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Procedure di immigrazione per ricercatori extracomunitari
Circolare Ministero Interno 25.06.2009 n° 3163 (Andrea Costa)

Con la circolare del 25 giugno 2009, n. 3163, il Ministero dell’Interno ha chiarito le nuove modalità di presentazione delle domande per l’ingresso in Italia dei ricercatori, ai sensi dell’articolo 27-ter del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico per l’Immigrazione, d’ora in avanti T.U.I.). A partire dal 1° luglio 2009, è infatti attiva un’apposita procedura informatizzata per la presentazione dell’istanza di nulla osta allo sportello Unico per l’Immigrazione.

Si è definito così l’intero processo amministrativo inteso ad agevolare l’ingresso in Italia dei “cervelli” provenienti da Paesi terzi, condizione necessaria per il miglioramento della competitività delle economie moderne.

Ingresso e soggiorno in Italia dei ricercatori extracomunitari

Se per la generalità dei lavoratori extracomunitari l’ingresso in Italia è consentito nell’ambito di specifiche quote definite annualmente con decreto, l’ingresso ed il soggiorno per ricerca scientifica non è assoggettato ad alcun contingentamento. Difatti, nel rispetto di determinate condizioni previste dalla legge, i ricercatori extracomunitari possono prestare attività di ricerca in Italia come lavoratori subordinati, autonomi o con borsa di addestramento, per periodi superiori a tre mesi senza dover rientrare nei flussi.

La disciplina applicabile è dettata dal D.Lgs. 9 gennaio 2008, n. 17, emanato in attuazione della direttiva 2005/71/CE del Consiglio del 12 ottobre 2005 (in G.U.U.E. del 3 novembre 2005, n. L. 289), che ha aggiunto al T.U.I. l’articolo 27-ter, rubricato “Ingresso e soggiorno per ricerca scientifica”. Tale previsione trova origine nelle politiche dell’Unione europea orientate ad allargare al massimo lo spazio europeo della ricerca, favorendo l’interscambio culturale tra i ricercatori comunitari non, con l’obiettivo di far diventare l’Unione europea l’economia della conoscenza più grande e dinamica del mondo.

L’articolo 27-ter del T.U.I. trova applicazione ai ricercatori extracomunitari di qualsiasi nazionalità che siano in possesso di un titolo di istruzione superiore che, nel Paese in cui è stato conseguito, consenta l’accesso a programmi di dottorato (d’ora in avanti ricercatori). Tali lavoratori possono svolgere attività di ricerca presso istituti di ricerca (siano essi università o diversi enti di ricerca) e, compatibilmente con le disposizioni statutarie e regolamentari dell’istituto, attività di insegnamento, purché collegata al progetto di ricerca.

Per l’ottenimento del permesso di soggiorno, l’articolo 27-ter del T.U.I. richiede il rispetto di una serie di condizioni. Innanzitutto è necessario che il ricercatore venga selezionato da un istituto di ricerca iscritto nell’apposito elenco tenuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, istituito in data 11 aprile 2008 con decreto, e pubblicato sulla G.U. n. 102 del 2 maggio 20081.

E’ inoltre disposto che tra il singolo ricercatore e l’istituto di ricerca si stipuli un’apposita convenzione di accoglienza, che stabilisca il rapporto giuridico e le condizioni di lavoro del ricercatore, e che contenga inderogabilmente tutti gli elementi indicati nel comma 3 dell’articolo 27-ter del T.U.I. Occorre dunque, da un lato, indicare il progetto di ricerca approvato dagli organi di amministrazione dell’istituto di ricerca2 e l’impegno del ricercatore a realizzarlo, e, dall’altro, riportare l’impegno dell’istituto di ricerca ad accogliere il ricercatore, ad assicurare il rapporto giuridico e le condizioni di lavoro previste, a corrispondere risorse mensili pari ad almeno il doppio dell’assegno sociale, a sostenere le spese per il viaggio di ritorno, a stipulare un’apposita polizza assicurativa per malattia per il ricercatore ed i suoi familiari e a provvedere all’iscrizione al Servizio sanitario nazionale.

Il permesso di soggiorno per ricerca scientifica

Analogamente a quanto accade per la generalità dei lavoratori extracomunitari chiamati in Italia per svolgere la propria prestazione lavorativa, l’attività di ricerca in Italia per periodi superiori a 3 mesi è consentita solo dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno.

