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Consiglio dei ministri: decreto Ilva e normativa comunitaria
Consiglio dei Ministri, comunicato 30.11.2012

Il Consiglio dei Ministri è iniziato alle ore 10.40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell’ILVA di Taranto, che recepisce le indicazioni emerse nel corso dell’incontro tra Governo, parti sociali, amministratori locali e vertici aziendali del 29 novembre 2012 (cfr. comunicato stampa “ILVA: incontro Governo, parti sociali e amministrazioni locali” del 29 novembre 2012).

Il decreto consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate, e la tutela dell’occupazione. In questo modo vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria.

Il decreto è il risultato di un approfondito processo di consultazione e confronto tra il Governo, le amministrazioni e i soggetti privati coinvolti. Un percorso iniziato a luglio, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di 336 milioni di euro, proseguito ad agosto con un vertice nella città di Taranto, che ha portato il Consiglio dei Ministri il 5 settembre a concordare un percorso definito con le amministrazioni territoriali di mantenimento della produzione, rispetto dell’ambiente e della salute.

Il rilascio a ottobre da parte del Ministero dell’Ambiente dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) ha anticipato gli obiettivi fissati dall’Unione europea in materia di BAT - best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni. Con il provvedimento odierno all’AIA è stato conferito lo status di legge, che obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’AIA.

Il decreto di oggi mira a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative competenti. Si stabilisce che la società ILVA abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’AIA. L’ILVA è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale. I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione.

Si prevede poi che la società mantenga la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto, anche ai fini dell'osservanza di ogni obbligo di tutela sanitaria e ambientale.

Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull’attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà nominato con un successivo provvedimento. Il Garante acquisirà dall’azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente le eventuali criticità riscontrate nell’attuazione del risanamento e dell’Aia e potrà proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria.

Ogni sei mesi il Ministro dell’Ambiente riferirà alle Camere lo stato di attuazione dell'Aia e del piano di ambientalizzazione.

Il Consiglio dei Ministri si è pronunciato sulle seguenti materie:

A. Ratifica ed esecuzione Atti internazionali

B. Normativa comunitaria

C. Sistema nazionale di certificazione delle competenze

D. Leggi regionali

E. Nomine

A. RATIFICA ED ESECUZIONE ATTI INTERNAZIONALI

Su proposta del Ministro degli affari esteri, il Consiglio dei Ministri ha ratificato i seguenti atti internazionali:

- Protocollo d’Intesa tra il Governo della Repubblica Italiana e l’UNESCO, relativo al funzionamento in Italia, a Perugia, del Programma Mondiale di Valutazione delle Acque.

Il Programma Mondiale di Valutazione delle Acque è un Programma delle Nazioni Unite, istituito nel marzo 2000 allo scopo di sviluppare politiche e pratiche di gestione tali da migliorare la qualità delle risorse di acqua dolce, individuando, allo stesso tempo, soluzioni per superare le situazioni di crisi idrica nei vari Paesi. Di fatto, questo Programma coordina le azioni delle Agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di gestione delle acque.

L’obiettivo è quello di ridurre il numero di persone che, nel mondo, non riescono a permettersi l’acqua potabile sicura, e di contrastare lo sfruttamento non sostenibile delle risorse idriche. Questa finalità vanno raggiunte attraverso lo sviluppo di efficaci strategie di gestione dell’acqua ai livelli regionali, nazionali e locali, che promuovano l’equo accesso all’acqua ed un adeguato approvvigionamento.

Il Segretariato del Programma Mondiale pubblica periodicamente un Rapporto sullo Stato Idrologico Mondiale: il prossimo sarà presentato nel 2014 e da quell’anno la cadenza di pubblicazione del documento diverrà annuale.

- Ddl di ratifica ed esecuzione dell’ Accordo Italia-Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell’istruzione, della scienza e della tecnologica.

L’Accordo, firmato a Roma nel 2007, mira a promuovere la reciproca comprensione e cooperazione tra i due Paesi, anche alla luce del consistente impegno assunto dall’Italia per l’assistenza allo Sri Lanka dopo lo tsunami del dicembre 2005, e permetterà di sviluppare nuove collaborazioni nel campo dell’istruzione scolastica ed universitaria. Altri importanti obiettivi sono quelli di favorire l’insegnamento in Sri Lanka della lingua italiana - molto utile per i cittadini di quel Paese che vengono in Italia per lavoro - promuovere missioni archeologiche, ed avviare ricerche scientifiche congiunte in settori di comune interesse.

