Lo psicologo della testimonianza in equipe con lo studio legale
Sommario: Chi è lo psicologo della testimonianza - Indagini Difensive - Sostegno Psicologico dell'Assistito - In Dibattimento.
Chi è lo psicologo della testimonianza
Lo Psicologo della Testimonianza è uno Psicologo, possibilmente specializzato in Psicologia Giuridica, Scienze Forensi, Criminologia, Psicologia della Memoria, della Percezione, del Pensiero, che studia i complessi meccanismi della mente che "testimonia" per coadiuvare le forze dell'ordine nella fase investigativa e la magistratura e la giurisprudenza in dibattimento.
Non si sta parlando qui di "Criminologi", la cui definizione oggi sfugge a qualunque tentativo.
Un Criminologo potrebbe benissimo essere (e spesso lo è) chiunque parlasse di un crimine...
In effetti il ruolo dello Psicologo è oggi visto con utilità solo nell'ambito della formazione delle Forze dell'Ordine o in caso di Consulenze e Perizie in dibattimento; al massimo, se ci va bene, ci invitano nei salotti televisivi a commentare questo o quell'altro caso di cronaca.
Lo Psicologo della Testimonianza rappresenta invece una figura professionale con la sua propria dignità in campo teorico laddove si occupi di ricerca in tal senso, nonchè figura professionale con possibilità di applicazione pratica in supporto agli Avvocati.
Per meglio spiegare tale concetto proviamo a declinare le competenze dello Psicologo della Testimonianza in ogni fase del "Crimine".
Per farlo ci aiuteremo con le parole del Professor Guglielmo Gulotta, non a caso sia Psicologo che Avvocato. Soprattutto sottolineiamo che l'attività dello Psicologo Forense deve fare sempre riferimento alla normativa e alla legge, unica maniera di lavorare in modo serio e credibile. Lo Psicologo Forense infatti dispone di strumenti giuridici importantissimi, e dunque il suo impiego, oltre che utile, è del tutto legale.
Come a dire: l'Avvocato dispone di uno strumento utilissimo e legale, dunque perchè non usarlo?
Indagini Difensive
Riferimento Normativo Legge 397/2000
In questa delicatissima fase, l'Avvocato struttura quella che sarà la sua futura linea di lavoro.
Fin da questo primo momento, anzi direi soprattutto da questo momento, può essere fondamentale il supporto di uno Psicologo Forense. Il Consulente infatti, in virtù dell'articolo 391bis c.p.p., può "conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell'attività investigativa".
Che significa questo nella pratica?
Significa che il Consulente dell'Avvocato può collaborare già in fase di sopralluogo e di accertamento tecnico utilizzando la sua competenza ad esempio nell'analisi dell'ambiente; significa che può utilizzare le sue conoscenze sulla comunicazione non verbale e la menzogna registrando le reazioni del presunto colpevole al momento dell'arresto; significa che può intervistare (e si usa questo termine al posto di "interrogare") le persone informate sui fatti.
Significa soprattutto che può aiutare l'Avvocato nella difesa del suo assistito (indagato) sottolineandone gli elementi a discarico, analizzando eventuali domande suggestive agli interrogatori, contestando ipotetici errori della ricognizione fotografica, preparando l'interrogatorio.
Se invece l'assistito fosse la Vittima si potrebbe aiutarla, attraverso tecniche di Intervista specifiche, a meglio ricordare i fatti e soprattutto a gestire la valenza emotiva connessa agli stessi.
Sostegno Psicologico dell'Assistito
L'Avvocato non è figura preposta al sostegno psicologico, e tuttavia di un sostegno psicologico ha bisogno il suo assistito. Spesso le persone chiamano il proprio legale ad ogni ora del giorno e della notte, cercando non tanto risposte giuridiche quanto un comprensibile contenimento emotivo. Immaginiamo quale fonte di ansia possa essere per l'assistito (o per i suoi congiunti) l'imminente interrogatorio o il processo. Anche in questa fase lo Psicologo Forense può aiutare l'Avvocato sollevandolo da un compito necessario ma non di sua competenza.
In Dibattimento
La Testimonianza è una delle maggiori fonti di Prova, ed è anche in questa fase che le competenze dello Psicologo Forense, e ancor più della Testimonianza, possono essere impiegate; impiegate per evidenziare eventuali incongruenze al controinterrogatorio, e cioè per registrare aspetti del comportamento non verbale dissonanti con la dichiarazione resa dalla controparte; impiegate per illustrare all'Avvocato quali siano gli errori del giudizio o del pre-giudizio che possono danneggiare il suo assistito, e quali meccanismi cognitivi intervengano nella Corte al momento dell'emissione del verdetto.
Lo Psicologo della Testimonianza può esprimersi anche sull'Attendibilità e la Credibilità della stessa, credibilità che non deve riguardare la veridicità dell'evento reato (ciò che spetta SOLO all'Autorità Giudiziaria). Sospetto di stati di mitomania, suggestione, psicopatologia, falso ricordo, motivazione alla menzogna, analisi del testo della dichiarazione, analisi della "realtà percettiva e cognitiva" della dichiarazione rappresentano altrettanti ambiti in cui la competenza del Consulente Psicologo può fare la differenza.
Infatti il lavoro svolto in équipe (Avvocato - Psicologo) è un investimento a brevissimo termine per quanto riguarda l'esito del caso stesso poichè migliora le informazioni da utilizzare e arricchisce la strategia difensiva, e un investimento a lungo termine per il settore della Psicologia Giuridica e della Giurisprudenza.
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