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Le Università private devono usare solo giornalisti negli uffici stampa
Articolo 18.12.2009 (Franco Abruzzo)



Le Università non statali (dette “libere” o “private”) sono enti pubblici non economici e pertanto sono tenute ad utilizzare soltanto giornalisti negli uffici stampa (art. 9 della legge 150/2000)

(in coda l’elenco degli atenei e una ricerca giurisprudenziale)

di Franco Abruzzo

Le Università non statali (dette anche “libere” o “private”), secondo Wikipedia, sono ben 27. Una realtà enorme, che comprende atenei come Cattolica, Bocconi, Iulm, Luiss, Lumsa, Carlo Cattaneo, Vita-salute S. Raffaele, limitandoci a citare le più prestigiose e le più conosciute. Questi atenei sono tutti classificati enti pubblici non economici dalla legge (art. 1 del D.lgs. 165/2001) e dalla costante giurisprudenza della Cassazione, del Consiglio di Stato e dalla Corte dei conti. La prestazione di lavoro subordinato svolta alle dipendenze di un ente pubblico non economico deve essere pertanto qualificata come pubblico impiego con la conseguenza che gli impiegati delle università statali e quelli delle università non statali hanno gli stessi diritti.

Il riconoscimento del regime di autonomia alle università statali ha attenuato di molto, fino a renderla quasi impalpabile, la distinzione stessa – come ha scritto il rettore della Lumsa Giuseppe Della Torre - fra questi atenei e le università non statali legalmente riconosciute. E infatti, riprendendo il principio già sancito nel Rd 1592/1933, tuttora vigente, la legislazione si è orientata decisamente nel senso di una loro sostanziale parificazione. Così sancisce l’articolo 1 della legge 243/1991: “Le università e gli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti operano nell’ambito delle norme dell’articolo 33, ultimo comma, della Costituzione e delle leggi che li riguardano, nonché dei principi generali della legislazione universitaria in quanto compatibili”. L’art. 1, comma 2, del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”) definisce il proprio ambito di applicazione e afferma che lo stesso è esteso al di là dello Stato, includendo anche “le istituzioni universitarie (senza distinguere fra statali e non statali), gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali ,,,”. L’articolo 1 ha, quindi, una formula molto ampia che abbraccia le università non statali legalmente riconosciute. Conseguentemente la Cassazione (Cass. sez. lav., 20 maggio 2008, n. 12749) ha scritto che “La prestazione di lavoro subordinato svolta alle dipendenze di un ente pubblico non economico in violazione di norme imperative deve essere qualificata come pubblico impiego, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2126 c.c. con il conseguente diritto del dipendente non solo ai compensi previsti per quel tipo di rapporto, ma anche alla regolarizzazione contributiva previdenziale secondo le regole previste per gli impiegati pubblici; tale principio si applica anche ai dipendenti delle Università, per le quali, a seguito dell’autonomia loro riconosciuta dalle leggi n. 168 del 1989 e n. 537 del 1993, non è stata introdotta alcuna norma di modifica del regime pensionistico dei loro dipendenti, che rimane omogeneo a quello dei dipendenti delle altre amministrazioni statali”.

Lo status giuridico delle Università non statali interessa anche il mondo giornalistico. Anche queste possono istituire (ex art. 9 della legge 150/2000) uffici stampa, chiamandovi a lavorare soltanto giornalisti ai quali si applica il Contratto nazionale di lavoro Fnsi/Fieg (dpr 153/1961) con il versamento dei contributi esclsuivamente all’Inpgi (art. 76 della legge 388/2000).

