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Agenzia Entrate , circolare 24.11.1999 n° 221
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Ministero delle Finanze
Dipartimento delle Entrate
Dir.centrale: Riscossione - Servizio II

Circolare del 24/11/1999 n. 221

Oggetto:

Acquisizione, da parte dei concessionari, di notizie utili alla riscossione;
riflessi sulle domande di rimborso e discarico per inesigibilita'.
Fermo amministrativo dei veicoli a motore e degli autoscafi. Artt. 18 e 59 del d.lgs. n. 112/1999 e art. 86 del DPR n. 602/1973.

Sintesi:

La circolare reca chiarimenti in materia di acquisizione, da parte dei concessionari, di notizie utili alla riscossione nelle more dell'entrata in vigore del decreto di attuazione dell'articolo 13, comma 3, del DLG n. 112/99

Testo:

Alle Direzioni Regionali delle Entrate
Ai Centri di Servizio delle Imposte Dirette
ed Indirette
Agli Uffici delle Entrate
Agli Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette Agli Uffici IVA
Agli Uffici del Registro
All'Ascotributi
e p.c. Al Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, I.G.F.
Alle Direzioni Centrali del Dipartimento delle Entrate
Al Servizio Consultivo ed Ispettivo Tributario
----------------------------------
L'art. 18, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, prevede l'emanazione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, di un decreto del Ministro delle finanze per stabilire casi, limiti e modalita' di esercizio della facolta' di accesso dei concessionari del servizio nazionale della riscossione agli uffici pubblici e ai sistemi informativi del Ministero delle finanze e degli altri enti creditori, facolta' contemplata dai commi 1 e 2 dello stesso art. 18 del d.lgs. n. 112/1999.
Al riguardo, si fa presente che la realizzazione dei sistemi di connessione telematica tra i concessionari ed i sistemi informativi degli enti creditori, nonche' l'adozione delle necessarie misure di sicurezza, presuppone il superamento di problemi di una certa complessita', per la cui soluzione sono necessari tempi tecnici non suscettibili di compressione.
Ebbene, poiche' gli artt. 19, comma 2, lett. d), e 59 del d.lgs. n. 112 del 1999 istituiscono una connessione fra l'accesso dei concessionari al sistema informativo del Ministero delle finanze ed il riconoscimento del diritto al discarico delle quote inesigibili, si fa presente che, in attesa dell'approvazione del decreto di attuazione dell'art. 18, comma 3, del d.lgs. n. 112 del 1999:
1) per le quote contenute in ruoli portati ad esecuzione dopo il 1 luglio 1999, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 112/1999, non potra' operare la causa di perdita del diritto al discarico consistente nel "mancato svolgimento dell'azione esecutiva su tutti i beni del contribuente la cui esistenza, al momento del pignoramento, risultava dal sistema informativo del Ministero delle finanze, a meno che i beni pignorati non fossero di valore pari al doppio del credito iscritto a ruolo" (art. 19, comma 2, lett. d), dello stesso d.lgs. n. 112/1999);
2) per le quote per le quali, alla data del 30 giugno 1999, gli uffici impositori non avessero fornito il c.d. "visto" sui verbali di irreperibilita' e su quelli di pignoramento negativo o insufficiente (art. 79, comma 3, del DPR 28 gennaio 1988, n. 43), il concessionario - che, sulla base dell'art. 59, comma 2, del d.lgs. n. 112/1999, sarebbe tenuto ad accedere al sistema informativo del Ministero delle finanze - non puo' presentare ne' la domanda di rimborso o di discarico di cui al DPR n. 43/1988 ne' la comunicazione di inesigibilita' prevista dall'art. 19, comma 1, del d.lgs. n. 112/1999.