Il Consiglio ha inoltre avviato l’esame della ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è stata aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione e dell’Unione europea, l’11 maggio 2011 a Istanbul. L’Italia ha sottoscritto il trattato il 27 settembre 2012.

B. NORMATIVA COMUNITARIA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre provvedimenti, uno in via definitiva e due in via preliminare, che recepiscono le norme europee. Di seguito, in sintesi, il contenuto dei provvedimenti approvati.

- su proposta dei Ministri degli affari europei e dell’ambiente, di concerto con i Ministri competenti, e dopo aver acquisito i pareri favorevoli della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari competenti, il Consiglio ha approvato in via definitiva un decreto legislativo che integra e adegua la normativa vigente in tema di qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa (cfr. comunicato stampa n. 36 del 26 giugno 2012).

Le modifiche nascono dall’esigenza di superare alcune problematicità emerse nel corso della prima applicazione delle norme, entrate in vigore nel 2010, senza alterare la disciplina sostanziale ma assicurando un migliore raccordo fra le Regioni e Province autonome e il Ministero dell’ambiente.

- su proposta dei Ministri degli affari europei e dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio ha approvato in via preliminare un provvedimento che recepisce la direttiva europea del 2009 (n. 2009/119/CE) che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o prodotti petroliferi.

Il provvedimento garantisce un livello complessivo di scorte petrolifere distinte in scorte di sicurezza, che ciascuno Stato è obbligato a mantenere sul proprio territorio o su quello di altri Stati EU per fronteggiare le emergenze a livello europeo, e scorte specifiche di prodotti già raffinati, che ciascuno Stato conserva solo sul territorio nazionale. Tali scorte potranno essere usate anche per fronteggiare emergenze locali. L’Acquirente Unico, già operante nel settore elettrico, assumerà le funzioni di organismo centrale di stoccaggio e gestirà la parte di scorte di competenza statale. Per facilitare inoltre l’impiego della capacità dei depositi di stoccaggio già esistenti, presso il GME – Ente gestore del mercato elettrico e del gas – verrà realizzata una apposita piattaforma di mercato.

Il provvedimento, una volta approvato in via definitiva, rappresenta un’opportunità di crescita per il Paese. Dall’ultima registrazione del 2011 emerge che circa il 15% delle scorte petrolifere nazionali è detenuto all’estero. Il nuovo provvedimento pone le condizioni per ridurre le scorte all’estero e fare in modo che l’Italia diventi un Paese che accoglie le scorte di altri Stati membri.

Il provvedimento verrà sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti.

- su proposta dei Ministri degli affari europei e del lavoro, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio ha approvato in via preliminare un provvedimento che attua le norme europee in materia di semplificazione e razionalizzazione delle relazioni all’Unione europea sull’attuazione pratica in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La semplificazione consiste nell’invio di una relazione unica all’Unione europea sullo stato di attuazione di tutte le direttive in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di una norma già approvata dal Consiglio il 16 ottobre 2012 tra le disposizioni di semplificazione per i cittadini e le imprese. L’inserimento in un provvedimento a parte consente di rispettare il termine di scadenza della direttiva.

C. SISTEMA NAZIONALE DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Su proposta dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con gli altri Ministri competenti, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, un provvedimento sul Sistema nazionale di certificazione delle competenze, in attuazione della riforma del mercato del lavoro per la crescita (legge n. 92 del 2012).

L’Italia dimostra così di rispondere alle sollecitazioni rivolte dall’Unione europea ai Paesi membri perché, in un periodo di crisi economica globale, si dotino degli strumenti legislativi che consentano al maggior numero di persone, in particolare ai giovani in cerca di prima occupazione e ai giovani NEET, di far emergere e far crescere il grande capitale umano rappresentato dalle competenze che le persone acquisiscono in contesti non formali e informali, soprattutto sul lavoro, nella vita quotidiana e nel tempo libero. Questo patrimonio è ancora sommerso in Italia, a differenza di altri Paesi dell’Ue.