La procedura prevista per il rilascio del permesso di soggiorno per ricerca scientifica, prevista dallo stesso articolo 27-ter del T.U.I., richiede il preliminare ottenimento del nulla osta e del visto di ingresso.

Il primo step della procedura è individuato dal comma 4 dell’articolo 27-ter del T.U.I., che richiede la presentazione da parte dell’istituto di ricerca di un’apposita istanza di nulla osta allo Sportello Unico per l’immigrazione (d’ora in avanti Sportello Unico) presso la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo competente per il luogo in cui si svolge il programma di ricerca. Come confermato dalla circolare del Ministero dell’Interno del 25 giugno 2009, n. 3163, dal 1° luglio 2009 è attiva un’apposita procedura informatizzata per la presentazione delle domande relative all’ingresso per ricerca scientifica, da effettuarsi attraverso il sito internet del Ministero (www.interno.it)3. Successivamente alla presentazione dell’istanza, l’istituto di ricerca, convocato dallo Sportello Unico, è chiamato a produrre il proprio attestato di iscrizione nell’elenco del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e copia autentica della convenzione di accoglienza. Verificata la completezza della documentazione consegnata, e ottenuto il parere positivo dalla questura4 (ma non anche della Direzione provinciale del lavoro, come comunemente accade in altre fattispecie), lo Sportello Unico rilascia il nulla osta5.

Il secondo step prevede che, entro sei mesi dalla data di consegna del nulla osta, il ricercatore sia tenuto a richiedere alla rappresentanza diplomatica italiana competente il rilascio del visto di ingresso. Si rileva come, ai sensi del comma 6 dell’articolo 27-ter del T.U.I., il rilascio del visto debba avvenire prioritariamente rispetto alle altre tipologie di visto, a conferma della previsione di una “corsia” preferenziale per l’ingresso dei ricercatori in Italia rispetto ad altre tipologie di lavoratori.

Come terzo ed ultimo step è stabilito che il ricercatore, una volta entrato in Italia, si presenti allo Sportello Unico per richiedere il permesso di soggiorno. In tale occasione il ricercatore ritira il modello 209 e lo consegna all’Ufficio Postale abilitato per avviare l’iter procedurale di rilascio del permesso di soggiorno6.

In caso di proroga del programma di ricerca, il permesso di soggiorno viene rinnovato per una durata pari alla proroga, previa presentazione del rinnovo della convenzione di accoglienza. Con l’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza”, approvato in data 2 luglio 2009, per la richiesta del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno verrà inoltre richiesto un contributo variabile tra gli 80 ed i 200 euro.

Nel particolare caso in cui il ricercatore sia già regolarmente soggiornante sul territorio nazionale ad altro titolo, ad eccezione di quello per richiesta di asilo e di protezione temporanea, il permesso di soggiorno può essere rilasciato senza dover richiedere il visto, essendo sufficiente l’ottenimento del nulla osta (in questo caso non è prevista la richiesta di parere alla questura competente).

Mobilità dei ricercatori extracomunitari in Europa

Al fine di agevolare la mobilità dei ricercatori all’interno dell’Unione europea, l’ultimo comma dell’articolo 27-ter del T.U.I. prevede che il lavoratore extracomunitario, già ammesso come ricercatore da un altro Stato europeo, possa proseguire in Italia le proprie ricerche, per un periodo inferiore ai tre mesi, senza dover richiedere il visto di ingresso, o il permesso di soggiorno. Entro otto giorni dall’ingresso in Italia, il ricercatore è tenuto unicamente a presentare allo Sportello Unico una comunicazione dell’istituto di ricerca italiano, mediante l’utilizzo dell’apposito modulo informatico.

Una volta ricevuta tale comunicazione, lo Sportello Unico provvede a convocare il ricercatore per acquisire la copia autentica della convenzione stipulata nello Stato estero nella quale si evidenzi, tra l’altro, lo svolgimento della ricerca in Italia e la disponibilità delle risorse, nonché la previsione di una polizza di assicurazione sanitaria valida per il periodo di permanenza sul territorio nazionale e la dichiarazione dell’istituto di ricerca italiano presso cui svolgerà l’attività di ricerca.