Soltanto dopo l'entrata in vigore del decreto previsto dall'art. 18, comma 3, potra', infatti, trovare applicazione l'art. 59, comma 3, del d.lgs. n. 112, che, per le quote in argomento, pone a carico del concessionario degli obblighi differenziati a seconda delle risultanze del predetto accesso e, in particolare, al primo periodo, dispone che, qualora da tale accesso "non emerga la possibilita' di procedere nell'azione esecutiva, il concessionario e' autorizzato a presentare documentata domanda di rimborso o di discarico, che e' esaminata ai sensi del DPR 28 gennaio 1988, n. 43". Ne discende che, fino all'entrata in vigore del predetto decreto, se l'agente della riscossione, pur non essendovi autorizzato dalla legge, presenta la domanda di rimborso o di discarico di quote pendenti al 1 luglio 1999 al visto dell'ufficio, tale presentazione non potra' condurre al rimborso provvisorio, a suo favore, del 90% delle somme anticipate (art. 59, comma 4, del d.lgs. n. 112/1999) e la domanda stessa sara' soggetta a successiva integrazione una volta emanato il decreto attuativo dell'art. 18, comma 3, del d.lgs. n. 112 del 1999.
Con l'occasione, si sottolinea inoltre che l'ultrattivita' delle norme del DPR n. 43/1988 contemplata nel citato art. 59, comma 3, del d.lgs n. 112/1999 non puo' che riguardare unicamente gli adempimenti che, sulla base dello stesso DPR n. 43, i concessionari dovevano ultimare entro il 30 giugno u.s.; per i restanti adempimenti, invece, dovranno essere applicate le norme del d.lgs. n. 112 del 1999.
Cosi', ad es., i concessionari, da un lato, non possono proporre domande di rimborso o di discarico il cui termine di presentazione sia scaduto anteriormente al 30 giugno 1999, e, dall'altro, non sono tenuti a concludere entro i termini indicati dal DPR n. 43 del 1988 procedure avviate prima del 30 giugno, il cui termine di chiusura, quale individuato dallo stesso DPR n. 43 del 1988, non era ancora scaduto a tale data.
Cio' premesso quanto al rapporto fra accesso al sistema informativo del Ministero delle finanze e diritto al rimborso e al discarico per inesigibilita', si ritiene opportuno formulare talune considerazioni in merito alle modalita' con le quali, nelle more dell'approvazione del decreto previsto dal citato art. 18, comma 3, del d.lgs. n. 112/1999, i concessionari della riscossione possono comunque reperire notizie utili allo svolgimento della loro attivita'.
Anzitutto, si sottolinea che l'art. 18, comma 1, del d.lgs. n.
112/1999, allorche' menziona gli "uffici pubblici", non fa certo riferimento agli uffici pubblici che detengono dati "conoscibili da chiunque", per il cui trattamento, ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. c), della legge 31 dicembre 1996, n. 675, non e' richiesto il consenso dell'interessato.
In effetti, in relazione all'accesso agli uffici pubblici, la previsione dell'emanazione del decreto di cui all'art. 18, comma 3, trae il suo fondamento dall'esigenza di assicurare che la facolta' di accesso dei concessionari a tali uffici venga esercitata in modo da garantire, pur tenendo conto della necessita' di soddisfare l'interesse pubblico alla riscossione delle entrate iscritte a ruolo, il rispetto dei principi di tutela della riservatezza.
E' evidente che siffatta esigenza non si ravvisa relativamente a dati che sono conoscibili da chiunque, come, ad esempio, quelli detenuti presso le conservatorie dei registri immobiliari, il pubblico registro automobilistico (P.R.A.), i servizi anagrafici dei Comuni e gli uffici del registro delle imprese.
I concessionari, pertanto, possono accedere a tali dati indipendentemente dall'intervenuta attuazione del richiamato art. 18, comma 3, del d.lgs. n. 112 del 1999, attuazione che, quindi, avra' ad oggetto, in riferimento al comma 1 dello stesso art. 18, esclusivamente l'accesso agli uffici pubblici nei quali sono raccolti dati non rientranti nella fattispecie individuata dall'art. 12, comma 1, lett. c), della legge n. 675/1996.
Occorre, poi, rilevare che ciascun concessionario e' in possesso delle informazioni sulla riscossione dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta dai contribuenti i cui immobili sono situati nel proprio ambito e che i singoli concessionari della riscossione sono parte di un unico servizio pubblico, il servizio nazionale della riscossione di cui all'art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 112/1999, organizzato dal Ministero delle finanze.
Ne deriva che ognuno di essi puo' acquisire dati rilevanti ai fini della riscossione utilizzando le notizie sui pagamenti ICI relativi sia al proprio ambito, sia a quelli degli altri concessionari, senza che possano configurarsi violazioni del diritto alla riservatezza tutelato dalla legge n. 675/1996.