Università non statali promosse da enti pubblici [modifica]

  1. Università Kore di Enna (nome completo, da decreto ministeriale istitutivo, Libera università degli studi non statale legalmente riconosciuta della Sicilia centrale Kore con sede in Enna).
  2. Libera università di Bolzano / Freie Universität Bozen / Free university of Bolzano – Bozen.
  3. Università della Valle d'Aosta / Université de la Vallée d'Aoste - Aosta

Università non statali promosse da soggetti privati

  1. Libera università degli studi San Pio V - Roma
  2. Libera università di lingue & comunicazione Iulm (già IULM - Istituto universitario di lingue moderne) - Milano
  3. LUISS - Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli" - Roma
  4. LUM - Libera università mediterranea "Jean Monnet" - Casamassima
  5. LUMSA - Libera università Maria SS. Assunta (già Istituto universitario Maria Ss. Assunta) - Roma
  6. Università Carlo Cattaneo LIUC (ex Libero istituto universitario "Carlo Cattaneo" - LIUC) - Castellanza (Va)
  7. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
  8. Università Campus Bio-Medico - Roma
  9. Università Commerciale Luigi Bocconi - Milano
  10. Università degli studi Suor Orsola Benincasa (ex Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, già Istituto universitario di magistero pareggiato femminile "Suor Orsola Benincasa") - Napoli
  11. Università di Scienze Gastronomiche – Bra (Cuneo)
  12. Università Vita-Salute San Raffaele - Milano
  13. Università Europea di Roma - Roma

Università telematiche non statali

  1. Università telematica Guglielmo Marconi- Roma
  2. Università telematica management audiovisivo TEL.M.A. - Roma
  3. Università telematica e-Campus - Novedrate
  4. Università telematica Pegaso - Napoli
  5. Università telematica internazionale UniNettuno promossa dal consorzio interuniversitario Nettuno - Roma
  6. Università telematica Leonardo da Vinci promossa dall'Università Gabriele d'Annunzio - Torrevecchia Teatina
  7. Università telematica Giustino Fortunato - Benevento
  8. Università telematica delle scienze umane UniSu - Roma
  9. Università telematica internazionale Unitel - Milano
  10. Università Telematica Universitas Mercatorum promossa dalle Camere di Commercio italiane - Roma
  11. Università Telematica non statale "Italian University Line" (IUL) Firenze

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Università non statali - Giurisprudenza

(ricerca a cura di Franco Abruzzo)

Cassazione Civile - Natura giuridica delle università libere

1. Le università libere (nella specie, l'Istituto universitario pareggiato di Magistero Suor Orsola Benincasa) disciplinate dal T.U. 31 agosto 1933 n. 1592 e dalla legge 29 luglio 1991 n. 243, per i fini che perseguono, per i controlli cui sono assoggettate e per i finanziamenti pubblici di cui sono destinatarie, sono enti pubblici non economici, con la conseguenza che i rapporti di lavoro dei loro dipendenti devono essere conosciuti dal giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva. (Cassazione civile, Sez. U., sent. n. 1733 del 05-03-1996, Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli c. Biondi).

(Vedi anche: Cassazione Civile, sub art. 1 del R.D. 31 agosto 1933, n. 1592 , voce Natura giuridica delle università libere: conseguenze in tema di giurisdizione).

Cassazione Civile Natura giuridica delle università libere:

2. Le università libere, come l'Università cattolica del Sacro Cuore, le quali, con modalità non imprenditoriali, operano nel settore dell'istruzione superiore, con organizzazione e disciplina di tipo pubblicistico, analoga a quella delle università statali, nonché sotto il penetrante controllo del Ministero della pubblica istruzione, hanno natura di enti pubblici non economici. Ne consegue che il rapporto di lavoro dei dipendenti di dette università integra un rapporto di pubblico impiego, devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Cassazione civile, Sez. U., sent. n. 6992 del 22-11-1983, Università cattolica del Sacro Cuore di Milano c. Boni).

CONFORME:

(1) Cass. Civ., Sez. U., sent. n. 1858 del 19/03/1984, Università cattolica del Sacro Cuore di Milano c. Ippolito (rv 433928).

