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Vademecum per le notifiche in proprio degli avvocati
Articolo di Giulia Ferrarese e Antonio F. Rosa 16.12.2003



Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati
Palazzo della Corte d’appello - Venezia

VADEMECUM PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI

Avv. Giulia Ferrarese
Avv. Antonio F. Rosa


LA NOVITA’ DELLA LEGGE nr. 53/1994

Con la legge 53/1994 si attribuisce agli Avvocati la facoltà di notificazione degli atti giudiziari, facendo venire meno l’intermediazione necessaria dell'Ufficiale Giudiziario e così consentendo agli avvocati di svolgere questa funzione.

Questa è una facoltà concessa e non significa che l’avvocato notificatore è poi obbligato a notificare in proprio tutti gli atti: egli può sempre avvalersi – quando lo ritiene - dell’intermediazione dell’Ufficiale Giudiziario.

CHI PUO’ NOTIFICARE

Ha la facoltà di notificare un Avvocato che:

- sia iscritto all’albo;

- sia stato preventivamente autorizzato dal proprio Consiglio dell’Ordine;

- sia munito d’apposito registro cronologico;

sia munito di procura alle liti, rilasciata nelle forme di cui all’art. 83 C.p.c..

CHI PUO’ ESSERE AUTORIZZATO DAL C.D.O. A NOTIFICARE IN PROPRIO

L’autorizzazione deve essere richiesta e data dal Consiglio dell’Ordine competente per iscrizione, essa è personale e – quindi- non può essere rilasciata indistintamente in favore delle associazioni professionali.

La legge prevede che l’autorizzazione possa essere concessa solo se l’avvocato non ha procedimenti disciplinari in corso e non ha riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale o altra più grave sanzione (cancellazione o radiazione); quindi anche a chi ha riportato la sanzione della cancellazione e dovesse essere reiscritto non può essere concessa la facoltà di notificare in proprio.

Ottenuta l’autorizzazione dal Consiglio dell’Ordine, ci si reca alla Segreteria del Presidente del Tribunale e si fa apporre il visto sull’originale e su una copia, che viene restituita all’avvocato (prassi seguita nel Tribunale di Verona)

Dopo l’apposizione del visto, si può iniziare a notificare.

QUANDO SI PERDE LA FACOLTA’ DI NOTIFICARE

L’autorizzazione deve essere prontamente revocata dal C.d.O. in caso sia in seguito irrogata una sanzione disciplinare di sospensione, cancellazione e radiazione.

Non deve essere revocata in caso d’apertura di procedimento disciplinare, ma il Consiglio dell’Ordine ha il potere discrezionale di revocarla quando ritiene “motivatamente inopportuna la prosecuzione dell’esercizio della facoltà”.

Ritengo che in caso di trasferimento ad altro Ordine sia necessario richiedere al nuovo Ordine la facoltà di notificare, in quanto la legge parla di preventiva autorizzazione dell’ordine nel cui albo il professionista è iscritto; sarà comunque necessario prevedere la formale comunicazione da Ordine a Ordine dell’autorizzazione concessa, perché se così non fosse verrebbe, di fatto, vanificato il potere/dovere di controllo e revoca dell’Ordine.

Il rigetto della richiesta autorizzazione o la revoca per motivate ragioni d’inopportunità vanno emessi dal C.d.O. in camera di consiglio e previa audizione dell’avvocato interessato.

Contro questi provvedimenti, immediatamente esecutivi, è ammissibile il reclamo avanti il C.N.F. entro 10 giorni.

COS’E’ IL REGISTRO CRONOLOGICO

Ottenuta l’autorizzazione, l’avvocato deve obbligatoriamente munirsi del registro cronologico.

Il registro deve rispettare il modello stabilito dal Ministero di concerto col C.N.F. (vedasi allegato al D.M. 27.5.1994, in G.U. 7.6.1994 n.131); esso può essere acquistato presso le cartolerie specializzate, al pari delle buste che serviranno per la notifica.