La certificazione delle competenze comunque maturate dalle persone è considerata dall’Ue un elemento strategico di innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale e professionale delle persone, per la crescita sociale ed economica di ogni Paese. Anche per la flexicurity.

Il provvedimento contiene norme generali e livelli essenziali delle prestazioni riguardanti:

- l’individuazione e la validazione degli apprendimenti acquisiti dalle persone, in modo intenzionale, in contesti non formali - ovvero al di fuori delle istituzioni scolastiche e formative e dell’università - nelle imprese, nel volontariato, nel servizio civile nazionale, nel privato sociale e, in contesti informali, ovvero nella vita quotidiana e nel tempo libero;

- la struttura del sistema nazionale di certificazione delle competenze, con l’indicazione dei soggetti pubblici che ne fanno parte, con funzioni di regolamentazione dei relativi servizi negli ambiti di propria competenza (“Enti titolari”), e dei soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati (“enti titolati”) per l’erogazione di tali servizi;

- l’istituzione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, accessibile e consultabile per via telematica. La mancanza del repertorio ha costituito, sino ad oggi, un grave problema anche per l’orientamento dei giovani e degli adulti;

- gli standard degli attestati e dei certificati, in modo che essi siano spendibili a livello nazionale e dell’Ue (cosa che oggi avviene solo per i titoli di studio e per le abilitazioni professionali relative a professioni regolamentate);

- gli standard delle procedure di identificazione, valutazione e attestazione delle competenze;

- gli standard di sistema (misure di informazione, requisiti professionali degli operatori, accesso agli atti, ecc.);

- la dorsale informativa unica che assicurerà a ogni persona, attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi, di avere, in rete, “lo zainetto” digitale delle sue competenze;

- il monitoraggio e la valutazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Il provvedimento completa un “pacchetto di innovazioni” per innalzare i livelli di istruzione e formazione delle persone adulte che, entro il mese di dicembre, sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni, città e Autonomie locali, comprendente anche uno specifico accordo per l’orientamento permanente degli adulti, e un’intesa per la costruzione di reti territoriali per l’apprendimento permanente, di cui faranno parte scuole, università, centri territoriali per l’istruzione degli adulti, camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, imprese e loro rappresentanze datoriali e sindacali.

D. LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri ha esaminato, su proposta del Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi, tredici leggi regionali.

Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale:

- della legge Regione Abruzzo n. 48 del 28/09/2012 “Modifiche alla legge regionale 17 novembre 2010, n. 49 “Interventi normativi e finanziari per l’anno 2010”, modifiche alla legge regionale 10 marzo 1993, n. 15 “Disciplina per l’utilizzo e la rendicontazione dei contributi ai gruppi consiliari” e disposizioni relative al contenimento della spesa del personale a tempo determinato”in quanto contiene disposizioni in materia di personale in contrasto con l’art. 117, terzo comma, della Costituzione;

- della Legge Provincia di Trento n. 20 del 04/10/2012 “Legge provinciale sull'energia e attuazione dell'articolo 13 della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE” in quanto contiene alcune disposizioni in materia di concessioni di derivazioni a scopo idroelettrico che contrastano con l’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione ed altre disposizioni che contrastano con gli art. 81, quarto comma e 117, terzo comma, della Costituzione;

- della Legge Regione Veneto n. 40 del 28/09/2012 “Norme in materia di unioni montane” in quanto contiene alcune disposizioni in materia di esercizio in forma associata di funzioni e servizi da parte dei comuni che violano l’art. 117, terzo comma, della Costituzione;

- della Legge Regione Veneto n. 38 del 28/09/2012 “Disposizioni relative alla erogazione dei medicinali e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” in quanto contiene alcune disposizioni in contrasto con l’art. 117, terzo comma, della Costituzioni che riserva allo Stato i principi in materia di tutela della salute;

- della legge della Provincia di Trento n. 21 del 04/10/2012 “Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento provinciale in materia di servizi pubblici, di revisione della spesa pubblica, di personale e di commercio in quanto contiene alcune disposizioni in contrasto con l’art. 117, terzo comma, della Costituzioni che riserva allo Stato i principi in materia di tutela della salute.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, altresì, la rinuncia parziale all’impugnativa della legge della Regione Liguria n. 2 del 7/02/2012 e la rinuncia totale all’impugnativa della legge della Regione Puglia n. 13 /2012 a seguito di intervenuta abrogazione o modifica di norme precedentemente impugnate.