IMPIEGO PUBBLICO - Cass. civ., 19 marzo 1984, n. 1858

Le università libere, come l'università cattolica del Sacro Cuore, le quali, con modalità non imprenditoriali, operano nel settore dell'istruzione superiore, con organizzazione e disciplina di tipo pubblicistico, analoga a quella delle università statali, nonché sotto il penetrante controllo del ministero della p. i., hanno natura di enti pubblici non economici; ne consegue che il rapporto di lavoro dei dipendenti di dette università integra un rapporto di pubblico impiego, devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Cass. civ., 19-03-1984, n. 1858 - Univ. cattolica Sacro Cuore Milano c. Ippolito)

FONTI Mass. Giur. It., 1984

Corte dei Conti - Natura giuridica delle università libere e degli istituti di istruzione universitaria

14. Hanno natura giuridica pubblica non solo le università libere di cui all'art. 1, secondo comma, n. 2 del R.D. 31 agosto 1933 n. 1592, ma anche le istituzioni di istruzione universitaria ad esse assimilabili alla stregua delle disposizioni contenute negli statuti relativi. (Fattispecie relativa all'Istituto di Magistero pareggiato Maria SS. Assunta di Roma). (Corte dei Conti, Sez. Contr., del. n. 1320 del 25-02-1983, Università degli studi di Roma).

…………………..

Poiché per le università non statali riconosciute, qualora non siano ad esse espressamente estese disposizioni valevoli per le università statali, sussiste l'obbligo di adeguare i propri ordinamenti interni ai principi che regolano l'ordinamento universitario statale, gli statuti delle università e degli istituti superiori liberi devono comprendere non solo l'ordinamento didattico, ma qualsiasi altra norma che attenga al loro assetto organizzativo e funzionale, alla stregua di quanto dispone l'art. 201 r.d. n. 1592 del 1933 per le università e gli istituti superiori statali. (Cons. Stato Sez. VI, 28-06-1994, n. 1082; Fileni e altri c. Univ. cattolica Sacro Cuore e altri; FONTI Giur. It., 1995, III,1, 52).

NOTA/(art. 201 rd 1592/1933. Lo statuto determina: e) il trattamento economico e di quiescenza dei professori di ruolo, e del personale di qualunque categoria in servizio presso l'Università; …f) lo stato giuridico di qualunque categoria di personale in servizio presso l'Università o Istituto, esclusi i professori di ruolo; ….. Lo statuto deve inoltre contenere qualsiasi altra norma relativa all'ordinamento e funzionamento dell'Università o Istituto).

……

Le università libere hanno natura di enti pubblici non economici; pertanto, ha natura di pubblico impiego il rapporto di lavoro dei rispettivi dipendenti e sussiste, al riguardo, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Cons. Stato Sez. VI, 03-10-1990, n. 862 ; Di Berardo c. Univ. studi Trento; FONTI Cons. Stato, 1990, I, 1246).

L'università cattolica del Sacro Cuore, recepita nell'ordinamento dell'istruzione superiore statale con r. d. 2 ottobre 1924, n. 1661, ha natura, al pari delle altre cosiddette università libere, di ente pubblico non economico, in quanto opera per il perseguimento di finalità sociali e culturali con un'organizzazione priva dei connotati dell'impresa, nonché sotto l'ingerenza ed il penetrante controllo del ministero della p. i.; ne consegue la natura pubblicistica del rapporto di lavoro dei dipendenti della suddetta università e la devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo delle controversie ad esso inerenti. (Cass. civ., 27-09-1984, n. 4825; Univ. cattolica Sacro Cuore Milano c. Chapuis; FONTI Mass. Giur. It., 1984; RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI Conformi Cass. civ., 27-09-1984, n. 4826).

Le università non statali legalmente riconosciute, in quanto abilitate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale - potere che presuppone un'attività di interesse pubblico di didattica e ricerca - vanno considerate enti pubblici partecipi quindi del sistema universitario; pertanto è legittimo il decreto emesso dal Ministero per l'università e la ricerca scientifica, che ricomprende anche le università non statali tra i soggetti destinatari di una quota delle risorse destinate alla programmazione universitaria ai sensi del d.P.R. n. 25 del 1998. (C. Conti, 11-11-1999, n. 90; FONTI Riv. Corte Conti, 1999, f.6, 6).

