Quotidiano d'informazione giuridica - n.2972 del 02.09.2010 - Direttore Alessandro Buralli - Note legali - Pubblicità - Aiuto
Username Password ricordaNon sei ancora registrato?
Registrati gratuitamente
Il tuo carrello
Contatti Imposta homepage Aggiungi ai preferiti
Forum Chat
Indennizzo diretto: il salto nel buio
Articolo di Francesco Mannacio 24.08.2005
Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Aggiungi a Facebook Pubblica su Digg.com Aggiungi ad OKNOtizie Aggiungi a Del.icio.us
Le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire “ secondo la miglior tecnica assicurativa” ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti.


| Mannacio | indennizzo diretto | salto nel buio |

INDENNIZZO DIRETTO: IL SALTO NEL BUIO

Dr. Francesco Mannacio
Vice Presidente A.N.E.I.S. - Associazione Nazionale Esperti Infotunistica Stradale


Avevo deciso di tacere, di non sprecare una sola goccia di inchiostro per esternare lo sconcerto (uso un cauto eufemismo) che non può non cogliere quanti osservano gli sconvolgimenti che caratterizzano il settore della RCA.

Devo però ammettere che le recenti “trovate” mi spingono con forza a riprendere il filo del discorso interrotto da tempo.

E’ bene, forse, ricapitolare quanto è accaduto in questi ultimi anni.

Abbiamo visto varare in sordina una legge che ha istituito, presso il Ministero delle Attività Produttive, un Consiglio dei Consumatori la cui presidenza è affidata allo stesso ministro o ad un suo incaricato.

Come dire che se il ministro ha un’idea, la può “ concordare” in tempo reale con la propria controparte - le Associazioni dei Consumatori - da lui stesso dirette.

E’ assurdo, ma è legge.

Abbiamo visto le Associazioni del CNCU firmare un protocollo di intesa, con ANIA e Governo, che è stato determinante per il varo della mai abbastanza criticata legge 57/01.

E dire che i maggiorenti dell’Associazione di punta avevano dato alle stampe anni prima un libello (Il punto unico nazionale) con il quale si dicevano convinti che la valutazione economica del danno biologico non poteva essere determinata in misura inferiore alla media delle tabelle in uso presso i Tribunali d’Italia.

Firmando quel protocollo, hanno invece di fatto appoggiato un disegno di legge che ha poi portato i risarcimenti ben al di sotto di tale media.

Abbiamo visto, inoltre, che non hanno minimamente pensato a chiedere un impegno alle compagnie di moderazione sul fronte incandescente delle tariffe.

Ed infatti (fatta le legge, gabbato lo santo) gli assicuratori si sono esibiti in una pirotecnica escalation dei premi.

Abbiamo visto un altro Governo, sempre con l’operoso appoggio delle ineffabili Associazioni dei Consumatori, uccidere nella culla il cosiddetto “danno soggettivo” riducendolo, con l’emanazione della Legge 273/02, ad un misero 20% del danno biologico.

Abbiamo visto una commissione ministeriale, composta in larga prevalenza da medici legali fiduciari di compagnie, formulare nuovi barèmes irrigidendo, ovviamente verso il basso, i parametri in uso da decenni.

Abbiamo visto l’insediarsi di una nuova commissione medica che dovrà decidere sui criteri valutativi concernenti le invalidità gravi o gravissime.

Abbiamo visto che in questa commissione le benemerite Associazioni dei Consumatori sono arrivate a nominare un fiduciario di un grande gruppo assicurativo (come esprimere meglio le loro simpatie?).

Abbiamo visto calare drasticamente la frequenza dei sinistri e il loro costo medio e nello stesso tempo i premi aumentare.

Abbiamo visto i bilanci delle Compagnie esplodere di utili e diventare forse l’unico settore in sviluppo in un periodo di recessione come quello attuale.

Pensavamo allora che per un po’ le frenetiche attività del comparto si sarebbero calmate.