Per altre leggi regionali il Consiglio dei Ministri ha deliberato la non impugnativa. Si tratta delle seguenti leggi:

1) Legge Regione Lazio n. 14 del 27/09/2012 “Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 2010, n. 5 (Disposizioni collegate alla legge di assestamento al bilancio 2010-2012). Soppressione delle Commissioni Speciali”.

2) Legge Regione Trentino Alto Adige n. 6 del 21/09/2012 “Trattamento economico e regime previdenziale dei membri del Consiglio della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige”.

3) Legge Regione Abruzzo n. 47 del 28/09/2012 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 agosto 2011, n. 30 “Soppressione dell’Azienda di Promozione Turistica della Regione Abruzzo (APTR)”.

4) Legge Regione Umbria n. 14 del 27/09/2012 “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.

5) Legge Regione Marche n. 28 del 24/09/2012 “Modifiche alla Legge Regionale 17 luglio 1996, n. 26: “Riordino del servizio sanitario regionale” e alla Legge Regionale 20 giugno 2003, n. 13: “Riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale”.

6) Legge Regione Piemonte n. 12 del 03/10/2012 “Modifiche alla legge regionale 13 ottobre 1972, n. 10 (Determinazione dell'indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta regionale) e alla legge regionale 10 novembre 1972, n. 12 (Funzionamento dei Gruppi consiliari).

7) Legge Provincia di Trento n. 19 del 04/10/2012 “Disciplina della ricezione turistica all'aperto e modificazioni della legge provinciale 28 maggio 2009, n. 6, in materia di soggiorni socio-educativi.

8) Legge Regione Veneto n. 39 del 28/09/2012 “Modifiche alla legge regionale 23 aprile 1990, n. 32 “Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi”.

E. NOMINE

Il Consiglio ha nominato, su proposta del Presidente del Consiglio, il Prefetto dottor Angelo SINESIO Commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie, a decorrere dal 1° gennaio 2013.

Su proposta del Ministro dell’interno, ha approvato il seguente movimento di prefetti: dottor Armando GRANDONE prefetto a Siracusa, cessando dalla disposizione con incarico; dottoressa Silvana RICCIO a disposizione con incarico, cessando dal fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio; dottoressa Anna PALOMBI ispettore generale di Amministrazione, cessando dalla disposizione con incarico; dottoressa Marcella CONVERSANO a disposizione con incarico, cessando da ispettore generale di Amministrazione.

Su proposta del Ministro dell’interno, ha nominato il dottor Giovanni Paolo TEDESCO componente della commissione straordinaria per la gestione del comune di Platì (RC) in sostituzione del dottor Giuseppe Belpanno.

Su proposta del Ministro della difesa, ha conferito al tenente generale r.n. del Corpo di commissariato dell’Esercito in s.p. Giuseppe FABBRI le funzioni di Direttore dell’Ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari, a decorrere dal 21 dicembre 2012.

Il Consiglio ha conferito la cittadinanza italiana alla Signora Nadine Renno che, a causa della scomparsa del coniuge, il Capitano di Corvetta Vincenzo Simonini, Ufficiale impiegato nell’ambito della missione delle Nazioni Unite UNIFIL in Libano, non ha raggiunto i limiti di tempo previsti per ottenere la cittadinanza.

Su proposta del Presidente del Consiglio la discussione sul decreto legislativo riguardante l’incandidabilità è rinviata ad un Consiglio dei Ministri appositamente convocato per mercoledì 5 dicembre.

La riunione è terminata alle ore 17.00.

(Altalex, 3 dicembre 2012. Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 56 del 30 novembre 2012)







avv. Massimo Aprile

Lo studio legale Aprile opera in Chioggia dal 1918. Diritto civile, amministrativo, esecuzioni mobiliari e immobiliari, infortunistica, diritto sportivo (giudice federale F.I.G.C.); disponibile a domiciliazioni in Chioggia e Venezia (T.A.R., Corte)


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