E' legittima la decisione ministeriale di rendere partecipi delle risorse destinate alla programmazione universitaria, per la quota indicata non consolidabile, anche le università non statali legalmente riconosciute: infatti, secondo il vigente quadro normativo la programmazione è riferita al sistema universitario nel suo complesso, nel cui novero sono ricomprese le università non statali legalmente riconosciute. (C. Conti, 11-11-1999, n. 90¸FONTI Giust. Civ., 2000, I, 1889)

Le università non statali legalmente riconosciute sono enti pubblici in quanto svolgono attività di interesse pubblico, quali la didattica e la ricerca e in quanto rilasciano titoli di studio aventi valere legale. (C. Conti, 11-11-1999, n. 90 - Min. univ. e ricerca scientifica – FONTI Giust. Civ., 2000, I, 1889).

La Libera Università degli Studi Sociali Guido Carli (LUISS), regolata, come le altre università libere, dall'ordinamento dell'istruzione superiore (R.D. 31 agosto 1933, n. 1592), e caratterizzata da scopi, struttura organizzativa e poteri amministrativi del tutto analoghi a quelli delle università statali, ha natura di ente pubblico non economico. Ne deriva il carattere pubblico dei rapporti di impiego tra università e personale dipendente, con la conseguenza che la domanda intesa al riconoscimento di un rapporto di lavoro con le caratteristiche della subordinazione e nella figura e nel ruolo di ricercatore universitario rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto gli artt. 3 e 63, commi 1 e 4, del D.Lgs. n. 165 del 2001, escludono dalla cognizione del giudice ordinario le controversie relative al rapporto di impiego dei professori e ricercatori universitari, conservato al regime pubblicistico. (Cass. civ. Sez. Unite, 11-03-2004, n. 5054; Luiss c. Fulciniti; FONTI Mass. Giur. It., 2004; Foro Amm. CDS, 2004, 662; Gius, 2004, 2982; CED Cassazione, 2004; RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI Conformi Cons. Stato Sez. VI Sent., 06-03-2009, n. 1343).

Le università libere (nella specie, l'Istituto universitario pareggiato di Magistero Suor Orsola Benincasa) disciplinate dal t.u. 31 agosto 1933 n. 1592 e dalla l. 29 luglio 1991 n. 243, per i fini che perseguono, per i controlli cui sono assoggettate e per i finanziamenti pubblici di cui sono destinatarie, sono enti pubblici non economici, con la conseguenza che i rapporti di lavoro dei loro dipendenti devono essere conosciuti dal giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva. (Cass. civ. Sez. Unite, 05-03-1996, n. 1733; Ist. univ. Suor Orsola Benincasa c. Biondi; FONTI Mass. Giur. It., 1996; Giornale Dir. Amm., 1996, 5, 468).

Le disposizioni concernenti la formazione degli statuti universitari sia che riguardino l'assetto organizzativo e funzionale, sia che riguardino l'ordinamento didattico, si applicano anche alle università libere, ai sensi dell'art. 201, r.d. 31 agosto 1933 n. 1592, nonchè in conformità dei principi della legge 14 agosto 1982 n. 590, art. 1 comma 5. (Cons. Stato Sez. VI, 28-06-1994, n. 1082 ,Fileni e altri c. Univ. cattolica Sacro Cuore e altri; FONTI Foro Amm., 1994, 1492).

E' legittima la decisione ministeriale di rendere partecipi delle risorse destinate alla programmazione universitaria, per la quota indicata non consolidabile, anche le università non statali legalmente riconosciute: infatti, secondo il vigente quadro normativo la programmazione è riferita al sistema universitario nel suo complesso, nel cui novero sono ricomprese le università non statali legalmente riconosciute. (C. Conti, 11-11-1999, n. 90 - Min. univ. e ricerca scientifica - FONTI Giust. Civ., 2000, I, 1889).