Il registro può essere anche costituito da moduli continui vidimati “uso computer”, che –ovviamente- devono contenere tutte le voci previste dal modello stabilito.

Il registro, ottenuta l’autorizzazione, va numerato e vidimato, in ogni mezzo foglio, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine o da un consigliere delegato all’uopo.

COME SI TIENE IL REGISTRO

Nel registro va annotata giornalmente, a cura del professionista notificante, ogni notificazione eseguita.

Ai fini del compimento di tali annotazioni, l’avvocato è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge.

COSA SI DEVE ANNOTARE NEL REGISTRO
  • il numero d’ordine della notificazione è progressivo per ogni notifica, anche per ogni destinatario del medesimo atto; la numerazione prosegue, anche se cambia l’anno;

  • il cognome ed il nome della parte istante;

  • la natura dell’atto da notificare;

  • l’Ufficio Giudiziario ed eventualmente la Sezione;

  • il cognome ed il nome del destinatario della notifica;

  • l’indirizzo ove l’atto deve essere spedito (notifica postale) o il luogo ove è avvenuta la notifica diretta;

  • il numero della raccomandata e l’Ufficio Postale;

  • la data di spedizione e quella di ricezione;

  • le spese postali;

  • se la notifica è fatta a mani d’altro avvocato, la data e l’ora della consegna, indicando le generalità del ricevente e facendolo sottoscrivere;

  • gli estremi del deposito in cancelleria di copia dell’atto notificato in opposizione ex art. 645 C.p.c. o per impugnazione.

Ovviamente il registro va tenuto secondo le ordinarie norme, senza spazi bianchi, abrasioni, con cancellazioni leggibili e senza uso del cd. “bianchetto” per cancellare.

GLI ATTI CHE SI POSSONO NOTIFICARE

Gli atti che si possono notificare secondo la legge 53/1994 sono:

gli atti in materia civile ed amministrativa;

gli atti stragiudiziali.

Quindi quasi tutti gli atti processuali, gli atti civili di esercizio di diritti sostanziali, quali la messa in mora, la diffida, la disdetta, l’opzione e gli atti amministrativi di diffida o di messa in mora per provocare il silenzio assenso o il silenzio rifiuto.

L’avvocato non può notificare gli atti processuali che sono e restano di competenza esclusiva degli ufficiali giudiziari, quali ad esempio le intimazioni ai testi, l’avviso di sloggio ed i pignoramenti immobiliari.

Si ritiene che possano essere notificati in proprio anche gli atti d’accesso del giudizio arbitrale, indipendentemente dalla natura dell’arbitrato.

Per l’avvocato che notifica personalmente per mezzo del servizio postale non esistono i limiti di competenza territoriale come per l’Ufficiale Giudiziario (vedi, invece, appresso, i limiti territoriali per la notifica diretta). La Suprema Corte ha avuto modo di precisare che “ Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull'eliminazione del coinvolgimento della figura dell'ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che - a differenza di quanto avviene per l'ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell'organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale - nei confronti dell'avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria”(Cassazione civile, sez. lav., 19 febbraio 2000, n. 1938).

Per gli atti stragiudiziali vi è il problema che la legge prevede, per potersi avvalere della facoltà di notificare, che l’avvocato sia titolare di una procura alle liti rilasciata ex art. 83 C.p.c.; di conseguenza, per gli atti stragiudiziali, il difensore dovrà essere preventivamente munito di procura rilasciata con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

PARTICOLARI ADEMPIMENTI SUCCESSIVI PER LA NOTIFICA DI ALCUNI ATTI PROCESSUALI

Gli atti d’impugnazione e l’atto d’opposizione a decreto ingiuntivo comportano l’obbligo per il difensore notificante di sostituirsi all’Ufficiale Giudiziario nel dare avviso alla Cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato o il decreto opposto mediante deposito di copia dell’atto notificato.

COME SI FA UNA NOTIFICA

Ci sono due forme di notifica: quella diretta e quella a mezzo del servizio postale.