Qualora il ricercatore dovesse trattenersi per più di tre mesi, trova applicazione l’ordinaria procedura di cui ai commi 4 e 7 dell’articolo 27-ter del T.U.I. e deve essere stipulata una nuova convenzione con l’istituto di ricerca italiano. Il comma 11 dell’articolo 27-ter del T.U.I. dispone che in attesa del rilascio del permesso di soggiorno è consentito al ricercatore svolgere l’attività di ricerca.

Familiari al seguito

L’ingresso ed il soggiorno in Italia dei ricercatori è ulteriormente favorito dalla possibilità di richiedere il nulla osta al ricongiungimento familiare, ai sensi e alle condizioni previste dall’articolo 29 del T.U.I., indipendentemente dalla durata del permesso di soggiorno del ricercatore. Ai familiari è rilasciato un permesso di soggiorno di durata pari a quello del ricercatore, ai sensi del comma 8 dell’articolo 27-ter del T.U.I., rinnovabile assieme a quest’ultimo.

La procedura prevede la presentazione dell’istanza del nulla osta al ricongiungimento familiare allo Sportello Unico competente. Ottenuto il nulla osta è possibile richiedere il visto di ingresso per motivi familiari presso la rappresentanza diplomatica o consolare italiana nello Stato di origine.

Qualora entro novanta giorni dalla richiesta del nulla osta, lo Sportello Unico non abbia provveduto a comunicare alcuna decisione, i familiari del lavoratore possono richiedere il visto alla rappresentanza italiana all’estero, esibendo direttamente copia degli atti presentati allo Sportello Unico, da cui risulti la data di presentazione della domanda.

Procurato il visto, ed entro otto giorni dall’ingresso in Italia, i familiari devono presentarsi allo Sportello Unico, e richiedere il permesso di soggiorno alla questura da un ufficio postale abilitato.

(Altalex, 31 luglio 2009. Nota di Andrea Costa)

Appendice

Procedura di ingresso e soggiorno per ricerca scientifica per periodi superiori a 3 mesi

Adempimento

Paese

Istituzione di competenza

Validità

Annotazioni e documentazione di supporto

1

Stipula convenzione di accoglienza

Italia

Istituto di ricerca italiano

Variabile

1. Progetto approvato dagli organi di amministrazione dell’istituto

2

Istanza di nulla osta al lavoro


Italia

Sportello Unico dell’Immigrazione competente

Durata del programma di ricerca

1. Utilizzo della procedura telematica

2. Attestato di iscrizione dell’istituto di ricerca nell’apposito elenco

3. Copia autentica della convenzione di accoglienza

4. Parere favorevole della questura

3

Visto di ingresso

Stato di origine

Rappresentanza diplomatica o consolare italiana

Variabile

1. Nulla osta

2. Passaporto

4

Permesso di soggiorno

Italia

Sportello Unico competente

Durata del programma di ricerca

1. Modulo di richiesta (Modello 209) e presentazione del kit alle poste abilitate

2. Copia integrale del passaporto con visto

3. 4 foto formato tessera

4. Pagamento della tassa

5

Proroga nulla osta

Italia

Sportello Unico

Variabile

1. Rinnovo della convenzione di accoglienza

2. Permesso di soggiorno di cui si chiede la proroga in originale

6

Rinnovo del permesso di soggiorno

Italia

Questura competente

Proroga del programma di ricerca

1. Rinnovo della convenzione di accoglienza

2. Permesso di soggiorno di cui si chiede la proroga in originale

3. Proroga del nulla osta (in copia)

4. Passaporto (in copia)

5. 4 foto formato tessera

6. Pagamento della tassa

_______________

1 L’iscrizione nell’elenco è valida per cinque anni.

2 Gli organi di amministrazione dell’ente di ricerca sono chiamati a valutare l’oggetto della ricerca, i titoli in possesso del ricercatore (certificati con una copia autenticata del titolo di studio) e la disponibilità delle risorse finanziarie per la sua realizzazione

3 Dal sito del Ministero è possibile registrare l’utente, compilare la modulistica e inviare le domande. Sino al 30 giugno 2009, in assenza di un’apposita procedura di presentazione dell’istanza, si è fatto riferimento alle procedure di richiesta di rilascio del nulla osta previste per le fattispecie di cui alla lettera c), comma 1, dell’articolo 27 del T.U.I., come chiarito dalla circolare del Ministero dell’Interno del 13 maggio 2008, n. 2198.