L'art. 9, l. 14 agosto 1982, n. 590, nel prescrivere che la qualifica da attribuire al personale delle ex università libere in sede di inquadramento nel ruolo statale sia quella acquisita nel ruolo di provenienza in conformità della declaratoria di cui al d. p. c. m. 24 settembre 1981, postula l'effettiva sussistenza di siffatta conformità quale condizione legittimativa del provvedimento; pertanto, ai fini del controllo della corte dei conti sulla legittimità del suddetto inquadramento non può prescindersi da una preliminare, puntuale verifica di tale condizione, salvo che l'atto amministrativo dell'ente disciolto, attributivo della qualifica funzionale ai sensi dell'art. 85, l. 11 luglio 1980, n. 312, non sia stato assoggettato, per l'ordinamento dell'ente medesimo, al controllo di legittimità di organi pubblici a ciò deputati, quali il comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali. (C. Conti Sez. contr., 26-09-1985, n. 1575; Univ. studi L'Aquila; FONTI Cons. Stato, 1986, II, 695).

Il ministero della p. i. ha sull'università cattolica del Sacro Cuore solo un mediato rapporto di vigilanza, analogo a quello che ha sulla globale attività delle università libere. (Cons. Stato Sez. VI, 04-10-1983, n. 713; Montesani c. Univ. cattolica Sacro Cuore Milano; FONTI Cons. Stato, 1983, I, 1070)

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NORMATIVA

Legge 29 luglio 1991, n. 243 (1). Università non statali legalmente riconosciute (2).

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(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1991, n. 183.

(2) Con riferimento al presente provvedimento è stata emanata la seguente circolare:

1. 1. Le università e gli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti operano nell'ambito delle norme dell'articolo 33, ultimo comma, della Costituzione e delle leggi che li riguardano, nonché dei principi generali della legislazione in materia universitaria in quanto compatibili.

………………………………….

R.D. 31-8-1933 n. 1592. Approvazione del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore. Pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazz. Uff. 7 dicembre 1933, n. 283.

TITOLO I. Università e Istituti Superiori

Sezione I . Ordinamento

Capo I . Fini dell'istruzione superiore e Istituti nei quali s'impartisce

1. L'istruzione superiore ha per fine di promuovere il progresso della scienza e di fornire la cultura scientifica necessaria per l'esercizio degli uffici e delle professioni.

Essa è impartita, ai fini e agli effetti previsti dal presente testo unico:

1) nelle Regie università e nei Regi istituti superiori, indicati nelle annesse tabelle A e B;

2) nelle Università e negli Istituti superiori liberi.

Le Università e gli Istituti hanno personalità giuridica e autonomia amministrativa, didattica e disciplinare, nei limiti stabiliti dal presente testo unico e sotto la vigilanza dello Stato esercitata dal Ministro dell'educazione nazionale (4) (5).

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(4) Ora, della pubblica istruzione (R.D. 29 maggio 1944, n. 142.)

(5) Vedi, anche, l'art. 5, L. 14 agosto 1982, n. 590.

1. Cassazione Civile. Natura giuridica delle università libere: - conseguenze in tema di giurisdizione

Le università libere, come l'Università cattolica del Sacro Cuore, le quali, con modalità non imprenditoriali, operano nel settore dell'istruzione superiore, con organizzazione e disciplina di tipo pubblicistico, analoga a quella delle università statali, nonché sotto il penetrante controllo del Ministero della pubblica istruzione, hanno natura di enti pubblici non economici. Ne consegue che il rapporto di lavoro dei dipendenti di dette università integra un rapporto di pubblico impiego, devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Cass. Civ., Sez. U., sent. n. 6992 del 22-11-1983, Università cattolica del Sacro Cuore di Milano c. Boni).

CONFORME:

Cass. Civ., Sez. U., sent. n. 1858 del 19/03/1984, Università cattolica del Sacro Cuore di Milano c. Ippolito (Fonti, Mass. Giur. It, 1984): “Le università libere, come l'università cattolica del Sacro Cuore, le quali, con modalità non imprenditoriali, operano nel settore dell'istruzione superiore, con organizzazione e disciplina di tipo pubblicistico, analoga a quella delle università statali, nonché sotto il penetrante controllo del ministero della p. i., hanno natura di enti pubblici non economici; ne consegue che il rapporto di lavoro dei dipendenti di dette università integra un rapporto di pubblico impiego, devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo”.

