni per corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista. All'attuazione del presente comma le università provvedono nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

4. Il conseguimento del titolo di specialista per comprovata esperienza professionale maturata nel settore oggetto di specializzazione è riservato agli avvocati che abbiano maturato un'anzianità di iscrizione all'albo degli avvocati, ininterrottamente e senza sospensioni, di almeno otto anni e che dimostrino di avere esercitato in modo assiduo, prevalente e continuativo attività professionale in uno dei settori di specializzazione negli ultimi cinque anni.

5. L'attribuzione del titolo di specialista sulla base della valutazione della partecipazione ai corsi relativi ai percorsi formativi nonché dei titoli ai fini della valutazione della comprovata esperienza professionale spetta in via esclusiva al CNF. Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce i parametri e i criteri sulla base dei quali valutare l'esercizio assiduo, prevalente e continuativo di attività professionale in uno dei settori di specializzazione.

6. Il titolo di specialista può essere revocato esclusivamente dal CNF nei casi previsti dal regolamento di cui al comma 1.

7. Il conseguimento del titolo di specialista non comporta riserva di attività professionale.

8. Gli avvocati docenti universitari di ruolo in materie giuridiche e coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano conseguito titoli specialistici universitari possono indicare il relativo titolo con le opportune specificazioni.

Art. 10.

(Informazioni sull'eserciziodella professione)

1. È consentita all'avvocato la pubblicità informativa sulla propria attività professionale, sull'organizzazione e struttura dello studio e sulle eventuali specializzazioni e titoli scientifici e professionali posseduti.

2. La pubblicità e tutte le informazioni diffuse pubblicamente con qualunque mezzo, anche informatico, debbono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere comparative con altri professionisti, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive.

3. In ogni caso le informazioni offerte devono fare riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale.

4. L'inosservanza delle disposizioni del presente articolo costituisce illecito disciplinare.

Art. 11.

(Formazione continua)

1. L'avvocato ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali e di contribuire al migliore esercizio della professione nell'interesse dei clienti e dell'amministrazione della giustizia.

2. Sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1: gli avvocati sospesi dall'esercizio professionale, ai sensi dell'articolo 20, comma 1, per il periodo del loro mandato; gli avvocati dopo venticinque anni di iscrizione all'albo o dopo il compimento del sessantesimo anno di età; i componenti di organi con funzioni legislative e i componenti del Parlamento europeo; i docenti e i ricercatori confermati delle università in materie giuridiche.

3. Il CNF stabilisce le modalità e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura degli ordini territoriali, delle associazioni forensi e di terzi, superando l'attuale sistema dei crediti formativi.

4. L'attività di formazione svolta dagli ordini territoriali, anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti, non costituisce attività commerciale e non può avere fini di lucro.

5. Le regioni, nell'ambito delle potestà ad esse attribuite dall'articolo 117 della Costituzione, possono disciplinare l'attribuzione di fondi per l'organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale per avvocati.

Art. 12.

(Assicurazione per la responsabilità civilee assicurazione contro gli infortuni)

1. L'avvocato, l'associazione o la società fra professionisti devono stipulare, autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte dal CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi, polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. L'avvocato rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa.

2. All'avvocato, all'associazione o alla società tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell'attività svolta nell'esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di sostituto o di collaboratore esterno occasionale.

3. Degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione è data comunicazione al consiglio dell'ordine.

4. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare.

5. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze sono stabiliti e aggiornati ogni cinque anni dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.

Art. 13.

(Conferimento dell'incarico e compenso)

1. L'avvocato può esercitare l'incarico professionale anche a proprio favore. L'incarico può essere svolto a titolo gratuito.

2. Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale.

3. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all'assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l'intera attività, a percentuale sul valore dell'affare o su quanto si prevede possa giovarsene, non soltanto a livello strettamente patrimoniale, il destinatario della prestazione.

4. Sono vietati i patti con i quali l'avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.

5. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico; a richiesta è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale.

6. I parametri indicati nel decreto emanato dal Ministro della giustizia, su proposta del CNF, ogni due anni, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, si applicano quando all'atto dell'incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse di terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge.