Si aspettava del resto, e si attende tuttora, il responso della commissione ministeriale sui nuovi barèmes e quindi sulla valutazione economica degli stessi, compito, questo, affidato ad un gruppo guidato da un dirigente dell’ANIA (proprio così !).

Invece ecco la novità:

Con il consueto alibi della ricerca di una nuova strada per ottenere una riduzione delle tariffe, viene messa sul tavolo la carta vincente, l’asso pigliatutto: l’indennizzo diretto.

E qui la vicenda si fa addirittura grottesca.

Il disegno di legge, che ricalca un’idea dell’attuale governo, viene presentato dall’opposizione.

Fulgido esempio di iniziativa bipartisan in tempi di costanti risse parlamentari.

L’Antitrust fa da sponda esprimendo un parere favorevole pur sapendo bene che in Italia, fino a quando l’ottanta per cento del portafoglio auto sarà concentrato in quattro gruppi assicurativi, non si verificherà alcuna effettiva concorrenza, se non di facciata.

Sono quindi tutti d’accordo nel portare avanti in tempi rapidi il progetto.

E tra i più entusiasti chi troviamo?

Sempre loro, le Associazioni del CNCU che ormai possono essere definite tout court “governative “.

L’ANIA si frega le mani dietro le quinte per il nuovo regalo che si profila all’orizzonte ma ufficialmente esprime qualche perplessità per gli aspetti tecnici e giuridici da mettere a punto.

Si dice comunque disposta (bontà sua) a prendere in attenta considerazione il progetto purché vi sia un meccanismo che permetta di by-passare gli interventi dei patrocinatori a difesa dei diritti dei danneggiati.

Ed ecco trovata la soluzione che pare sia stata concepita dalle solite Associazioni: l’eventuale patrocinatore potrà intervenire solo nel caso che l’impresa non rispetti i termini previsti dalla legge 57/01.

E’ l’uovo di Colombo.

Basti pensare ad un sinistro con lesioni: la Compagnia invita il danneggiato a produrre il certificato di guarigione clinica e passano così alcuni mesi.

Ottenuto il documento, formula l’offerta entro i novanta giorni successivi.

Solo allora un eventuale professionista potrà intervenire e solo per la differenza in caso di incongruità dell’offerta.

Si dirà che il danneggiato potrà farsi assistere sin dal primo minuto dopo il verificarsi dell’evento, ma in tal caso affronterà personalmente l’esborso per l’onorario del professionista incaricato e con questo si potrà bellamente annullare la recente sentenza della Corte di Cassazione.

E i danni materiali?

Anche qui nessun problema: le Compagnie saranno tenute a stipulare nuove convenzioni con le Carrozzerie per la liquidazione diretta.

Ricapitolo:

Se tutto questo diventerà legge, le Compagnie liquideranno i propri assicurati come si suol dire “ secondo la miglior tecnica assicurativa” ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti.

E se il danneggiato non fosse soddisfatto?

Niente paura: verrà indirizzato alle onnipresenti associazioni che in questo caso assumeranno il ruolo di “controparti” (quanto pugnaci è facile immaginare).

Osservo che qualcuno è rimasto sbalordito dall’ammontare degli stipendi dei top manager delle Compagnie, che arrivano addirittura a tre milioni di Euro l’anno.

Io non me ne stupisco affatto perché se nel giro di qualche anno sono riusciti ad ottenere leggi e provvedimenti, di sinistra e di destra, che hanno rimpinguato le casse delle loro imprese fino a scoppiare, ebbene quegli stipendi se li meritano proprio.

Alla faccia degli assicurati che non vedranno certo una riduzione dei premi e soprattutto sulla pelle delle Vittime della Strada che otterranno risarcimenti sempre più risibili.

Fin qui il progetto degli Assicuratori e dei loro alleati.

Chiediamoci però se sarà proprio questo lo scenario prossimo venturo una volta varata la legge (o licenziato il decreto) sull’indennizzo diretto.

