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Decorrenza degli interessi legali e prescrizione: la decisione della Corte dei Conti
Corte dei Conti , sez. II appello, sentenza 23.09.2009 n° 457 (Massimo Cassiano)

I nostri attenti lettori ricorderanno che ci siamo già occupati del problema poco più di quattro anni fà (Pensione privilegiata: sulla decorrenza degli interessi legali e anatocistici) commentando una sentenza della Sezione Emilia-Romagna della Corte dei Conti: siamo stati, però, troppo ottimisti nello scrivere che “la Corte dei Conti ha fatto definitivamente giustizia …” giacchè se ne è dovuta far carico ancora una volta oggi.

La questione, oltretutto era ancora più delicata, perché non si impugnava un errato provvedimento dell’Amministrazione, ma una Decisione della stessa Corte dei Conti, in primo grado!

Anche qui la questione può apparire complessa, ad una prima lettura della Sentenza che oggi pubblichiamo, ma in realtà è semplice.

Per le solite lungaggini delle questioni pensionistiche, il Giudice aveva deciso, nel 2003, su un ricorso del 1996, che al povero ricorrente spettava la pensione privilegiata militare tabellare vitalizia sin dal 1983 (!): fin qui tutto “normale”, ma il problema era che gli riconosceva gli interessi legali soltanto dal 1991…. ritenendo prescritti - oltre il limite di legge dei cinque anni dalla presentazione del ricorso - gli interessi dovuti per il periodo precedente! Quindi, ancora una volta, oltre al danno la beffa!

La Sezione d’Appello della Corte, ricostruita con estrema chiarezza e linearità sia la specifica vicenda sia il quadro normativo a cui fare riferimento, ha ribadito che: “la causa del credito pensionistico (elemento fondamentale del rapporto obbligatorio) è comune sia alla sorte principale che agli accessori (quali l’indennità integrativa speciale, la tredicesima mensilità, la rivalutazione monetaria e gli interessi legali sui relativi ratei arretrati)…”.

Ricordato, quindi, che – ai sensi dell’art. 2935 c.c. – “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere” e che (art. 143, comma 5, del D.P.R. 1092/73) “il termine di prescrizione … non decorre prima del giorno in cui il provvedimento di liquidazione della pensione o dell’assegno riconoscibile sia portato a conoscenza dell’interessato…”, la Sentenza ha riconosciuto – e sarebbe falsa modestia non esserne orgogliosi come difensori – che : “Si deve convenire …. con la difesa dell’appellante che all’interessato non può essere imputata alcuna inerzia, avendo lo stesso – dopo la domanda iniziale presentata nel 1983 - “sempre continuato ad esercitare il suo diritto” con continue richieste, istanze di sollecito, atti di diffida, domande di aggravamento ed - infine – con ricorso alla Corte dei Conti…”.

Insomma, seppure dopo ben ventisei anni, Giustizia è fatta!

(Altalex, 11 dicembre 2009. Nota di Massimo Cassiano)






Corte dei Conti

Sezione II d'Appello

Sentenza 23 settembre 2009, n. 457

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

II SEZIONE GIURISDIZIONALE CENTRALE D’APPELLO

composta dai seguenti magistrati:

dott. Sergio Maria Pisana Presidente

dott. Angelo Antonio Parente Consigliere

dott. Stefano Imperiali Consigliere

dott. Josef Hermann Rössler Consigliere

dott. Cesare Vetrella Consigliere Relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio iscritto al n. 19552/PM del Registro di Segreteria

Sull’APPELLO

proposto dal Sig. **** – nato il **** a **** - rappresentato e difeso dall’Avv. Massimo Cassiano, presso il cui studio legale in Roma, via F. Civinini, n. 12, è elettivamente domiciliato,

CONTRO

Il Ministero della Difesa

AVVERSO

la Sentenza n. ****/2003 del **** 2003 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania della Corte dei conti.

UDITI nella pubblica Udienza del 30 giugno 2009 – tenuta con l’assistenza del Segretario, Sig.ra Laura Ricciotti – il Consigliere Relatore Dott. Cesare Vetrella e l’Avv. Massimo Cassiano, per il ricorrente; assente il rappresentante del Ministero della Difesa;

ESAMINATI gli atti ed i documenti tutti della causa;

Ritenuto in

FATTO

Con Sentenza n. ****/2003 del **** 2003 (non notificata alla controparte) la Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania della Corte dei conti in composizione monocratica ha accolto il ricorso giurisdizionale proposto dal Sig. **** ed ha riconosciuto allo stesso – affetto dall’infermità “esiti di meniscectomia mediale ginocchio dx con lesione dei crociati”, già dipendente da causa di servizio – il diritto ad ottenere la pensione privilegiata militare tabellare di 8a Catg. Tab. A a vita con decorrenza dal 1983.

