ricorda
Non sei registrato?
Registrati ora
Il tuo carrello
Totale : € 0,00
Concessione edilizia: per evitare la decadenza occorre l'effettivo inizio dei lavori
Consiglio di Stato , sez. V, sentenza 01.10.2003 n° 5648
La concessione o autorizzazione edilizia decade se manca un effettivo inizio dei lavori, che va valutato con specifico e puntuale riferimento all’entità ed alle dimensioni dell’intervento edificatorio.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5648 del 1 ottobre 2003.

Nel caso di specie, che rigurdava un'autorizzazione per la costruzione di tre serre a carattere precario e lavori di manutenzione straordinaria interni ad un fabbricato rurale, i giudici hanno ritenuto che i lavori effettuati di sbancamento e livellamento del terreno, nonché di scavo delle prime fondazioni, potessero essere utilmente invocati a titolo di inizio dei lavori.

(Altalex, 14 ottobre 2003)





CONSIGLIO DI STATO

SEZIONE V

Sentenza 1 ottobre 2003 n. 5648

(Pres. Frascione, Est. Mastrandrea)


FATTO

Al sig. C., titolare di un’azienda agricola per la produzione e la commercializzazione di piante esotiche e ornamentali, veniva rilasciata dal Sindaco di Maiori, in data 21 ottobre 1989, l’autorizzazione edilizia n. 77/88, abilitante all’esecuzione dei seguenti lavori: "costruzione di pertinenze agricole consistenti nella realizzazione di impianti di n. 3 serre a carattere precario e facilmente smontabili nonché lavori di manutenzione straordinaria interni al fabbricato rurale esistente".
Con provvedimento assunto il 28 luglio 1990 (impugnato in prime cure), a seguito dell’accertamento tecnico effettuato il 5 luglio 1990, il Sindaco dichiarava però decaduta la predetta autorizzazione edilizia, per non aver dato, il titolare della stessa, effettivo inizio ai lavori nel termine di mesi sei stabilito nella stessa.

2. L’intestato ricorrente agiva dunque, nell’ottobre del 1990, per l’annullamento del detto provvedimento di decadenza, proponendo apposito ricorso al TAR della Campania, Sezione di Salerno, e deducendo profili di violazione di legge ed eccesso di potere.

3. Il Tribunale amministrativo adito, dopo aver concesso nel novembre 1990 l’invocata tutela cautelare, con la sentenza impugnata di cui in epigrafe respingeva il gravame, ritenendo in definitiva che gli elementi forniti dal ricorrente non fossero affatto sufficienti a contraddire quanto poteva desumersi dall’accertamento tecnico disposto dall’Amministrazione.

4. Il sig. C. ha dunque interposto l’appello in trattazione avverso la prefata pronunzia, contestando tra l’altro funditus, in punto di fatto, il presupposto (mancato inizio dei lavori) che ha portato all’adozione del provvedimento contestato in primo grado.

5. L’Amministrazione comunale si è costituita in giudizio per resistere all’appello.
Le parti hanno depositato memoria.
Alla pubblica udienza del 29 aprile 2003 il ricorso in appello è stato introitato per la decisione.

DIRITTO

1. L’appello merita accoglimento.
In data 21 ottobre 1989 il Comune di Maiori rilasciava in favore dell’odierno appellante, titolare di un’azienda agricola per la produzione e la commercializzazione di piante esotiche e ornamentali, l’autorizzazione edilizia n. 77/88, per la costruzione di pertinenze agricole, consistenti in tre serre a carattere precario, nonché per la realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria interni al fabbricato rurale esistente.

Sta di fatto che, espone l’Amministrazione comunale resistente, a seguito di accertamento tecnico eseguito in data 5 luglio 1990 dal locale Comandante della Polizia municipale insieme a un professionista all’uopo incaricato si accertava, "in maniera inequivocabile", che a tale data, quando dunque erano ampiamente trascorsi i sei mesi messi a disposizione dal titolo abilitativo, non risultavano iniziati i lavori oggetto dell’autorizzazione edilizia assentita. Doveroso, dunque, si appalesava l’intervento del Sindaco di Maiori, il quale, preso atto degli esiti dell’accertamento, non poteva che adottare, nei confronti del C., il contestato provvedimento di decadenza dell’autorizzazione edilizia.