In proposito, e' utile ricordare che il Garante per la protezione ha emanato a piu' riprese, ai sensi dell'art. 41, comma 7, della legge n. 675/1996, provvedimenti con i quali anche i concessionari della riscossione (cfr., da ultimo, capo I, n. 1, lett. e), dell'autorizzazione n. 5/1999 del 29 settembre u.s., pubblicata sulla G.U. n. 232 del 2 ottobre 1999 e valida fino al 30 settembre 2000), sono stati provvisoriamente autorizzati, in via generale e "anche per esigere l'adempimento ad obblighi previsti in materia fiscale dalla legge" (autorizzazione citata, capo I, n. 2), addirittura al trattamento dei c.d. dati sensibili, la cui gestione presenta, naturalmente, aspetti ben piu' delicati rispetto ai dati riguardanti i pagamenti ICI, che rientrano nella categoria dei dati personali.
Sempre in tema di disciplina transitoria, si richiama l'attenzione degli uffici finanziari sull'art. 59, comma 1, del d.lgs. n. 112/1999, secondo il quale, fermo restando quanto previsto dai successivi artt. 60 e 61 - che regolano la definizione automatica delle domande presentate fino al 31 dicembre 1997 e non ancora esaminate - "le domande di rimborso o di discarico per inesigibilita' giacenti presso gli enti creditori" alla data del 1 luglio 1999 "continuano ad essere esaminate ai sensi del DPR 28 gennaio 1988, n. 43".
Si ha cosi', anche in questo caso, un'ultrattivita' di alcune disposizioni del DPR n. 43 del 1988, che, pero', come si evince dal citato art. 59 e dal successivo art. 68, si riferisce, ai fini qui considerati, alle sole domande giacenti al 1 luglio 1999 presso gli enti creditori ed e' limitata alle sole norme del DPR n. 43/1988 richiamate dallo stesso art. 59, vale a dire quelle sull'esame delle domande di rimborso e di discarico.
Questa ultrattivita', quindi, non si estende alle disposizioni del DPR n. 43/1988 che disciplinavano il visto sui verbali di irreperibilita' e di pignoramento negativo o insufficiente.
Dallo scorso 1 luglio, percio', il visto in questione non deve piu' essere apposto dagli uffici e, se viene apposto, il suo rilascio e' privo di qualsiasi effetto.
La predetta ultrattivita' investe, invece, sia pur limitatamente agli adempimenti che i concessionari dovevano ultimare, secondo la vecchia normativa, entro il 30 giugno 1999 (cfr. sopra), tutte le norme del DPR n. 43 del 1988 concernenti l'esame delle domande di rimborso e di discarico e, dunque, anche quelle sul c.d. "sgravio provvisorio" (art. 86 del DPR n. 43/1988).
Pertanto, per le quote comprese in domande di rimborso presentate antecedentemente al 1 luglio u.s., al ricorrere dei presupposti individuati dall'art. 86 del DPR n. 43/1988, gli uffici dovranno continuare ad accordare al concessionario lo sgravio provvisorio, nella misura del 90% degli importi anticipati; i concessionari, a loro volta, nel rispetto delle istruzioni impartite con circolare n. 84/E del 13 aprile 1999, potranno far valere lo sgravio provvisorio cosi' ottenuto sui riversamenti da effettuare all'erario per i tributi riscossi ex d.lgs. 9 luglio 1997, n. 237.
In ogni caso, l'ultrattivita' delle vecchie norme sull'esame delle domande di rimborso e di discarico riguarda -com'e' ovvio- anche le disposizioni di esecuzione di tale norme dettate in sede amministrativa. Ne consegue che, se la carenza dei fondi stanziati sul competente capitolo di spesa non consente di erogare al concessionario il rimborso delle somme risultate di sua spettanza a seguito della liquidazione di domande presentate entro il 30 giugno 1999, l'ufficio, in conformita' alle istruzioni a suo tempo impartite con circ. n. 437 del 22 dicembre 1965, potra' accordare all'agente della riscossione lo sgravio provvisorio dell'intero ammontare delle quote ammesse a rimborso, con successiva regolarizzazione contabile non appena i fondi saranno pervenuti.
Tale sgravio provvisorio potra' essere fruito dal concessionario con le modalita' indicate nella citata circ. n. 84/E.
