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Fax, prova, legittimità, raccomandata, necessità, insussistenza
Consiglio di Stato , sez. VI, decisione 19.06.2009 n° 4151

In forza dell'art. 43, comma 6, D.P.R. n. 445 del 2000, un fax deve presumersi giunto al destinatario quando il rapporto di trasmissione indica che questa è avvenuta regolarmente, senza che colui che ha inviato il messaggio debba fornire alcuna ulteriore prova.

(Fonte: Altalex Massimario 29/2009. Cfr. nota di Adolfo Liarò)






Consiglio di Stato

Sezione VI

Decisione 19 giugno 2009, n. 4151

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la seguente

DECISIONE

sui ricorsi riuniti in appello nn. 1131/2009 e 1132/2009, proposti rispettivamente:

1) ric. n. 1131/2009 da C. M., rappresentato e difeso dall’Avv. G. Vescuso con domicilio eletto in Roma via Savoia n. 33;

contro

B. P., non costituitosi;

e nei confronti di

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, CONSIGLIO NAZIONALE DEI GEOMETRI, F. G., COLLEGIO DEI GEOMETRI DI LUCERA, COMMISSIONE EX ART. 11 DEL D.L.VO N. 382/1944, tutti non costituitisi;

COLLEGIO DEI GEOMETRI DI MONZA E DELLA BRIANZA rappresentato e difeso dall’Avv. Guido F. Romanelli con domicilio eletto in Roma via Cosseria n. 5, presso Guido F. Romanelli;

M. F., rappresentato e difeso dall’Avv. Nicola Di Medugno con domicilio eletto in Roma via Pompei n.13, presso l’Avv. Angioletto Calandrini;

per l'annullamento

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sede di Roma, Sez. III Quater n.10477/2008

2) ric. n. 1132/2009 da C. M., rappresentato e difeso dall’Avv. G. Vescuso con domicilio eletto in Roma via Savoia n. 33;

contro

B. P., rappresentato e difeso dagli Avv.ti G. Greco e Guido F. Romanelli con domicilio eletto in Roma via Cosseria n. 5, presso lo studio del secondo;

e nei confronti di

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, CONSIGLIO NAZIONALE DEI GEOMETRI, COMMISSIONE EX ART. 11 DEL D.L.VO N. 382/1944, F. G., COLLEGIO DEI GEOMETRI DI MONZA E DELLA BRIANZA, tutti non costituitisi;

M. F., rappresentato e difeso dall’Avv. Nicola Di Modugno con domicilio eletto in Roma via Pompei n.13, presso l’Avv. Angioletto Calandrini;

per l'annullamento

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sede di Roma, Sez. III Quater n.10476/2008.

Visti gli atti di appello con i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti intimate;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Alla pubblica udienza del 7 aprile 2009, relatore il Consigliere Roberto Garofoli ed uditi, altresì, gli avvocati Vescuso, Franzin per delega di Romanelli, e Di Medugno;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO

Con sentenza n. 10476/2008, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso principale e quello incidentale rispettivamente presentati da P.B. e da F.M. avverso, tra l'altro, il verbale dell'8 febbraio 2008 con il quale la Commissione ex art. 11 decreto luogotenenziale n. 382 del 1944 ha disposto la sospensione della seduta per non esaustività della documentazione pervenuta dai Collegi di Ferrara, Lucera, Monza e Napoli e del verbale del 14 marzo 2008 con il quale è stato accertato il risultato delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale dei Geometri.

Con sentenza n. 10477/2008, lo stesso Tribunale ha accolto il ricorso principale e quello incidentale rispettivamente presentati dal Collegio dei geometri di Monza e della Brianza e da F.M. avverso, tra l'altro, il verbale del 14 marzo 2008 con cui la Commissione ex art. 11 del D. Lvo Lgt n. 382/1944 ha accertato il risultato delle elezioni per il Consiglio Nazionale dei Geometri con la proclamazione degli eletti, nella parte in cui non ha ritenuto validi i voti espressi dal Collegio dei Geometri della Provincia di Monza e della Brianza ed ha approvato una graduatoria da cui è stato escluso il geom. P.B..

Nel dettaglio, sono stati impugnati in primo grado gli atti relativi all'elezione del Consiglio nazionale dei Geometri nella parte in cui non sono stati assegnati voti in favore del geometra B.; è stata impugnata, inoltre, la nota del Ministero della giustizia contenente direttive in tema di procedimento elettorale.

In fatto, il Collegio della provincia di Monza e della Brianza ha partecipato alle elezioni indette ai sensi dell'articolo 11 del D. Lgs.vo n. 382 del 1944, assegnando 5 voti in favore del candidato geometra P.B., trasmettendo contestualmente - via fax - l'esito di detta votazione.

La commissione ministeriale cui tale comunicazione è stata inviata ha tuttavia ritenuto inadeguata la documentazione ricevuta dai Collegi di Lucera, Ferrara, Monza e Napoli; ha, quindi, sospeso la seduta e invitato i Presidenti dei Collegi sopra citati a far pervenire entro e non oltre il 20 febbraio 2008 il plico sigillato contenente copia conforme del verbale della seduta del Collegio contenente l'avvenuta designazione, unitamente al questionario originale e alla ricevuta di spedizione della relativa raccomandata.

Il Collegio della provincia di Monza e Brianza ha ottemperato a tale richiesta con nota del 13 febbraio 2008 accompagnata da invio, a mezzo fax, della documentazione richiesta.