LA NOTIFICA DIRETTA

Questa notifica si attua con la consegna diretta dell’atto, da parte del difensore, nel domicilio del destinatario.

Ciò è possibile a condizione che:

  • il destinatario sia altro avvocato che abbia la qualità di domiciliatario di una parte.

  • il destinatario sia iscritto nello stesso albo del difensore notificante

  • l’atto sia preventivamente vidimato e datato dal Consiglio dell’Ordine nel cui albo entrambi sono iscritti. La formula da apporre sull’originale e sulla copia, prima della relata di notifica, potrebbe essere la seguente “Si vidima il presente atto ai sensi del secondo comma art. 4 Legge 21.1.1994 nr. 53, composto di … pagine. Luogo, Data, Timbro C.d.O e firma”

L’atto deve essere consegnato personalmente nelle mani proprie del destinatario nel suo domicilio (e quindi non in un qualunque luogo), oppure, se la notifica non può essere fatta personalmente, a persona addetta allo studio ovvero al servizio del destinatario.

Non è pertanto ammissibile la consegna ad altri soggetti quali il portiere, il vicino.

Il Collega che riceve l’atto, o la persona addetta allo studio o al servizio alla quale viene consegnato, devono sottoscrivere sia l’originale che la copia dell’atto notificata, nonché il registro cronologico, che quindi l’avvocato notificante deve portare con sè in ogni occasione di notifica diretta. Inoltre, se la persona che riceve l’atto è diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita dalla specificazione delle generalità e dalla qualità rivestita dal consegnatario (tale specificazione deve seguire le firme e va riportata sull’originale, sulla copia notificata e sul registro cronologico).

Un esempio di relata di notifica può essere:

“Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di rilasciata il …, previa iscrizione al nr. del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a … presso il suo proc. e dom. avv. ….. con studio in … ed ivi a mani dello stesso (oppure “non avendolo rinvenuto ed ivi a mani di … addetta allo studio o al servizio dello stesso”); firma di chi riceve e, se chi riceve è un addetto allo studio o al servizio, specificazione delle generalità e della qualità rivestita dal consegnatario, esempio Tizia nata a … il …, impiegata).

Un dubbio in dottrina (Punzi) permane in ipotesi di rifiuto a ricevere un atto in quanto non sarebbe applicabile l’art. 138, comma 2, c.p.c., ma il dubbio ci sembra infondato stante l’equiparazione fatta dalla giurisprudenza dell’attività dell’avvocato notificatore con quella dell’ufficiale giudiziario; peraltro, la Corte di Cassazione pur non statuendo sul punto, ci pare di diverso avviso, nella parte motiva di diverse sentenze sulla notificazione diretta ex lege 53/94.

LA NOTIFICA A MEZZO POSTA

L’avvocato che procede alla notifica a mezzo posta deve:

  • preventivamente acquistare speciali buste e moduli conformi al modello stabilito dall’Amministrazione Postale per la notifica degli atti giudiziari; gli uffici postali non hanno al riguardo istruzioni, dal lavoro dell’avv. Masiero (consultabile tramite internet sul sito delle Camere Civili) è ricavabile un facsimile di modello per busta;

  • sulle buste il notificante deve apporre il nome ed il cognome, la residenza o il domicilio del destinatario, il numero del registro cronologico, sottoscriverle ed indicare il proprio domicilio;

  • precompilare l’avviso di ricevimento ed apporvi tutte le indicazioni richieste dal modulo predisposto dall’Amministrazione postale; inoltre riportarvi il numero di registro cronologico e, per le notificazioni effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, indicare come mittente il nominativo della parte istante e del suo procuratore (esempio: Tizio presso il proc. e dom. avv. ….), mentre per quelle in corso di causa va apposta anche l’indicazione dell’ufficio giudiziario e, se esiste, della sezione (esempio: Trib. Vr. Sez. A);

  • scrivere la relata di notifica sull’originale e sulla copia dell’atto, indicando l’ufficio postale per mezzo del quale è spedita la copia dell’atto. La relata potrà essere del seguente tenore: “Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di … in data …. rilasciata il …, previa iscrizione al nr. … del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a …, ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con racc. a.r. nr. … spedita dall’Ufficio Postale di Verona – Poste Centrali in data corrispondente a quella del timbro postale. Avv. … (e sottoscrizione dell’avvocato)”.