La predetta Sentenza ha, inoltre, disposto che “spettano gli accessori (interessi legali e rivalutazione monetaria) dalla data del 22 febbraio 1991, quinquennio anteriore alla proposizione del ricorso, come eccepito dall’Amministrazione, secondo il cd. principio dell’assorbimento: l’importo dovuto a titolo di interessi (legali) va comunque portato in detrazione dalle somme eventualmente spettanti a ripiano del maggior danno da svalutazione” (monetaria).

Avverso tale Sentenza il Sig. **** ha proposto appello (notificato alla controparte il 29 gennaio 2003 e depositato il 10 febbraio 2004) “esclusivamente nella parte relativa alla decorrenza degli interessi legali e della rivalutazione monetaria”, denunciando il seguente motivo di diritto: “violazione di legge, errata applicazione degli articoli 2934 e 2948 c.c. e conseguente pronuncia in tema di decorrenza degli interessi legali e rivalutazione monetaria”.

La difesa del ricorrente ha – in particolare – richiamato la Sent. n. 10/2002/QM delle SS.RR. della Corte dei conti ed ha messo in evidenza che, come da giurisprudenza maggioritaria in materia, “gli interessi (legali) e (la) rivalutazione monetaria spettano a decorrere dalla data di maturazione del credito principale che nel caso di specie, come riconosce lo stesso Giudice di 1° grado, è … il 1983”.

In tema di prescrizione la predetta difesa ha sostenuto che “per la determinazione del dies a quo … si deve avere riguardo … al giorno in cui il diritto può essere fatto valere … e successivamente alla scadenza di ciascun rateo”, richiamando – in proposito – giurisprudenza della Corte dei conti e, più in particolare, la Sent. n. 10/1999/QM delle SS.RR., e facendo presente che all’interessato non può essere imputata alcuna inerzia, avendo lo stesso – dopo la domanda iniziale presentata nel 1983 – “sempre continuato ad esercitare il suo diritto” con continue richieste, istanze di sollecito, atti di diffida, domanda di aggravamento ed infine ricorso alla Corte dei conti quando “non era decorso alcune termine prescrizionale”, per cui “non si comprende … per quale motivo al Sig. ****, al quale viene riconosciuto un diritto pensionistico che decorre dal 1983, debbano invece essere corrisposti gli interessi legali e la rivalutazione monetaria … solo a decorrere dal 1991”.

In conclusione, la difesa del ricorrente ha chiesto l’accoglimento dell’appello con il riconoscimento – in parziale riforma della Sentenza impugnata – del diritto “a percepire gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sugli arretrati del trattamento pensionistico di 8a Catg. (Tab. A) vitalizia, da calcolare a far data dal 1983 (data di decorrenza del credito principale), da ogni singola scadenza e sino all’effettivo soddisfo”.

Con Memoria depositata il 19 maggio 2009 la difesa del Sig. **** ha ripercorso la vicenda in causa, con richiami alla giurisprudenza delle SS.RR. in sede giurisdizionale e delle Sezioni Giurisdizioanli Centrali e Regionali della Corte dei conti, ed ha insistito per l’accoglimento dell’appello nei termini sopra indicati.

Il Ministero della Difesa con Nota depositata il 16 aprile 2009 ha trasmesso il fascicolo amministrativo ed una Memoria difensiva, con la quale ha sostenuto che gli oneri accessori – che seguono il principio della prescrizione quinquennale – si maturano solo con l’emanazione del provvedimento da cui sorge il diritto, anche se esso ha effetto retroattivo. Il Ministero della Difesa ha, quindi, chiesto il rigetto dell’appello.

Nella Udienza pubblica del 30 giugno 2009 l’Avv. Massimo Cassiani, per conto del ricorrente, ha ulteriormente argomentato a sostegno dell’accoglimento del ricorso ed ha concluso in conformità agli atti scritti.

La causa è, quindi, passata in decisione.