7. I parametri sono formulati in modo da favorire la trasparenza nella determinazione dei compensi dovuti per le prestazioni professionali e l'unitarietà e la semplicità nella determinazione dei compensi.

8. Quando una controversia oggetto di procedimento giudiziale o arbitrale viene definita mediante accordi presi in qualsiasi forma, le parti sono solidalmente tenute al pagamento dei compensi e dei rimborsi delle spese a tutti gli avvocati costituiti che hanno prestato la loro attività professionale negli ultimi tre anni e che risultino ancora creditori, salvo espressa rinuncia al beneficio della solidarietà.

9. In mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi può rivolgersi al consiglio dell'ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione. In mancanza di accordo il consiglio, su richiesta dell'iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell'avvocato in relazione all'opera prestata.

10. Oltre al compenso per la prestazione professionale, all'avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell'interesse del cliente, una somma per il rimborso delle spese forfetarie, la cui misura massima è determinata dal decreto di cui al comma 6, unitamente ai criteri di determinazione e documentazione delle spese vive.

Art. 14.

(Mandato professionale.Sostituzioni e collaborazioni)

1. Salvo quanto stabilito per le difese d'ufficio ed il patrocinio dei meno abbienti, l'avvocato ha piena libertà di accettare o meno ogni incarico. Il mandato professionale si perfeziona con l'accettazione. L'avvocato ha inoltre sempre la facoltà di recedere dal mandato, con le cautele necessarie per evitare pregiudizi al cliente.

2. L'incarico per lo svolgimento di attività professionale è personale anche nell'ipotesi in cui sia conferito all'avvocato componente di un'associazione o società professionale. Con l'accettazione dell'incarico l'avvocato ne assume la responsabilità personale illimitata, solidalmente con l'associazione o la società. Gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico anche verbale, o da un praticante abilitato, con delega scritta.

3. L'avvocato che si fa sostituire o coadiuvare da altri avvocati o praticanti rimane personalmente responsabile verso i clienti.

4. L'avvocato può nominare stabilmente uno o più sostituti presso ogni ufficio giudiziario, depositando la nomina presso l'ordine di appartenenza.

Titolo II >>


Avv Michele Spadaro

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NOTIZIE COLLEGATE
Riforma forense: i regolamenti di attuazione di competenza del Cnf (Tabella agg. al 31.10.2014)

Diritto di difesa, Orlando: nuove norme tutelano anche ai meno abbienti (Consiglio dei ministri approva una schema di decreto legislativo)

Avvocato: oneri, responsabilità e compensi alla luce del D.L. n. 132/2014 (Articolo 14.10.2014 (Laura Biarella) )

Geografia giudiziaria: il Ministero chiarisce la sorte degli ordini forensi (Circolare Ministero 16.09.2014 (Stefano Tangredi) )

Esame di avvocato: correzione degli scritti bocciati da ripetere se manca la motivazione (TAR Calabria-Catanzaro, sez. II, ordinanza 04.09.2014 n° 404 )

Sul patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti di sorveglianza (Articolo 11.08.2014 (Giuseppe Vignera) )

Formazione continua degli avvocati: pubblicato il nuovo regolamento (Consiglio Nazionale Forense, regolamento 16.07.2014 n° 6 )

Riforme forensi: nuove norme su illeciti disciplinari non sono retroattive (Cassazione civile , SS.UU., sentenza 14.07.2014 n° 16068 )

Avvocato, obblighi informativi, domanda originaria, mutamento, violazione (Tribunale Verona, sez. III civile, sentenza 04.07.2014)

Avvocato, difesa, fondatezza, compenso, aumento, spese generali (Tribunale Verona, sez. III civile, sentenza 23.05.2014)

Se la difesa è fondata il compenso dell'avvocato può essere aumentato (Tribunale Verona, sez. III civile, sentenza 23.05.2014 (Simone Marani) )

Nuovi parametri forensi vanno applicati anche a prestazioni già svolte (Tribunale Siena, sez. unica, sentenza 03.04.2014 n° 172 (Jacopo Meini) )