4 Il parere della questura verte sull’insussistenza di motivi ostativi all’ingresso dello straniero nel territorio nazionale.

5 Qualora si dovesse procedere al diniego del nulla osta, la convenzione di accoglienza decadrebbe automaticamente.

6 La validità del permesso di soggiorno non può eccedere la durata del programma di ricerca; in ogni caso il permesso di soggiorno deve avere una durata superiore ai tre mesi.






MINISTERO DELL'INTERNO, Circolare 25 giugno 2009, n. 3163

...omissis...

Oggetto: Istanze di nulla osta per ricerca scientifica ai sensi dell'articolo 27 ter D.Lgs. n. 286/98.

Di seguito alla circolare n. 2198 del 13 maggio 2008 concernente l'avvio delle modalità di trasmissione esclusivamente telematica delle istanze di nulla osta ai sensi dell'articolo 27, T.U. Immigrazione, si informa che, a partire dall' 1 luglio p.v., sarà attiva anche la procedura informatizzata per la presentazione delle domande relative all'ingresso per ricerca scientifica ai sensi dell'articolo 27 ter del Testo Unico per l'Immigrazione.

Le procedure per la registrazione dell'utente, per la compilazione della modulistica e per l'invio delle domande - rinvenibili sul sito internet (www.interno.it) - sono identiche a quelle già da tempo in uso e l'utenza potrà sempre far ricorso al servizio di help desk accessibile tramite il sito di questo Ministero o, direttamente, alla pagina https://nullaostalavoro.interno.it.

L'ARTICOLO 27 TER - ELEMENTI DISTINTIVI

Le nuove disposizioni concernenti l'ingresso ed il soggiorno per ricerca scientifica sono state emanate in ottemperanza ad una direttiva comunitaria (2005/71/CE) che ha inteso uniformare la materia in tutto il territorio dell'Unione.

Soggetti beneficiari. L'articolo 27 ter consente l'ingresso ai cittadini non comunitari in possesso di un titolo di studio superiore, che nel Paese dove è stato conseguito dia accesso a programmi di dottorato. La selezione del ricercatore spetta all' università o all' istituto di ricerca presso cui il programma deve essere svolto.

Elenco degli istituti di ricerca. Il programma di ricerca può essere svolto soltanto presso un'Università o istituto di ricerca già iscritti nell'apposito elenco tenuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca (consultabile dalla seguente pagina internet: https://loginmiur.cineca.it/elencoistituti/front.php/home.html). Le modalità per l'iscrizione, rinvenibili nella medesima pagina internet, sono state disciplinate con decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca in data 11 aprile 2008, pubblicato sulla G.U. n.102 del 2 maggio 2008. L'iscrizione nell'elenco è valida per cinque anni.

Convenzione di accoglienza. L'istituto di ricerca è tenuto a stipulare, con ciascun ricercatore, una convenzione (il cui schema, rinvenibile nella già citata pagina internet del Ministero dell'Università e della Ricerca, ad ogni buon fine si allega in copia ) nella quale siano previsti, inderogabilmente, gli elementi contenuti nel comma 3 dell'articolo 27 ter:

  • Il progetto di ricerca approvato dagli organi di amministrazione dell'istituto, previa valutazione dell'oggetto della ricerca stessa e dei titoli in possesso del ricercatore;
  • L'impegno del ricercatore a realizzare il progetto approvato nonché quelli dell' istituto di ricerca volti ad accogliere il ricercatore, ad assicurare il rapporto giuridico e le condizioni di lavoro previste, a corrispondere risorse mensili pari ad almeno il doppio dell'assegno sociale, a sostenere le spese per il viaggio di ritorno, a stipulare una polizza assicurativa per malattia per il ricercatore ed i suoi familiari ed, infine, a provvedere alla loro iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Il rapporto con il ricercatore può assumere la forma di lavoro subordinato, di lavoro autonomo o borsa di addestramento alla ricerca, corrisposta da un istituto di ricerca o da una Università anche stranieri.

La convenzione di accoglienza decade automaticamente nel caso di diniego al rilascio del nulla osta.