2. Corte dei Conti. Natura giuridica delle università libere e degli istituti di istruzione universitaria

Hanno natura giuridica pubblica non solo le università libere di cui all'art. 1, secondo comma, n. 2 del R.D. 31 agosto 1933 n. 1592, ma anche le istituzioni di istruzione universitaria ad esse assimilabili alla stregua delle disposizioni contenute negli statuti relativi. (Fattispecie relativa all'Istituto di Magistero pareggiato Maria SS. Assunta di Roma). (Corte dei conti, Sez. Contr., del. n. 1320 del 25-02-1983, Università degli studi di Roma).

3. Corte dei Conti. Applicazione alle università delle norme di contabilità statale

L'applicazione del principio di autonomia delle università degli studi - riconosciuta dall'art. 33, ultimo comma, Cost. - comporta solo la possibilità per esse di autodeterminarsi con norme di carattere preventivo, generale ed astratto nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato, ma non esclude l'applicazione dei precetti di diritto contabile statale ai fatti di gestione delle università, ove queste non abbiano provveduto ad autoregolamentarsi nei modi previsti dal R.D. 31 agosto 1933 n. 1592. (Corte dei Conti, Sez. Contr., sent. n. 1129 del 22-01-1981, Università degli studi di Bari).

Consiglio di Stato. Poteri di vigilanza del Ministero della pubblica istruzione

Ai sensi dell'art. 1 del R.D. 31 agosto 1933 n. 1592 spetta al Ministero della pubblica istruzione la vigilanza sulle università e, di conseguenza, allo stesso spetta il potere di sollecitare l'annullamento di un provvedimento di nomina a primo dirigente da parte del rettore il quale è competente ad assumere tutti i provvedimenti concernenti lo stato giuridico e il trattamento economico relativi al personale non docente. (CdS, Sez. VI, sent. n. 1195 del 05-11-1988, Marra c. Università degli studi di L'Aquila;Massima pubblicata sulla Rivista Consiglio di Stato, edita da Italedi. Sezione IV. Università e Istituti superiori liberi)

198. Appartiene alla categoria di cui al n. 2° dell'art. 1 ogni Università e Istituto superiore libero, il cui ordinamento sia conforme alle norme del presente testo unico.

1. Cassazione Civile. Università cattolica del Sacro Cuore

L'Università cattolica del Sacro Cuore, quale libera università costituita ed operante ai sensi degli artt. da 198 a 212 del testo unico di cui al R.D. 31 agosto 1933 n. 1592, ha natura di ente pubblico non economico, con la conseguenza che rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi ad oggetto i rapporti di lavoro dei suoi dipendenti, in considerazione della loro natura pubblica, senza che il previgente ordinamento sia stato, "in parte qua", modificato dalla successiva disciplina di cui al D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, alla legge 9 maggio 1989 n. 168, alla legge 7 agosto 1990 n. 245 e alla legge 9 novembre 1990 n. 341. (Cass. Vciv., Sez. U., sent. n. 1547 del 08-02-1993, Università cattolica Sacro Cuore c. Morani ).

2. Cassazione Civile. Libera Università Maria SS. Assunta

La libera Università Maria SS. Assunta, già denominata Istituto universitario pareggiato di Magistero, essendo costituita ed operante ai sensi degli artt. da 198 a 212 del testo unico di cui al R.D. 31 agosto 1933 n. 1592, ha natura di ente pubblico non economico, con la conseguenza che rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi ad oggetto i rapporti di lavoro dei suoi dipendenti, in considerazione della loro natura pubblica, senza che il previgente ordinamento sia stato, "in parte qua", modificato dalla successiva disciplina di cui al D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382 alla legge 9 maggio 1989 n. 168, alla legge 7 agosto 1990 n. 245 e alla legge 19 novembre 1990 n. 341 e senza che rilevi essere avvenuto il mutamento statutario - accompagnatosi all'attribuzione della suddetta nuova denominazione - in epoca successiva alla proposizione della domanda introduttiva della controversia di cui trattasi. (Cass. Civ., Sez. U., sent. n. 1548 del 08-02-1993, Libera Università Maria SS. Assunta c. Marchetti).

199. Alle Università e agli Istituti superiori liberi si applicano le norme contenute nel Titolo I, sezioni I, II e III, salvo il disposto degli articoli seguenti.