Avvocati: i regolamenti su procedimento disciplinare e Consigli Distrettuali (CNF, comunicato stampa 01.04.2014)

Avvocato specialista: la bozza di regolamento (Decreto Ministero Giustizia, schema di regolamento approvato il 18.03.2014)

Le grandi novità del codice deontologico forense (Articolo 17.03.2014 (Antonino Ciavola) )

Nuovi parametri forensi: le principali novità (CNF, newsletter 11.03.2014 n° 186 )

Parametri forensi: il decreto attuativo in Gazzetta (Decreto Ministero Giustizia 10.03.2014 n° 55 , G.U. 02.04.2014 )

Nuovi parametri forensi: incontro tecnico per l'attuare la riforma forense (Confronto fra Cnf e Ministero della Giustizia sull’approvazione del nuovo decreto)

Procedimento disciplinare forense (Consiglio Nazionale Forense, regolamento 21.02.2014 n° 2 )

Uffici giudiziari, Palazzo Spada: devono rimanere aperti per 5 ore al giorno (Consiglio di Stato , sez. IV, sentenza 20.02.2014 n° 798 (Antonino Galletti) )

Nuovo Codice Deontologico Forense: il testo e la scheda tecnica (CNF, comunicato stampa 19.02.2014)

Codice deontologico forense: il CNF approva il nuovo testo (Comunicato CNF 04.02.2014)

Elezione dei componenti dei Consigli distrettuali di disciplina (Consiglio nazionale Forense, regolamento 31.01.2014 n° 1 )

Cassa forense: il regolamento attuativo della nuova legge professionale (Cassa Forense, regolamento 31.01.2014 (Giuseppina Mattiello) )

Codice deontologico forense (IL TESTO PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE)

Riforma forense, Conferenza Avvocatura: le conclusioni del gruppo di lavoro (Conferenza Nazionale Avvocatura, 17.01.2014 (Barbara Lorenzi) )

Braccianti agricoli 2013: compilazione degli elenchi nominativi (INPS , circolare 10.01.2014 n° 1 )

Ddl Processo civile: Cnf esprime radicale dissenso sul provvedimento (CNF, comunicato stampa 18.12.2013)

La nuova riforma forense: novità già vigenti e indicazioni sui prossimi decreti attuativi (Seminario accred. 4h CNF validi per le materie obbligatorie, in Roma il 14.12.2013)

Avvocati mediatori: il Ministero nega la riserva di formazione per CNF (Circolare Ministero Giustizia 09.12.2013)

Suggerimenti per (ben) redigere i pareri alle prove d'esame di Avvocato (Articolo 18.11.2013 (Luca Cestaro) )

Avvocato può essere presidente di un CdA, se non ha poteri di gestione (Cassazione civile , SS.UU., sentenza 18.11.2013 n° 25797 (Riccardo Bianchini) )

Parametri forensi: Palazzo Spada dice sì al decreto attuativo (Consiglio di Stato , sez. Consultiva per gli Atti Normativi, parere 24.10.2013 n° 4514 (Alessandro Ferretti) )

Sostituzione dell'avvocato in udienza? Basta la delega orale (CNF, parere 23.10.2013)

Processo penale, spese forfettarie, liquidazione, nuove tariffe, applicabilità (Cassazione penale , sez. II, sentenza 22.10.2013 n° 43143 )

Procedimento disciplinare avvocati: CNF invia bozza di regolamento a ordini (CNF, comunicato stampa 15.10.2013)

Organizzazione e responsabilità del professionista legale (Articolo di Claudio Scognamiglio 04.10.2013)

Esame avvocato: riforma forense impone l’obbligo di motivazione su elaborati (TAR Campania-Salerno, sez. I, ordinanza 20.09.2013 n° 1039 (Alfredo Matranga) )

Ordini forensi minori: chiusura rinviata al 31 dicembre 2014 (Circolare Ministero Giustizia 12.09.2013)

Società tra avvocati, Alpa: scaduto termine per delega, Governo intervenga (CNF, comunicato stampa 30.08.2013)