Considerato in

DIRITTO

1. La Sentenza impugnata ha riconosciuto il diritto del Sig. **** ad ottenere la pensione privilegiata militare tabellare di 8a Catg. Tab. A a vita con decorrenza dal 1983, ma – accogliendo l’eccezione sollevata dal Ministero della Difesa – ha disposto che “spettano gli accessori (interessi legali e rivalutazione monetaria) dalla data del 22 febbraio 1991 (quinquennio anteriore alla proposizione del ricorso) secondo il cd. principio dell’assorbimento”. Il Sig. **** ha proposto appello avverso la riferita Sentenza n. ****/2003 “esclusivamente nella parte relativa alla decorrenza degli interessi legali e della rivalutazione monetaria”, chiedendo che venga riconosciuto il diritto “a percepire gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sugli arretrati del trattamento pensionistico di 8a Catg. (Tab. A) vitalizia, da calcolare a far data dal 1983 (data di decorrenza del credito principale)”.

2. Richiamato quanto sopra, si fa presente – subito – che il ricorso di appello in esame è parzialmente fondato e da accogliere. Il Collegio ritiene di dover evidenziare – innanzitutto – che, ai sensi dell’art. 2 della legge 7 agosto 1985, n. 428 (che, sostituendo l’art. 2 del R.D.L. n. 295 del 1939, convertito dalla legge 2 giugno 1939, n. 739, ha, per le rate di pensione, indicato il termine di prescrizione quinquennale, in luogo di quello biennale precedente), nella dizione “rate di pensione … dovute dallo Stato”, di cui all’ultimo comma del suddetto art. 2, rientrano tutte le pensioni statali (ivi comprese le pensioni privilegiate c.d. tabellari) ed ogni componente del trattamento pensionistico. In proposito, si ritiene di dover precisare che la causa del credito pensionistico (elemento fondamentale del rapporto obbligatorio) è comune sia alla sorte principale che agli accessori (quali l’indennità integrativa speciale, la tredicesima mensilità, la rivalutazione monetaria e gli interessi legali sui relativi ratei arretrati), i quali ultimi – come componenti del complessivo credito cui attengono – partecipano alla natura di questo e soggiacciono al medesimo regime, anche per quanto attiene al termine prescrizionale.

Esposto quanto sopra, venendo più concretamente al merito del ricorso in esame, occorre fare riferimento alla chiara disposizione contenuta nell’art. 2935 c.c. (in base alla quale “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”) ed a quella, altrettanto chiara, contenuta nel comma 5 dell’art. 143 del D.P.R. n. 1092 del 29 dicembre 1973 (in base al quale “il termine di prescrizione … non decorre prima del giorno in cui il provvedimento di liquidazione della pensione o dell’assegno rinnovabile sia portato a conoscenza dell’interessato …”).

In base a tali disposizioni è di tutta evidenza che fino a quando non è intervenuto il riconoscimento del diritto a pensione, ed il relativo provvedimento di liquidazione, non può sussistere alcuna possibilità di far decorrere la prescrizione né per la pensione né tantomeno per i suoi accessori (quali interessi legali e rivalutazione monetaria, ecc.), non potendosi rinvenire – in una situazione del genere – nemmeno il dies a quo da cui dovrebbe iniziare a decorrere il termine prescrizionale (cfr., in termini, Corte dei conti, II Sez. Giurisd. Centrale Appello, Sent. n. 15/2007, cit. Sent. n. 207/2009 e cit. Sent. n. 210/2009 ; III Sez. Giurisd. Centrale Appello, Sent. n. 126/2007).

Si deve convenire – a quest’ultimo riguardo – con la difesa dell’appellante che all’interessato non può essere imputata alcuna inerzia, avendo lo stesso – dopo la domanda iniziale presentata nel 1983 – “sempre continuato ad esercitare il suo diritto” con continue richieste, istanze di sollecito, atti di diffida, domande di aggravamento ed – infine – con ricorso alla Corte dei conti, quando – convenendo ancor con la difesa dell’appellante – “non era decorso alcune termine prescrizionale”.

Come si è anticipato, nel caso di specie il riconoscimento ad ottenere la pensione privilegiata di 8a Catg. Tab. A a vita con decorrenza dal 1983 è intervenuto, in favore del Sig. ****, soltanto a seguito della impugnata Sentenza n. ****/2003 del **** 2003 della Sez. Giurisd. Reg. Campania e del conseguente successivo Decreto emanato dal Ministero della Difesa in esecuzione della predetta Sentenza.