  • presentare personalmente (secondo la dottrina: Brunelli, Prime riflessioni intorno alla nuova legge sulle notificazioni affidate agli avvocati, in Riv. Trim. dir. proc. civ., 1994, p. 650, non ammette possibilità di delegare; Balena, Facoltà di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali, in “Le nuove leggi civili”, 1994, p.723, è invece per una interpretazione meno rigida) all’ufficio postale l’originale e la copia dell’atto completi della relata, la busta non chiusa e l’avviso di ricevimento come sopra completati.

Si segnala, comunque, sulla possibilità di presentare gli atti per la notifica a mezzo posta anche per mezzo di persona addetta allo studio, la circolare numero 289 della direzione provinciale delle Poste di Padova 1 luglio '94, che riporta precisazioni del Ministero della Giustizia ove non risultano sollevate questioni in punto, circolare citata nella relazione dell’avv. Masiero di cui appresso in bibliografia. Si rinviene anche una sentenza della Corte di Cassazione in data 13.06.00 n. 8041 che pare riconoscere nella parte motiva la possibilità dell’intervento di soggetti diversi limitatamente all’ipotesi di notificazione, da parte dell’avvocato, a mezzo del servizio postale (escludendo invece detta possibilità espressamente nell’ipotesi di notifica diretta).

L’ufficio postale:

  • appone in calce all’originale ed alla copia dell’atto il timbro di vidimazione;

  • inserisce la copia o le copie da notificare nelle buste predisposte dall’avvocato notificante;

  • restituisce all’avvocato che richiede la notifica l’originale dell’atto vidimato.

Prima di depositare o esibire l’atto, l’avvocato deve apporre ed annullare la marca da bollo per i diritti di notifica prevista dall’art. 2 del D.M. 27.5.1994. Detta normativa viene ritenuta non abrogata con l’entrata in vigore del contributo unificato che sopprimerebbe il solo diritto di chiamata (che non esisteva più da tempo), ma non quello di notifica.

I bolli devono essere pari a Lit. 5.000 / Euro 2,58 per le notifiche fino a due destinatari, a Lit. 15.000 / Euro 7,74 per le notifiche da tre a sei destinatari, Lit. 24.000 / Euro 12,39 per atti aventi sei o più destinatari.

Si è in attesa di una circolare che chiarisca i dubbi interpretativi sulla vigenza di tale bollo.

Va conservato l’avviso di spedizione della raccomandata, che va poi allegato all’atto e che, in ogni caso, consente l’iscrizione a ruolo della causa, anche se non è ancora ritornata la cartolina postale di ricevimento.

Uno degli ulteriori vantaggi è costituito dall’applicazione anche alle notifiche postali fatte dall’avvocato della recente Sentenza della Corte Costituzionale 477/02 sui termini e notifiche a mezzo posta.

LE NULLITA’

L’art. 11 legge cit. prevede quali siano le nullità della notifica fatta personalmente dagli avvocati, la dottrina ritiene applicabile l’art. 156, 3° comma c.p.c. anche al regime di queste notificazioni.