2. Sollecitato a ciò dalle lamentele del ricorrente, il Collegio è chiamato a verificare se il provvedimento impugnato in prime cure si basasse effettivamente su presupposti inequivocabili. Il resoconto dell’accertamento tecnico effettuato il 5 luglio 1990, stilato il giorno successivo, dava in effetti conto, rimandando alla documentazione fotografica allegata, della realizzazione di uno scavo, seppur piccolo ed irregolare, parallelo al corso d’acqua che scorre nelle prossimità (oltre ad evidenziare il disordinato deposito di notevoli quantità di detriti di riporto, tale da far ipotizzare una discarica non autorizzata ricadente in prossimità dell’alveo torrentizio).

3. Orbene, anche se non può attribuirsi valenza decisiva alla perizia giurata prodotta in prime cure dal ricorrente e dalla quale si evincerebbe, ma trascorso un ulteriore mese dall’accertamento comunale, la realizzazione di due scavi di fondazione, concentrando invece l’attenzione, come doveroso, sui presupposti e sul corredo motivazionale del gravato provvedimento di decadenza, la trama argomentativa del reclamante, che a tempo debito (e quindi prima della scadenza del termine semestrale) si era premurato di comunicare formalmente all’Amministrazione comunale l’avvenuto inizio dei lavori, risulta nondimeno persuasiva sotto un duplice profilo: a) l’esistenza dei presupposti indispensabili per configurare un effettivo inizio dei lavori, al fine di scongiurare la decadenza dell’autorizzazione edilizia, non va valutata in via generale ed astratta, ma con specifico e puntuale riferimento all’entità ed alle dimensioni dell’intervento edificatorio autorizzato (Cons. Stato, V, 16 novembre 1998, n. 1615); il tutto, ovviamente, in ossequio anche all’esigenza di evitare che il termine prescritto possa essere eluso con ricorso a lavori fittizi e simbolici. Ciò posto, non può passare in secondo piano la circostanza che nella specie trattavasi di assenso relativo ad interventi di dimensioni estremamente modeste, e perdipiù attinenti a opere di carattere precario e completamente smontabili. Non può pertanto escludersi che, a fronte di opere assentite di siffatto genere, anche i lavori di sbancamento e livellamento del terreno, nonché di scavo delle prime (necessariamente minime) fondazioni, potessero essere utilmente invocati a titolo di inizio dei lavori.

Dovendosi, quindi, rapportare, in maniera specifica e puntuale, l’effettivo inizio dei lavori all’entità e alle dimensioni di interventi edificatori assentiti per di più con un titolo autorizzatorio (per i quali, nella specie, non era di certo necessario ipotizzare l’organizzazione di un vero e proprio cantiere), può concludersi, in ordine a questo punto, nel senso che la declaratoria di decadenza non era affatto conseguenza del tutto vincolata dell’incontestato accertamento tecnico espletato dagli organi comunali. I presupposti del provvedimento impugnato erano dunque, in tal senso, fallaci, non potendosi portare a supporto della determinazione contestata la sostenuta inequivocità della situazione in fatto; b) in ogni caso, è ancor più evidente come il provvedimento in origine impugnato soffrisse del fatto che non risultava essere stato portato a termine alcun accertamento in relazione ai lavori interni al fabbricato rurale, parimenti assentiti con il titolo autorizzatorio di cui si discute, ed in ordine al tempestivo inizio dei quali il ricorrente, senza subire contestazione specifica da parte dell’Amministrazione, aveva proposto efficaci elementi probatori di supporto. Sotto questo profilo, pertanto, la carenza e lacunosità del provvedimento gravato in prime cure non è, in questa sede, in alcun modo revocabile in dubbio.