200. L'Ente o gli Enti promotori della istituzione di una Università o di un Istituto superiore libero debbono rassegnare al Ministro lo schema del relativo statuto, allegando una motivata relazione ed un documentato piano finanziario.

Il Ministro accerta se lo schema, nel suo complesso, sia rispondente all'interesse generale degli studi e dell'istruzione superiore e, in particolare, se il piano finanziario sia adeguato al raggiungimento dei fini prefissi. Si provvede quindi osservando le norme di cui all'art. 17 che valgono altresì per le eventuali modificazioni da apportarsi agli statuti. Le disposizioni peraltro di cui alle lettere d) ed e) dell'articolo successivo sono soggette all'approvazione del Ministro per l'educazione nazionale (128) di concerto con quello per le finanze.

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(128) Ora, della pubblica istruzione.

201. Lo statuto determina:

a) le Facoltà, Scuole, Corsi e Seminari di cui si compone l'Università o Istituto superiore libero;

b) le materie d'insegnamento, il loro ordine, il modo come debbono essere impartite, il numero minimo delle materie prescritto pel conseguimento della laurea o diploma e le norme relative al riconoscimento del valore legale dei corsi liberi, ai sensi dell'art. 117, comma ultimo;

c) le norme relative alla nomina dei rettori e direttori e quelle relative alla composizione e rinnovazione dei Consigli d'amministrazione; le norme transitorie secondo le quali, per il primo funzionamento delle Università o Istituti, è costituito il Consiglio d'amministrazione e sono nominati i rettori, i direttori e i presidi. In seno al Consiglio possono essere rappresentati gli Enti e i privati che contribuiscono al mantenimento dell'Università o Istituto; in ogni caso ne fa parte un rappresentante del Governo, scelto dal Ministro per l'educazione nazionale (129);

d) il ruolo organico dei posti di professore per ciascuna Facoltà o Scuola; il numero dei posti deve essere tale da assicurare l'efficace funzionamento della Facoltà e Scuola;

e) il trattamento economico e di quiescenza dei professori di ruolo, e del personale di qualunque categoria in servizio presso l'Università o Istituto. Il trattamento economico dei professori di ruolo non può, comunque, essere inferiore a quello stabilito nella tabella E;

f) lo stato giuridico di qualunque categoria di personale in servizio presso l'Università o Istituto, esclusi i professori di ruolo;

g) l'ammontare delle tasse e sopratasse scolastiche, che non può, comunque, essere inferiore a quello stabilito nella tabella H: le sopratasse debbono essere devolute ai fini di cui al comma secondo dell'art. 152 e con le modalità ivi indicate;

h) il numero e le modalità degli esami di profitto, e le modalità dell'esame di laurea o diploma;

i) le lauree e i diplomi conferiti da ciascuna Facoltà o Scuola.

Lo statuto deve inoltre contenere qualsiasi altra norma relativa all'ordinamento e funzionamento dell'Università o Istituto.

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(129) Ora, della pubblica istruzione.

Cassazione Civile. Autonomia finanziaria e contabile delle Università.

1. Le università, dotate della personalità giuridica dall'art. 6 dalla legge 9 maggio 1989 n. 168, che ha istituito il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, anche nella legislazione precedente (art. 201 del R.D. n. 1592 del 1933) hanno sempre goduto di propri Statuti ordinamentali e di capacità di gestione del proprio patrimonio (legge 7 gennaio 1958 n. 4) e del bilancio, quest'ultimo ricomprendente un contributo annuo a carico del bilancio dello Stato, oltreché i proventi delle tasse scolastiche e i contributi di enti o privati; e tale situazione finanziaria è del tutto analoga a quella riprodotta nell'art. 7 della legge n. 168 del 1989, in tema di "autonomia finanziaria e contabile delle università". (Cass. Civ., Sez. V, sent. n. 16169 del 23-12-2000, Ministero delle finanze c. Università degli Studi Gabriele D'Annunzio).

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202. I presidi sono nominati dal rettore o direttore.