Ebbene, in relazione a tutto quanto sopra esposto è di tutta evidenza che non si è venuta a determinare, nel caso di specie, alcuna possibilità di decorrenza del termine prescrizionale quinquennale in relazione agli invocati benefici accessori degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, che – come si è detto in precedenza – soggiacciono al medesimo regime del credito principale, anche per quanto attiene al termine prescrizionale, per cui tali accessori spettano a decorrere dalla data di maturazione del credito principale, che nel caso di specie è il 1983, come riconosciuto – per quanto attiene al predetto credito principale – dal Giudice di 1° grado nella stessa Sentenza impugnata.

Ne consegue che il ricorso di appello indicato in epigrafe va accolto con il riconoscimento, in favore dell’appellante, del diritto alla corresponsione – sul trattamento pensionistico privilegiato tabellare in precedenza specificato – degli interessi legali e della rivalutazione monetaria a decorrere dal 1983 (data di decorrenza del credito principale), senza applicazione di alcuna prescrizione.

3. Quanto alla pronuncia sugli interessi legali e la rivalutazione monetaria che il Sig. **** ha diritto a percepire sugli arretrati a lui spettanti, il Collegio condivide i principi affermati dalle Sezioni Riunite in sede Giurisdizionale della Corte dei Conti sia con la Sent. n. 10/2002/QM e sia – da ultimo – con la Sent. n. 6/2008/QM relativamente alla natura di “norma generale” per tutti i tipi di pensione (ordinarie, militari tabellari e di guerra) da attribuire al richiamo operato dall’art. 5 della legge n. 205 del 21 luglio 2000 agli articoli del codice di procedura civile ivi indicati, tra cui - essenzialmente - all’art. 429, comma 3. c.p.c..

Pertanto, per le pensioni civili e per quelle militari tabellari e di guerra spetta anche la rivalutazione monetaria, che va riconosciuta d’ufficio in aggiunta agli interessi legali per la sola parte della svalutazione (ex art. 150 disp. att. c.p.c.) non coperta da detti interessi legali. Tanto, però, a decorrere dalla data di entrata in vigore della precitata legge n. 205/2000 (10 agosto 2000).

Per quanto attiene – in particolare – al caso di specie, gli interessi legali vanno, quindi, corrisposti a decorrere dal 1983 (data di maturazione del credito principale), mentre la rivalutazione monetaria non compete per il periodo anteriore al 1991, non facendosi, poi, luogo a pronuncia – sempre relativamente alla rivalutazione monetaria – per il periodo successivo, per evitare che venga a determinarsi la reformatio in peius in capo al ricorrente.

4 In conclusione, in base a tutto quanto sopra considerato ed argomentato, il Collegio ritiene che l’appello proposto dal Sig. **** debba essere accolto parzialmente nei termini in precedenza specificati.

In considerazione della particolarità della fattispecie e dei contrasti giurisprudenziali finora manifestatisi in ordine alla problematica relativa alla corresponsione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, il Collegio ritiene nel caso di specie che sussistano giusti motivi per compensare le spese di giudizio ai sensi dell’art. 92, comma 2, c.p.c..

P.Q.M.

LA CORTE DEI CONTI

II SEZIONE GIURISDIZIONALE CENTRALE D’APPELLO

definitivamente pronunciando,

ACCOGLIE PARZIALMENTE

l’appello, iscritto al n. 19552/PM del Registro di Segreteria, proposto dal Sig. **** contro il Ministero della Difesa ed avverso la Sentenza n. ****/2003 del **** 2003 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania della Corte dei conti, e, per l’effetto,

RIFORMA PARZIALMENTE

la citata Sentenza n. ****/2003 del **** 2003 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania della Corte dei conti, dichiarando che al Sig. **** va riconosciuto il diritto alla corresponsione – sul trattamento pensionistico privilegiato militare tabellare in godimento a decorrere dal 1983 – degli interessi legali con decorrenza dalla medesima data del 1983 del credito principale, senza applicazione di alcuna prescrizione, mentre al citato interessato la rivalutazione monetaria non compete per il periodo anteriore al 1991, non facendosi luogo a pronuncia – sempre relativamente alla rivalutazione monetaria – per il periodo successivo per evitare che venga a determinarsi la reformatio in peius in capo all’appellante.

SPESE compensate.

MANDA alla Segreteria per gli ulteriori necessari adempimenti.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 30 giugno 2009.

Il Relatore Estensore Il Presidente
(Cesare Vetrella) (Sergio Maria Pisana)

F.to Cesare Vetrella F.to Sergio Maria Pisana

Depositata in Segreteria il 23 SET. 2009

Il Direttore della Segreteria

F.to Andreana Basoli



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