Verona 15/12/2003

Antonio F. Rosa
Giulia Ferrarese


Bibliografia:

Si consiglia di consultare il lavoro, posto a base delle note sopra redatte, del dott. Prof. Carmine Punzi, Ordinario di diritto processuale civile all’Università la Sapienza di Roma “Le notificazioni eseguibili dagli avvocati e dai procuratori legali” in Quaderni del C.S.M. nr. 92, 1997 (che può essere consultato anche da internet sul sito del csm); nonché Balena “Facoltà di notificazioni di atti civili, amministrativi, e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali”, in Le Nuove Leggi Civili 1994; Brunelli “Prime riflessioni intorno alla nuova legge sulle notificazioni affidate agli avvocati”, in Riv. Trim. Dir. Proc. Civ. 1994; Dittrich “La notificazione di atti ad opera di avvocati e procuratori legali”, in Riv. Dir. Proc. 1994, Maienza “L’illusione della Legge sulle notifiche a cura degli avvocati”, in Il Corriere Giuridico, 1994;” Illustrazione della legge 21.1.1994 n. 53 sulla facoltà di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati. Indicazioni pratiche e prospettive in vista del "processo telematico" relazione Avv. Claudio Masiero “dal sito web delle Camere Civili.


Fonti normative:

Legge 21.1.1994 nr. 53

Decreto Ministeriale 27.5.1994 nr. 595400 (Istituzione del registro cronologico ad uso degli avvocati e procuratori legali per notifica di atti civili, amministrativi e stragiudiziali) in G. Uff. 7.6.1994 nr. 131


Riferimenti di giurisprudenza:

La notificazione di un atto processuale a mezzo del servizio postale eseguita, ai sensi della l. 4 settembre 1994 n. 53, da un avvocato munito di procura alle liti e dell'autorizzazione del consiglio dell'ordine di appartenenza, si perfeziona, in forza del rinvio operato dall'art. 3, comma 3, di detta legge alla disciplina della l. 20 novembre 1982 n. 890, con la consegna del plico al destinatario da parte dell'agente postale, e l'avviso di ricevimento prescritto dall'art. 149 c.p.c. è il solo documento che fa piena prova dell'avvenuta consegna e della data di essa

Cassazione civile, sez. II, 25 settembre 2002, n. 13922


L'attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della legge n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa va considerata nulla e non inesistente. Ne consegue che tale nullità, quand'anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell'intimato e, quindi, dall'accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa.

Cassazione civile, sez. III, 22 giugno 2001, n. 8592


L'attività di notificazione svolta dall'avvocato munito di procura mediante consegna di copia dell'atto, ai sensi della l. 21 gennaio 1994 n. 53, ove compiuta in mancanza del requisito e dell'osservanza delle modalità prescritti dalla stessa legge (relativi alla previa autorizzazione del consiglio dell'ordine, alla previa vidimazione dell'originale e della copia dell'atto nonché all'istituzione e all'impiego del registro cronologico per la documentazione della consegna della copia), va considerata nulla e non inesistente.

Cassazione civile, sez. III, 4 aprile 2001, n. 4986


L'attività di notificazione svolta dagli avvocati, ai sensi della legge n. 53 del 1994, in mancanza dei requisiti prescritti dalla legge stessa (nella specie, quello relativo alla previa autorizzazione del consiglio dell'ordine), va considerata nulla e non inesistente. Ne consegue che tale nullità, quand'anche riscontrata, è sanata dalla rituale e tempestiva costituzione dell'intimato e, quindi, dall'accertato raggiungimento dello scopo della notificazione stessa.

Cassazione civile, sez. un., 1 dicembre 2000, n. 1242


La notificazione di un atto processuale (nella specie, sentenza di primo grado) eseguita, "ex lege" n. 53 del 1994, in forma "diretta" (e non a mezzo del servizio postale) da un avvocato munito di procura alle liti e dell'autorizzazione del consiglio dell'ordine di appartenenza deve considerarsi giuridicamente inesistente se delegata ad altri, neppure se il delegato eserciti la medesima professione legale.

Cassazione civile, sez. I, 13 giugno 2000, n. 8041




Per ragioni di completezza, si riporta l’art. 174 del D. Lgs. nr. 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, in vigore dall’01.01.2004:

Articolo 174 Notifiche di atti e vendite giudiziarie

  1. All'articolo 137 del codice di procedura civile, dopo il secondo comma, sono inseriti i seguenti:

    "Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso.
    Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.
    Le disposizioni di cui al terzo comma si applicano anche alle comunicazioni effettuate con biglietto di cancelleria ai sensi degli articoli 133 e 136.".