Parametri forensi: incontro tra CNF e Ufficio legislativo Ministero della Giustizia (CNF, comunicato stampa 06.08.2013)

Tirocinio forense: non è possibile anticipare un semestre durante università (Tale modalità è differita al 2° anno successivo all’entrata in vigore della riforma forense)

Antitrust: avvia istruttoria verso Consiglio forense su tariffe minime (News 25.07.2013)

Assicurazione obbligatoria per avvocati: CNF illustra gli sviluppi (Allo studio l'ipotesi di polizze collettive)

GIUSTIZIA NEL D.L. FARE: LE TAVOLE SINOTTICHE (Tavole sinottiche 24.06.2013 (Giuseppe Buffone) )

Avvocato, sanzione disciplinare, legge più favorevole, retroattività, inapplicabilità (Cassazione civile , SS.UU., sentenza 17.06.2013 n° 15120 )

Mediazione obbligatoria, Alpa esprime sconcerto per la reintroduzione (Avvocatura: forti criticità delle norme in materia di giustizia)

Tirocinio forense: cosa cambia con la nuova legge professionale (CNF, circolare 07.06.2013 n° 11 )

Ieri la Spagna, oggi la Romania. E domani? (Ma di una seria riforma dell'accesso alla professione forense non se ne parla (Renato Savoia) )

Avvocati e dipendenti pubblici part-time? Norma regionale illegittima (Corte Costituzionale , sentenza 22.05.2013 n° 91 (Alessandro Ferretti) )

Alpa a Cancellieri: attuare il nuovo ordinamento professionale forense (CNF, comunicato stampa 21.05.2013)

Dipendente pubblico, anche part-time, non può far l’avvocato (Cassazione civile , SS.UU., sentenza 16.05.2013 n° 11833 (Manuela Rinaldi) )

Sportello del cittadino istituito dal Cnf: aspetti di illegittimità interna e comunitaria (Articolo 16.05.2013 (Maurizio Perelli) )

Marketing, pubblicità e qualità negli studi legali (Articolo 15.05.2013 (Anna Tacente) )

Società tra professionisti: un'analisi ragionata della nuova figura giuridica (Articolo 14.05.2013 (Carlo Rombolà) )

Camere penali iscritte nell’elenco delle Associazioni specialistiche (CNF, comunicato 19.04.2013)

Giustizia trasparente: l’Avvocatura istituisce lo Sportello del cittadino (CNF, comunicato 19.04.2013)

Formazione forense: istituito l’elenco delle associazioni specialistiche (Organizzeranno con gli Ordini i corsi per l’acquisizione del titolo di avvocato specialista)

Specializzazioni forensi: la bozza di regolamento (CNF, bozza regolamento 22.03.2013)

Avvocati, Alpa: alta qualificazione come messaggio di autonomia e indipendenza (CNF, comunicato 14.03.2013)

Avvocati-amministratori di condominio: ancora dubbi sulla compatibilità (Articolo 27.02.2013 (Maurizio Perelli) )

Avvocato-amministratore di condominio, Cnf: non sussiste incompatibilità (Consiglio Nazionale Forense, parere 20.02.2013)

CNF: nasce lo Sportello del cittadino, consulenza gratuita (Consiglio Nazionale Forense, bozza regolamento 14.02.2013)

Riforma forense: le priorità attuative del CNF (CNF, circolare 14.02.2013 n° 5 )

Avvocati: al via l'obbligo di iscrizione alla Cassa. A breve il regolamento (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, comunicato 11.02.2013)

Riforma Forense: le FAQ del Cnf (Consiglio Nazionale Forense, FAQ 04.02.2013)

Giustizia: le dieci domande dell'OUA alla politica (OUA, documento 28.01.2013)

Riforma forense: le prossime tappe (News 23.01.2013)

Riforma forense, Oua: per attuazione necessario dialogo con tutta l'avvocatura (OUA, comunicato stampa 22.01.2013)

Riforma forense: la circolare esplicativa del Cnf (CNF, comunicato stampa 22.01.2013)

Riforma Forense. Come cambia la professione di avvocato (Legge n. 247/2012) (SCARICA GRATUITAMENTE L'EBOOK (Maria Morena Ragone, Fabrizio Sigillò) )

