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"La sposa di Corinto" di Gennaro Francione
Opera teatrale in Roma, dal 5 al 10.04.2005
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LA COMPAGNIA SCHERZIDAMORE

PRESENTA

LA SPOSA DI CORINTO

di

Gennaro Francione

Con: Deborah Massaro

Anna Cetorelli

Stefano Masala

Musiche di Marcello Appignani

Uff. stampa e P. R.: Astrid Agius

Luci: A.T. Promotion

Costumi: Sartoria Pinelli

Regia: Deborah Massaro

DOVE: Teatro dei Contrari

Via Ostilia n. 22(Colosseo)- Roma

QUANDO: da martedì 5 aprile a domenica 10 aprile;

da mar. a sab. ore 21; dom. 18,30

Posto unico: 8 euro + 2 di tessera

Info: 368-3234170 – 06-45434714

La sposa di Corinto è un dramma bucolico-vampiresco in un atto. Partendo dalla omonima ballata di Goethe, il giudice-drammaturgo Francione racconta del poeta Amorgo alle prese con Melusina, la moglie vampira, e con le infernali amanti dei quattro elementi.

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SCHEDA

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LA SPOSA DI CORINTO

di

Gennaro Francione

http://www.antiarte.it/adramelekteatro/la_sposa_di_corinto.htm

PERSONAGGI

LO SPOSO AZZURRO: AMORGO

LA SPOSA BIANCA: MELUSINA

LA SUOCERA: ECUBA

LA SALAMANDRA(rosso-fuoco): GONGILA

LA TROLL(terra-nero): AGALLIDE

L'ONDINA(acqua-blu): EURIDICE

LA SILFIDE(aria-verde): CLEIDE

PREFAZIONE

La sposa di Corinto è un dramma bucolico-vampiresco con danza dei quattro elementi in un atto.

Un giovane poeta greco, Amorgo, ritorna a Corinto, città che vide la profanazione di una monaca, Melusina, poi diventata sua sposa. Il ritorno si verifica con lei morta in seguito a una disgrazia inconsciamente "provocata" e con un drammatico incontro con la suocera Ecuba, le cui maledizioni aprono lo spiraglio a un susseguirsi di figure spettrali: una salamandra, una troll, un'ondina e una silfide. Sono le amanti di Amorgo che, rievocando i tradimenti ai danni di Melusina, ne preannunciano il finale tragico, quando, in una micidiale danse macabre, la moglie tradita tornerà e vampirizzerà il marito in un abbraccio fatale di amore e odio senza fine per trascinarlo seco per sempre nel regno dei morti.

I nomi dei personaggi sono presi dalla tradizione greca; in particolare quelli delle donne faeries(Gongila, Agallide, Cleide) sono tratti dalla poesia di Saffo.

La fonte della pièce è l'opera poetica omonima di Goethe, composta nel 1797 e considerata una delle prime opere vampiriche che poi avranno la loro consacrazione nel romanticismo gotico. La ballata, che ambienta l'azione in Grecia, riprende da molto vicino l'antica Empusa di Flegone che torna da una morte prematura per consumare il suo pasto damore.

Empusa, cioè l'essere dalle mille forme, è uno spettro infernale che prende corpo a suo piacimento, come si vede nelle "Rane" aristofanee, dove il servo di Dioniso, Xantia, finge di imbattersi in una bestiaccia, un mostro immane che prende ogni forma: ora è un bue, ora un mulo, ora una splendida donna, ora una cagna. Tutta la faccia risplende di fuoco. E ha una gamba di bronzo e l'altra di sterco d'asina. Le uniche armi con le quali è possibile sconfiggerla sono la parlantina e le invettive retoriche.

La poesia di Goethe, riportata all'interno dell'attuale struttura, insieme ad altre composizioni dello stesso autore ("Il pescatore", "Davanti al tribunale", "Il re delle Rane"), determina la connotazione di un dramma espresso quasi integralmente in chiave di poesia, in cui musicalità si associa alla danza.

Questa "Sposa di Corinto" non è solo una traduzione in chiave drammaturgica dell'opera di Goethe ma un suo prolungamento, una rappresentazione in chiave alchemica, soprattutto ne esplicita una decifrazione del senso in quanto la primitiva storia si presentava di misterioso esito. Ora la moglie-vampira si contorna di amanti succhiasangue, collegate ai quattro elementi(salamandra del fuoco, troll della terra, ondina dell'acqua, silfide dell'aria) per attuare, in una sorta di rito collettivo femminile, la vendetta catarchica finale nei confronti del maschio.




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