  2. Al primo comma dell'articolo 138 del codice di procedura civile, le parole da: "può sempre eseguire" a "destinatario," sono sostituite dalle seguenti: "esegue la notificazione di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile,".

  3. Nel quarto comma dell'articolo 139 del codice di procedura civile, la parola: "l'originale" è sostituita dalle seguenti: "una ricevuta".

  4. Nell'articolo 140 del codice di procedura civile, dopo le parole: "affigge avviso del deposito" sono inserite le seguenti: "in busta chiusa e sigillata".

  5. All'articolo 142 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

    1. il primo e il secondo comma sono sostituiti dal seguente: "Salvo quanto disposto nel secondo comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell'articolo 77, l'atto è notificato mediante spedizione al destinatario per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta.";

    2. nell'ultimo comma le parole: "ai commi precedenti" sono sostituite dalle seguenti: "al primo comma".

  1. Nell'articolo 143, primo comma, del codice di procedura civile, sono soppresse le parole da: ", e mediante" fino alla fine del periodo.

  2. All'articolo 151, primo comma, del codice di procedura civile dopo le parole: "maggiore celerità" sono aggiunte le seguenti: ", di riservatezza o di tutela della dignità".

  3. All'articolo 250 del codice di procedura civile dopo il primo comma è aggiunto il seguente:
    "L'intimazione di cui al primo comma, se non è eseguita in mani proprie del destinatario o mediante servizio postale, è effettuata in busta chiusa e sigillata.".

  4. All'articolo 490, terzo comma, del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nell'avviso è omessa l'indicazione del debitore".

  5. All'articolo 570, primo comma, del codice di procedura civile le parole: "del debitore," sono soppresse e le parole da: "informazioni" fino alla fine sono sostituite dalle seguenti: "informazioni, anche relative alle generalità del debitore, possono essere fornite dalla cancelleria del tribunale a chiunque vi abbia interesse".

  6. All'articolo 14, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Quando la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, si osservano le modalità previste dall'articolo 137, terzo comma, del medesimo codice. ".

  7. Dopo l'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, è inserito il seguente:

"Articolo 15-bis. (Notificazioni di atti e documenti, comunicazioni ed avvisi) 1. Alla notificazione di atti e di documenti da parte di organi delle pubbliche amministrazioni a soggetti diversi dagli interessati o da persone da essi delegate, nonché a comunicazioni ed avvisi circa il relativo contenuto, si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 137, terzo comma, del codice di procedura civile. Nei biglietti e negli inviti di presentazione sono indicate le informazioni strettamente necessarie a tale fine.".

  1. All'articolo 148 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

    1. il comma 3 è sostituito dal seguente:

" 3. L'atto è notificato per intero, salvo che la legge disponga altrimenti, di regola mediante consegna di copia al destinatario oppure, se ciò non è possibile, alle persone indicate nel presente titolo. Quando la notifica non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, l'ufficiale giudiziario o la polizia giudiziaria consegnano la copia dell'atto da notificare, fatta eccezione per il caso di notificazione al difensore o al domiciliatario, dopo averla inserita in busta che provvedono a sigillare trascrivendovi il numero cronologico della notificazione e dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto.";

    1. dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5-bis. Le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito consegnati non in busta chiusa a persona diversa dal destinatario recano le indicazioni strettamente necessarie.".

  1. All'articolo 157, comma 6, del codice di procedura penale le parole: "è scritta all'esterno del plico stesso" sono sostituite dalle seguenti: "è effettuata nei modi previsti dall'articolo 148, comma 3".

  2. All'art. 80 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, il comma 1 è sostituito dal seguente:
    "1. Se la copia del decreto di perquisizione locale è consegnata al portiere o a chi ne fa le veci, si applica la disposizione di cui all'articolo 148, comma 3, del codice.".