Nuova Legge Forense: un primo approfondimento (Articolo 19.01.2013 (Antonino Ciavola) )

Riforma forense: under 50 penalizzati da logiche logore, vessatorie e masochistiche (Articolo 19.01.2013 (Marco Bona) )

Auguri di buon anno e prime riflessioni sulla riforma forense (Il messaggio del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma)

Compensi degli avvocati: le 10 novità previste nella semi-riforma forense (Articolo 03.01.2013 (Andrea Bulgarelli) )

Riforma forense - Titolo III: Organi e funzioni degli ordini forensi (Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013 )

Riforma forense - Titolo VI: Delega al Governo e disposizioni transitorie e finali (Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013 )

Riforma forense - Titolo IV: Accesso alla professione forense (Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013 )

Riforma forense - Titolo II: Albi, elenchi e registri (Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013 )

Riforma forense - Titolo V: Il procedimento disciplinare (Legge 31.12.2012 n° 247 , G.U. 18.01.2013 )

Riforma Forense: in corso la votazione finale al Senato (News 21.12.2012)

Riforma forense, Alpa: una legge per la crescita del Paese (CNF, comunicato 21.12.2012)

Riforma forense: prevista approvazione finale in Aula mercoledì 19 (Via libera da Commissione Senato)

Giustizia: Alpa (Cnf), occorre approvare subito riforma forense (News 06.12.2012)

Crisi economica, Alpa: avvocato garantisce comunque democrazia solidale (Il Presidente del Cnf apre a Bari il XXXI Congresso nazionale forense)

Consiglio Nazionale Forense (CNF, scheda 22.11.2012)

Accesso alla professione forense, Oua: soddisfatti per la proposta Severino (OUA, comunicato 21.11.2012)

Riforma forense al Senato: almeno due sono gli evidenti vizi di costituzionalità (Articolo 20.11.2012 (Maurizio Perelli) )

Congresso forense, Alpa: l'Avvocatura è presidio di democrazia solidale (CNF, lettera del presidente 19.11.2012)

Riforma forense, la protesta degli studenti: no a nuove barriere all’accesso (News 15.11.2012)

Riforma forense, Alpa in audizione al Senato: i tempi della legislatura stringono (CNF, comunicato 14.11.2012)

Riforma forense: Guido Alpa illustra le novità (CNF, lettera 07.11.2012)

Riforma forense: attenti agli ostacoli costituzionali! (Articolo 03.11.2012 (Maurizio Perelli) )

Riforma forense: sì della Camera. Cnf soddisfatto (CNF, comunicato 31.10.2012)

Esame di avvocato senza codici commentati: gli effetti della riforma forense (News 31.10.2012)

Riforma forense: riprende oggi iter alla Camera (News 24.10.2012)

Riforma forense, Mascherin (Cnf): bene il lavoro congiunto Parlamento-Governo (CNF, comunicato 10.10.2012)

Riforma forense, Oua: bene su divieto soci di puro capitale e riserva consulenza (OUA, comunicato 10.10.2012)

Nuovo sciopero avvocati il 23 ottobre su taglia-tribunali, tariffe, filtro, mediazione (OUA, comunicato 05.10.2012)

Riforma forense, Alpa: la Camera approvi la legge senza modifiche e ritardi (CNF, comunicato 20.09.2012)

Riforma forense (Mappa agg. al 28.11.2010)

Guido Alpa: La riforma della professione sia approvata anche alla Camera (Consiglio Nazionale Forense, comunicato 25.11.2010)

Praticanti avvocati: approvato l'emendamento che prevede il compenso (Articolo 25.11.2010)

La riforma forense rafforza la qualificazione e tutela l’affidamento dei cittadini (Consiglio Nazionale Forense, comunicato 23.11.2010)

La riforma dell'ordinamento forense: video intervista al Prof. Alpa (2a parte) (Videointervista al prof.Guido Alpa dal 13.07.2009)

Accesso alla professione forense: riforma sì ma non nel segno del vecchio modello (Articolo 20.04.2009 (Marco Bona) )


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