Nella seduta del 14 marzo 2008, la Commissione ministeriale, ribadito che, in forza dell'art. 6, co. 2, legge n. 412/1991, le comunicazioni avrebbero dovuto essere inoltrate a mezzo raccomandata, ha ritenuto non validi i voti espressi nel Collegio ricorrente.

In luogo del geometra B., cui sono stati assegnati 34 voti invece dei 39 spettantigli, è stato proclamato eletto il geometra M. del Collegio dei geometri di Lucera; i geometri F. e C. hanno ottenuto una posizione più elevata.

Con le sentenze richiamate, il primo giudice si è espresso per la legittimità dell'inoltro dei risultati delle elezioni svoltesi nei singoli Collegi tramite il fax anziché tramite raccomandata: tanto in applicazione dell'art. 43, D.P.R. 25 dicembre 2000, n. 445, con il cui disposto configgerebbe la direttiva con cui il Ministero della giustizia ha invitato i singoli Collegi ad inoltrare il risultato elettorale a mezzo posta.

Insorge l'appellante sostenendo l'erroneità della sentenze di cui chiede l'annullamento.

All'udienza del 7 aprile 2009 le cause sono state trattenuta per la decisione.

Motivi della decisione

Va preliminarmente disposta la riunione dei due ricorsi, attesa l'assoluta identità delle questioni involte.

I ricorsi, così riuniti, vanno respinti per le ragioni di seguito illustrate.

Come osservato la questione interpretativa sottoposta al vaglio del Collegio attiene alla legittimità dell'inoltro dei risultati delle elezioni svoltesi nei singoli Collegi tramite il fax anziché tramite raccomandata.

Giova ricostruire il quadro normativo di riferimento, nonché le peculiarità che hanno connotato in fatto la vicenda in contestazione.

L'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo n. 382 del 1944, senza prescrivere alcuna particolare formalità nella comunicazione dei dati elettorali, dispone che "Ogni Consiglio comunica il risultato della votazione ad una Commissione nominata dal Ministro per la grazia e giustizia e composta di cinque professionisti che, verificata l'osservanza delle norme di legge, accerta il risultato complessivo della votazione e ne ordina la pubblicazione con proclamazione degli eletti nel bollettino del Ministero",.

L'articolo 6, comma 2, della legge n. 412 del 1991, prevede che "Salvo che per gli atti aventi valore normativo, le comunicazioni tra amministrazioni pubbliche, enti pubblici, regioni ed enti locali che avvengano via telefax sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. Qualora dalle comunicazioni possano nascere diritti, doveri, legittime aspettative di terzi, prima dell'atto finale del procedimento dovrà essere acquisito agli atti l'originale della comunicazione."

Il Ministero della giustizia, invocando la succitata previsione, ha emanato una direttiva con la quale ha invitato i singoli Collegi ad inoltrare il risultato elettorale a mezzo posta.

Ancora, l'articolo 43, comma 6, del dPR n. 445 del 2000, dispone che "I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale."

In fatto, la commissione ministeriale cui è pervenuta via fax la comunicazione dei dati elettorali, dopo aver invitato i Presidenti dei Collegi a far pervenire entro e non oltre il 20 febbraio 2008 il plico sigillato contenente copia conforme del verbale della seduta del Collegio contenente l'avvenuta designazione, unitamente al questionario originale e alla ricevuta di spedizione della relativa raccomandata, ha ritenuto non validi i voti espressi, nonostante nel termine suindicato, fosse stata trasmessa via posta la documentazione richiesta.

Ciò posto, ritiene il Collegio, in linea con quanto sostenuto dal primo giudice, che, in forza del citato articolo 43, comma 6, del dPR n. 445 del 2000, un fax deve presumersi giunto al destinatario quando il rapporto di trasmissione indica che questa è avvenuta regolarmente, senza che colui che ha inviato il messaggio debba fornire alcuna ulteriore prova.

Consegue la contrarietà alle previsioni legislative di rango primario dell'opzione interpretativa seguita dal Ministero della giustizia laddove ha invitato i singoli Collegi ad inoltrare il risultato elettorale a mezzo posta; soprattutto, per quel che in questa sede più conta, consegue l'illegittimità dell'operato della Commissione ex art. 11 del D. Lvo Lgt n. 382/1944, nella parte in cui ha ritenuto di non poter prendere in considerazione l'inoltro dei risultati delle elezioni svoltesi nei singoli Collegi tramite il fax anziché tramite raccomandata.

A ciò si aggiunga la contraddittorietà dell'operato della Commissione che, dopo aver invitato i Presidenti dei Collegi a far pervenire entro e non oltre il 20 febbraio 2008 il plico sigillato contenente copia conforme del verbale della seduta del Collegio contenente l'avvenuta designazione, unitamente al questionario originale e alla ricevuta di spedizione della relativa raccomandata, ha ritenuto non validi i voti espressi, nonostante nel termine suindicato, fosse stata trasmessa via posta la documentazione richiesta.

Alla stregua delle esposte considerazioni, i ricorso in appello, previamente riuniti, vanno respinti.

Le spese del doppio grado di giudizio, sussistendo giusti motivi, devono essere compensate.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando sugli appelli in epigrafe, li rigetta.

Spese compensate.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, il 7 aprile 2009 dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:

Giuseppe Barbagallo Presidente

Paolo Buonvino Consigliere

Rosanna De Nictolis Consigliere

Maurizio Meschino Consigliere

Roberto Garofoli Consigliere est.


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