L’ex presidente dell’ANIA, Alfonso Desiata, che è certo un manager di consumata esperienza (ricordiamoci che è riuscito ad ottenere una legge smaccatamente favorevole alle compagnie quale la 57/01) ha dichiarato qualche tempo fa che “tutti i sistemi che hanno previsto l’indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E’ stato un disastro dappertutto”

A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la CID produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree.

L’estensione globale dell’indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine.

Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un’adeguata collaborazione.

Come dice la saggezza popolare “la gatta frettolosa fa i cuccioli ciechi”.

Allora si fermi questa corsa affannosa e si faccia finalmente qualcosa di saggio come aprire un tavolo con magistrati, avvocati, esperti di infortunistica stradale, assicuratori e associazioni delle Vittime della Strada.

Si studino bene i problemi con un esame approfondito dei dati tecnici e statistici del mercato (riserve incluse) e si forniscano, in tempi preventivamente stabiliti, soluzioni largamente condivise.

Il tutto con il necessario coordinamento dell’ISVAP.

Non abbiamo citato le associazioni dei consumatori che pure potrebbero partecipare con esclusione di quelle del CNCU che si sono già distinte per i loro ondivaghi e criticabili interventi.

Dubito molto, però, che un consiglio di tale elementare buon senso possa trovare ingresso nella stanza dei bottoni.

______________________________
P.S. Chi si volesse prendere la briga di consultare il sito di Adiconsum troverebbe le osservazioni al nuovo codice delle Assicurazioni attualmente in fase di stesura definitiva.

Ebbene, l’associazione di punta del CNCU, dopo aver sottoscritto il famoso protocollo di intesa con Governo, ANIA e ISVAP del 28/10/2000, dopo essersi rifiutata, nonostante i nostri ripetuti, pressanti e motivati inviti, di ritirare la firma da quel documento, ora sostiene che i valori economici stabiliti dalla Legge 57/01 sono troppo bassi.

Si tratta di un ravvedimento, sia pure tardivo, o di mera improvvisazione nell’affrontare temi di forte impatto economico e sociale?






COLLABORA
Partecipa attivamente alla crescita del web giuridico: consulta le modalità per collaborare ad Altalex. Inviaci segnalazioni, provvedimenti di interesse, decisioni, commenti, articoli, e suggerimenti: ogni prezioso contributo sarà esaminato dalla redazione.
NOTIZIE COLLEGATE

Codice delle assicurazioni private (Codice delle assicurazioni agg. al 21.06.2010)

Indennizzo diretto: il regolamento attuativo (D.P.R. , testo coordinato 18.07.2006 n° 254 )

L’incostituzionalità preannunciata dell'indennizzo diretto (Articolo di Fabio Quadri 03.10.2005)
Diritto civile, diritto del lavoro, diritto di famiglia, circolazione stradale e infortunistica stradale, recupero crediti. Disponibile per domiciliazioni

Licenziamenti individuali e collettivi alla luce del collegato lavoro (D.D.L. 1167/B)
Seminario (accreditato 7 ore) in Milano, Padova e Roma dal 16.10.2010

***NOVITA'**** Corso intensivo Altalex esame di avvocato 2010
Corso intensivo in Napoli dal 01.10.2010


Calcolo danno macrolesioni con le tabelle dei principali Tribunali italiani
NEWTabelle Milano 2009
PUNTO&LEX
Con pronuncia n. 32562 depositata il 1° settembre scorso, la Corte di cassazione ha respinto il ricorso presentato...

Il Tar del Lazio, sede di Roma, con sentenza n. 31996 depositata lo scorso 30 agosto, ha accolto...

La Corte di legittimità - sentenza n. 32571 del 1° settembre 2010 - nel ribadire il diritto del...

Con comunicato stampa del 1°settembre, l´Oua ha reso noto di aver inviato una lettera al ministro della Giustizia,...