Il Consiglio della Facoltà o della Scuola si compone, di regola, di tutti i professori ufficiali che vi appartengono.

203. I bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi delle Università e degli Istituti superiori liberi sono comunicati, per conoscenza, al Ministero dell'educazione nazionale (130).

Alle Università e agli Istituti superiori liberi non si applicano le disposizioni degli artt. 56 e 59, comma secondo, del presente testo unico.

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(130) Ora, della pubblica istruzione.

210. La censura ai professori di ruolo è inflitta per iscritto dal rettore o direttore, udite le giustificazioni dell'interessato.

La censura ai rettori o direttori è inflitta esclusivamente dal Ministro.

L'iniziativa dei procedimenti disciplinari di cui all'art. 89 può essere presa anche dal Ministro, i conseguenti provvedimenti sono adottati con decreto Ministeriale.

Le disposizioni del comma precedente valgono per i procedimenti disciplinari a carico di liberi docenti nei casi di cui all'art. 126, comma quarto.

211. Tutti i provvedimenti concernenti lo stato giuridico e il trattamento economico e di quiescenza del personale di ogni categoria sono deliberati dal Consiglio d'amministrazione e resi esecutivi dal presidente del detto Consiglio, salvo il disposto dei commi secondo, terzo e quarto dell'articolo precedente.

……………………………………………….

Legge 14-8-1982 n. 590. Istituzione di nuove università. (Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 agosto 1982, n. 231, S.O.).

TITOLO I. Programmazione universitaria

1. Piano quadriennale di sviluppo universitario e istituzione di nuove università.

[Il piano quadriennale di sviluppo della università, di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , è approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della pubblica istruzione, sentito il parere delle competenti Commissioni permanenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

L'istituzione di nuove università statali e di nuove facoltà e corsi di laurea in sedi diverse da quelle delle università statali già esistenti può essere disposta solo con legge. A tal fine il Ministro della pubblica istruzione, sentito il parere del Consiglio universitario nazionale e delle regioni interessate, presenta al Parlamento i disegni di legge istitutivi, di norma, almeno otto mesi prima dell'inizio del quadriennio nel corso del quale le nuove istituzioni devono diventare operanti.

Le proposte di istituzione di nuove università statali saranno dirette ad assicurare uno sviluppo equilibrato delle strutture universitarie, provvedendo a tal fine prioritariamente all'istituzione di università nelle aree del territorio nazionale che ne sono carenti e allo sdoppiamento delle università troppo affollate. Ogni università non può, di regola, avere più di 40.000 studenti.

L'istituzione di nuove facoltà o corsi di laurea presso università statali o non statali, riconosciute per rilasciare titoli di studio aventi valore legale, è proposta dall'università interessata e si effettua, con procedura amministrativa, in conformità del piano quadriennale di cui al primo comma.

Il riconoscimento ad università non statali della facoltà di rilasciare titoli di studio aventi valore legale, può avvenire solo con legge. Tale riconoscimento comporta l'obbligo di adeguare gli ordinamenti interni dell'università non statale ai principi che regolano l'ordinamento universitario statale.

Nel quadro del primo piano di sviluppo quadriennale di cui al presente articolo sarà prioritariamente considerata la esigenza di realizzare una migliore articolazione territoriale universitaria nelle regioni Piemonte, Campania, Emilia Romagna e Puglia] (2).

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(2) Articolo abrogato dall'art. 4, D.P.R. 27 gennaio 1998, n. 25.

DpR 25/1998. Art. 4. Abrogazione di norme.

1. Sono abrogati gli articoli da 1 a 3 della legge 14 agosto 1982, n. 590 , nonché gli articoli da 1 a 6 e l'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 245.

2. Restano ferme le disposizioni di cui alla legge 23 dicembre 1996, n. 662 , articolo 1, commi 90, 91 e 92 (16).

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(16) Le disposizioni del presente decreto sono state abrogate, ad eccezione dell'articolo 2, commi 5, lettere a), b), c) e d), 6 e 7, nonché dell'articolo 3 e dell'articolo 4, dall'art. 1-ter, D.L. 31 gennaio 2005, n. 7, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.


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