  3. Alla legge 20 novembre 1982, n. 890, sono apportate le seguenti modificazioni:

    1. all'articolo 2, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.";

    2. all'articolo 8, secondo comma, secondo periodo, dopo le parole: "L'agente postale rilascia avviso" sono inserite le seguenti: ", in busta chiusa, del deposito".




Note all'art. 174:

  1. Il testo vigente dell'art. 137 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 137 (Notificazioni). - Le notificazioni, quando non é disposto altrimenti, sono eseguite dall'ufficiale giudiziario, su istanza di parte e su richiesta del pubblico Ministero o del cancelliere.
L'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all'originale dell'atto da notificarsi.

Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.
Le disposizioni di cui al terzo comma si applicano anche alle comunicazioni effettuate con biglietto di cancelleria ai sensi degli articoli 133 e 136.».

  1. Il testo vigente dell'art. 138 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 138 (Notificazione in mani proprie). - L'ufficiale giudiziario esegue la notificazione di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non é possibile, ovunque lo trovi nell'ambito della circoscrizione dell'ufficio giudiziario al quale é addetto.

Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l'ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie.».

  1. Il testo vigente dell'art. 139 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 139 (Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio). - Se non avviene nel modo previsto nell'articolo precedente, la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.

Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l'ufficiale giudiziario consegna copia dell'ano a una persona di famiglia o addetta alla casa, all'ufficio o all'azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace.

In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia é consegnata al portiere dello stabile dove é l'abitazione, l'ufficio o l'azienda e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla.

Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta e l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto, a mezzo di lettera raccomandata.
Se il destinatario vive abitualmente a bordo di una nave mercantile, l'atto può essere consegnato al capitano o a chi ne fa le veci.

Quando non é noto il comune di residenza, la notificazione si fa nel comune di dimora, e, se anche questa é ignota, nel comune di domicilio, osservate in quanto é possibile le disposizioni precedenti.».

  1. Il testo vigente dell'art. 140 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 140 (Irreperibilità e rifiuto di ricevere la copia). - Se non é possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'articolo precedente, l'ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.».

  1. Il testo vigente dell'art. 142 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 142 (Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica). - Salvo quanto disposto nel secondo comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell'art. 77, l'atto é notificato mediante spedizione al destinatario per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale é diretta.

Le disposizioni di cui al primo comma si applicano soltanto nei casi in cui risulta impossibile eseguire la notificazione in uno dei modi consentiti dalle Convenzioni internazionali e dagli articoli 30 e 75 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200.».

  1. Il testo vigente dell'art. 143 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 143 (Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti). - Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi é il procuratore previsto nell'art. 77, l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell'atto nella casa comunale dell'ultima residenza o, se questa é ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario.
Se non sono noti né il luogo dell'ultima residenza né quello di nascita, l'ufficiale giudiziario consegna una copia dell'atto al pubblico ministero.

Nei casi previsti nel presente articolo e nei primi due commi dell'articolo precedente, la notificazione si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte.».

  1. Il testo vigente dell'art. 151 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 151 (Forme di notificazione ordinate dal giudice). - Il giudice può prescrivere, anche d'ufficio, con decreto steso in calce all'atto, che la notificazione sia eseguita in modo diverso da quello stabilito dalla legge, e anche per mezzo di telegramma collazionato con avviso di ricevimento quando lo consigliano circostanze particolari o esigenze di maggiore celerità, di riservatezza o di tutela della dignità.».

  1. Il testo vigente dell'art. 250 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 250 (Intimazione ai testimoni). - L'ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima ai testimoni ammessi dal giudice istruttore di comparire nel luogo, nel giorno e nell'ora fissati, indicando il giudice che assume la prova e la causa nella quale debbono essere sentiti.
L'intimazione di cui al primo comma, se non é eseguita in mani proprie del destinatario o mediante servizio postale, é effettuata in busta chiusa e sigillata.».