Istanza di nulla osta e procedimento. L'istituto di ricerca presenta istanza di nulla osta allo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo competente per il luogo ove si svolge il programma di ricerca, utilizzando le citate modalità informatiche. Successivamente, previa convocazione da parte dello Sportello Unico, produrrà l'attestato di iscrizione all'elenco tenuto dal MIUR e copia autentica della convenzione di accoglienza. Lo Sportello, acquisito dalla Questura il parere sulla insussistenza di motivi ostativi all'ingresso dello straniero nel territorio nazionale e verificata la completezza della documentazione consegnata, rilascia il nulla osta. Non è richiesto il parere della Direzione Provinciale del Lavoro, tuttavia è sempre possibile che, nel caso in cui l'ingresso per ricerca sia finalizzato alla stipula di un contratto di lavoro subordinato, nell'ambito del piano di controlli delle autocertificazioni previsto dal DPR 445/2000, l'ispettorato accerti la corrispondenza delle condizioni di lavoro dichiarate con l'attività effettivamente prestata. Ottenuto il visto d'ingresso da parte della rappresentanza diplomatica competente, il ricercatore si presenta presso lo Sportello Unico per ritirare il modello 209 (richiesta di permesso di soggiorno), il quale verrà consegnato dallo stesso all' Ufficio Postale per avviare l'iter procedurale di rilascio del permesso di soggiorno. Tale titolo di soggiorno è richiesto e rilasciato per la durata del programma di ricerca e consente lo svolgimento dell'attività indicata nella convenzione di accoglienza (lavoro subordinato, lavoro autonomo o borsa di addestramento alla ricerca).

Inizio del programma di ricerca e attività di insegnamento. La ricerca è consentita anche in attesa del rilascio del permesso di soggiorno. Inoltre, il ricercatore titolare del permesso di soggiorno è ammesso all'attività di insegnamento purché collegata al progetto di ricerca oggetto della convenzione e compatibile con le disposizioni statutarie e regolamentari dell'istituto di ricerca.

Ricongiungimento familiare. La possibilità di richiedere un nulla osta al ricongiungimento familiare è consentita al ricercatore, indipendentemente dalla durata del suo permesso di soggiorno, ai sensi e alle condizioni previste dall'articolo 29 del Testo Unico. Ai familiari è rilasciato un permesso di soggiorno di durata pari a quello del ricercatore.

*****

Ricercatore presente in Italia ad altro titolo. La richiesta di nulla osta alla ricerca può essere presentata anche a favore di un cittadino non comunitario regolarmente soggiornante sul territorio nazionale ad altro titolo diverso da quello per richiesta di asilo o di protezione temporanea. In tale ipotesi, non è prevista la richiesta di parere alla Questura né il rilascio di un visto di ingresso.

Ricercatore ammesso in altro Stato dell'Unione Europea. Lo straniero ammesso come ricercatore in uno Stato appartenente all'Unione Europea può fare ingresso in Italia senza necessità del visto per proseguire la ricerca già iniziata nell'altro Stato, secondo le modalità sotto specificate:

- per soggiorni fino a tre mesi, il nulla osta di cui al comma 4 è sostituito da una comunicazione da effettuare allo Sportello Unico per 1' Immigrazione, utilizzando l'apposito modulo informatico. Ricevuta la comunicazione, lo Sportello Unico prowederà a convocare il ricercatore per 1' acquisizione della copia autentica della convenzione stipulata in altro Stato ( che preveda lo svolgimento della ricerca in Italia e la disponibilità delle risorse ), nonché la polizza di assicurazione sanitaria e la dichiarazione dell'istituto presso cui si svolgerà sul territorio nazionale 1' attività di ricerca;

- per periodi superiori a tre mesi, occorre invece il rilascio del nulla osta, con le modalità sopra descritte, subordinato alla stipula della convenzione di accoglienza con l'università o con l'istituto di ricerca con sede in Italia.

Le SS. LL sono invitate ad informare i rispettivi Dirigenti degli Sportelli Unici e a dare la più ampia diffusione alle indicazioni sopra riportate coinvolgendo, eventualmente, anche le università e gli istituti di ricerca aventi sede nei rispettivi territori.

Nel rimanere a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, si comunica che le informazioni eventualmente necessarie potranno essere richieste al dr. Nicola Di Matteo (e-mail nicola.dimatteo@interno.it).

IL DIRETTORE CENTRALE


avv Giulia Turchetti

Successioni e famiglia, recupero crediti. Domiciliazioni Foro di Rovigo.


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