4. Alla stregua, pertanto, del complesso delle considerazioni che precedono, l’appello merita accoglimento ed analogo responso va riservato al ricorso di primo grado, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Le spese processuali, riferite ai due gradi di giudizio, possono essere compensate tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in appello in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto, in riforma dell’impugnata sentenza, accoglie il ricorso di primo grado e annulla il provvedimento di decadenza impugnato.

Spese di entrambi i gradi di giudizio compensate tra le parti.

Studio legale Antolini

Lo studio opera su tutta la provincia di Trento ed ha sede a Tione di Trento Lo studio si occupa di diritto civile , penale, divorzi e separazioni, infortunistica stradale procedure esecutive, diritto tavolare ed consulenza legale domiciliazioni


COLLABORA
Partecipa attivamente alla crescita del web giuridico: consulta le modalitˆ per collaborare ad Altalex . Inviaci segnalazioni, provvedimenti di interesse, decisioni, commenti, articoli, e suggerimenti: ogni prezioso contributo sarˆ esaminato dalla redazione.
NOTIZIE COLLEGATE
Legittimazione del possessore a chiedere concessione edilizia (Consiglio di Stato , sez. V, decisione 28.05.2001 n° 2882 )


Seminario online di aggiornamento professionale, accreditato 4 ore CNF

I seminari in materia di processo telematico, mirano a fornire all’Avvocato una preparazione di base in vista dell’imminente entrata a regime del Processo Civile telematico. L'intero percorso formativo &egr ...

Segnalazioni Editoriali
Il recupero del credito (Sconto 10%) Cirillo Bruno 82,00 € 73,60
CEDAM — Anno 2014
Partendo dall’analisi degli strumenti di autotutela (eccezione di inadempimento e diritto di ritenzione), il volume...

Calcolo danno macrolesioni con le tabelle dei principali Tribunali italiani

Milano-Roma 2013
abbinamento accertamento tecnico preventivo affidamento condiviso agenzia delle entrate amministratore di condominio anatocismo Appello appello incidentale arresti domiciliari assegno di mantenimento assegno divorzile atto di precetto atto giudiziario autovelox avvocato bando di concorso carceri cartella esattoriale certificato di agibilità codice della strada codice deontologico forense codice penale codice procedura civile cognome collegato lavoro comodato compensi professionali concorso in magistratura concussione condominio contratto preliminare contributo unificato convivenza more uxorio danno biologico danno morale Decreto decreto balduzzi decreto del fare decreto ingiuntivo decreto salva italia demansionamento depenalizzazione reati minori difesa d'ufficio dipendenti non agricoli diritto all'oblio diritto civile diritto penale donazione equa riparazione Equitalia esame esame avvocato esame di avvocato falso ideologico fermo amministrativo figli legittimi figli naturali figlio maggiorenne filtro in appello fondo patrimoniale formulario Gazzetta Ufficiale geografia giudiziaria Giudice di Pace giudici ausiliari giudici di pace giustizia guida in stato di ebbrezza incidente di esecuzione indennizzo diretto induzione indebita Inps insidia stradale interessi legali ipoteca jobs act legge di stabilità legge pinto lieve entità mansioni superiori mediazione civile mediazione obbligatoria messa alla prova milleproroghe ne bis in idem negoziazione assistita occupazione abusiva oltraggio a pubblico ufficiale omesso versamento ordinanza-ingiunzione overruling parametri forensi parere civile parere penale pedone posta elettronica certificata precari precetto prima traccia processo civile processo civile telematico processo telematico procura alle liti provvigione pubblica amministrazione querela di falso responsabilità medica riassunzione ricorso per cassazione riforma della giustizia riforma forense riforma fornero sblocca Italia sciopero seconda traccia semplificazione fiscale sentenza Franzese sequestro conservativo servitù sfratti silenzio assenso soluzioni proposte sospensione della patente sospensione feriale spending review Stalking tabella tabelle millesimali tariffe forensi tassi usurari tracce di esame tribunali tulps usucapione Usura