  1. Il testo vigente dell'art. 490 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 490 (Pubblicità degli avvisi). - Quando la legge dispone che di un atto esecutivo sia data pubblica notizia, un avviso contenente tutti i dati, che possono interessare il pubblico, deve essere affisso per tre giorni continui nell'albo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si svolge il procedimento esecutivo.
In caso d'espropriazione immobiliare il medesimo avviso é inserito nel Foglio degli annunzi legali della provincia in cui ha sede lo stesso ufficio giudiziario.

Il giudice dispone inoltre che l'avviso sia inserito una o più volte sui quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella zona interessata o, quando opportuno, sui quotidiani di informazione nazionali e, quando occorre, che sia divulgato con le forme della pubblicità commerciale. La divulgazione degli avvisi con altri mezzi diversi dai quotidiani di informazione deve intendersi complementare e non alternativa. Sono equiparati ai quotidiani, i giornali di informazione locale, multisettimanali o settimanali editi da soggetti iscritti al Registro operatori della comunicazione (ROC) e aventi caratteristiche editoriali analoghe a quelle dei quotidiani che garantiscono la maggior diffusione nella zona interessata. Nell'avviso é omessa l'indicazione del debitore.».

  1. Il testo vigente dell'art. 570 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto legislativo, é il seguente:

«Art. 570 (Avviso della vendita). - Dell'ordine di vendita é dato dal cancelliere, a nonna dell'art. 490, pubblico avviso contenente l'indicazione degli esterni previsti nell'art. 555 e del valore dell'immobile determinato a norma dell'art. 568, con l'avvertimento che maggiori informazioni, anche relative alle generalità del debitore, possono essere fornite dalla cancelleria del tribunale a chiunque vi abbia interesse.».


«Art. 2. - Gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo del servizio postale e per le comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata connesse, con la notificazione di atti giudiziari, fanno uso di speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, di cui debbono fornirsi a propria cura e spese, conformi al modello prestabilito dall'Amministrazione postale. Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.

«Art. 8. - Se il destinatario o le persone alle quali può farsi la consegna rifiutano di firmare l'avviso di ricevimento, pur ricevendo il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di firmare il registro di consegna, il che equivale a rifiuto del piego, l'agente postale ne fa menzione sull'avviso di ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonché la sua qualità; appone, quindi, la data e la propria firma sull'avviso di ricevimento che é subito restituito al mittente in raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo. La notificazione si ha per eseguita alla data suddetta.


Se le persone abilitate a ricevere il piego, in luogo del destinatario, rifiutano di riceverlo o di firmare il registro di consegna, ovvero se l'agente postale non può recapitano per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, il piego é depositato subito nell'ufficio postale. L'agente postale rilascia avviso, in busta chiusa, del deposito al destinatario mediante affissione alla porta d'ingresso oppure mediante immissione nella cassetta della corrispondenza dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda. Di tutte le formalità eseguite e del deposito nonché dei motivi che li hanno determinati é fatta menzione sull'avviso di ricevimento che, datato e sottoscritto dall'agente postale, é unito al piego.


Trascorsi dieci giorni dalla data in cui il piego é stato depositato nell'ufficio postale senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, il piego stesso é datato e sottoscritto dall'impiegato postale e subito restituito in raccomandazione, unitamente all'avviso di ricevimento, al mittente con l'indicazione «non ritirato».


La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del deposito.

Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l'ufficio postale il destinatario o un suo incaricato ne curi il ritiro, l'impiegato postale lo dichiara sull'avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato, é subito spedito al mittente, in raccomandazione.


La notificazione si ha per eseguita alla data del ritiro del piego.

Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull'avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante dal bollo di spedizione dell'avviso stesso.».



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Laurea Roma "La Sapienza" , iscritto all'Albo dal 1974, patrocinate in cassazione dal 1992, esercizio della professione nel Distretto della Corte d'Appello di Catanzaro e nei circondari dei Tribunale di Catanzaro, Vibo Valentia, Lamezia Terme e Crotone


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