Analoghe modalita' dovranno essere seguite per il recupero, da parte dei concessionari, di quanto anticipato nei casi di sgravio per indebito totale o parziale del ruolo, e cio' nonostante il fatto che l'art. 26, comma 3, del d.lgs. n. 112, rinvii ad un decreto interministeriale, ancora in corso di emanazione, per regolare "le modalita' di esecuzione dei rimborsi e di restituzione al concessionario delle somme anticipate" a fronte dei suddetti sgravi. Infatti, l'art. 57-bis del d.lgs. n. 112/1999, introdotto dall'art. 3, comma 1, lett. e), del d.lgs. 17 agosto 1999, n. 326, ha stabilito che, fino all'emanazione del decreto previsto dal citato art. 26, comma 3, del d.lgs. n. 112/1999, la restituzione ai concessionari degli importi da essi anticipati per il rimborso ai contribuenti delle somme iscritte a ruolo riconosciute indebite "e' disposta con provvedimenti che autorizzano gli stessi concessionari ad utilizzare tali somme in diminuzione dai versamenti in Tesoreria dei tributi riscossi ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 237".
Infine, si ritiene utile fornire alcuni chiarimenti in ordine agli effetti dei decreti legislativi di attuazione della legge-delega di riforma della riscossione mediante ruolo sul regolamento approvato con DM 7 settembre 1998, n. 503, recante norme in materia di fermo amministrativo di veicoli a motore ed autoscafi, ai sensi dell'art. 91-bis del DPR n. 602/1973.
In proposito, occorre rilevare che dal 1 luglio u.s. l'art. 91-bis da ultimo citato, in virtu' di quanto stabilito dal d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, non e' piu' in vigore. Tuttavia, l'istituto del fermo amministrativo dei veicoli a motore e degli autoscafi non e' stato soppresso, poiche' nel "nuovo" art. 86 del DPR n. 602/1973 (come sostituito dall'art. 16 dello stesso d.lgs. n. 46/1999) e' stato pressoche' integralmente trasfuso il contenuto del "vecchio" art. 91-bis.
In particolare, il nuovo art. 86 del DPR n. 602/1973 rinvia, per la definizione delle modalita' di funzionamento del fermo, ad un decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri dell'interno e dei lavori pubblici.
Tale decreto non e' ancora stato emanato, ma, in conformita' ai canoni interpretativi del nostro ordinamento, il regolamento di attuazione di una disposizione abrogata resta in vigore fino all'approvazione del regolamento attuativo della disposizione che ha sostituto la vecchia norma, limitatamente, com'e' ovvio, a quelle parti che non siano incompatibili con le nuove disposizioni.
Alla luce di questo principio, nel caso di specie rimane pienamente operante la possibilita', per il concessionario, di chiedere alla competente direzione regionale delle entrate il fermo amministrativo dei veicoli a motore e degli autoscafi appartenenti al debitore.
D'altro canto, pero', poiche' e' venuto meno il visto di cui all'art. 79, comma 3, del DPR n. 43/1988 e il d.lgs. n. 112/1999, a differenza del soppresso DPR n. 43/1988, non vincola il concessionario al rispetto di specifici termini per l'esercizio dell'azione esecutiva, a decorrere dal 1 luglio 1999 sono da considerarsi non piu' in vigore le norme del DM n. 503 del 1998 che richiamavano lo stesso art. 79, comma 3 del DPR n. 43 del 1988 e quelle che imponevano al concessionario di svolgere degli adempimenti nei confronti dell'ente creditore entro scadenze predeterminate (la cui violazione comportava, evidentemente, la perdita del diritto al rimborso o al discarico delle quote inesigibili).
In riferimento, dunque, al DM n. 503/1998, dalla predetta data del 1 luglio:
1) non possono piu' trovare applicazione le norme contenute negli articoli: 3; 4, commi 1, limitatamente alle parole "entro sessanta giorni da tale consegna", e 3, secondo periodo; 5, comma 3, secondo periodo; 6, commi 5 e 6, con la precisazione che la non applicabilita' di tale ultima disposizione nulla toglie, com'e' evidente, alla perdurante totale infondatezza dell'eccezione con la quale il debitore pretendesse di veder riconosciuta l'inefficacia di un fermo effettuato al di fuori dei termini temporali di cui alle norme appena citate;
2) l'art. 8, comma 1, deve essere interpretato nel senso che il fermo amministrativo degli autoscafi di proprieta' del debitore si esegue con le modalita' indicate dal titolo I - tenuto conto di quanto puntualizzato sub 1) - e dalle successive lettere a), b) e c) del medesimo art. 8 in tutte le ipotesi in cui il concessionario venga in qualsiasi modo a conoscenza della loro esistenza.


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