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Tangentopoli: dal 1992 ai giorni nostri, da mani pulite all'antipolitica
News 16.02.2012

(ASCA) - Rom, 16 feb - 17 febbraio 1992, la catena di scandali e arresti che avvia Tangentopoli ha questa data come inizio.

Quel giorno il capitano dei carabinieri Roberto Zuliani arresta Mario Chiesa, presidente del Pio Alberto Trivulzio a Milano, dirigente socialista, accusato di aver incassato una tangente di 14 milioni di lire. Da quell'episodio, a macchia d'olio, si dipaneranno le successive inchieste che coinvolgeranno partiti ed esponenti politici. Si capira' subito che Chiesa non e' un ''mariuolo isolato'', come lo aveva definito Bettino Craxi, segretario del Psi, in un primo commento a caldo. L'inchiesta giudiziaria denominata Mani Pulite prende slancio dalle rivelazioni di Chiesa che nelle sue deposizioni parla di un sistema di tangenti a cui partecipava fin dal 1974, quando era capo ufficio tecnico dell'ospedale milanese Sacco.

Le rivelazioni di Chiesa colpiscono al cuore l'intero establishment socialista di Milano: il segretario regionale Ugo Finetti, gli ex sindaci Carlo Tognoli e Paolo Pilitteri. Due mesi dopo i giudici indagano sugli appalti di Malpensa 2000 e sulla organizzazione della sanita' pubblica a Milano. Il 2 maggio 1992 due avvisi di garanzia vengono recapitati a Tognoli e Pilitteri. Il 26 giugno e' arrestato Andrea Parini, segretario della Federazione socialista di Milano. Dal 24 maggio il procuratore Francesco Saverio Borrelli con il suo vice Gerardo D'Ambrosio affianca il pool dei primi giudici di Mani pulite: Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo a cui si uniranno successivamente Paolo Ielo e Francesco Greco. Pochi giorni dopo, il 30 maggio, una trentina di pacchi contenenti fascicoli sigillati viene fatta recapitare dal Tribunale di Milano alla commissione per le Autorizzazioni a procedere. In quegli incartamenti i giudici chiedono di poter continuare a indagare su alcuni deputati: i socialisti Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri, il democristiano Severino Citaristi, il repubblicano Antonio Del Pennino, il comunista Gianni Cervetti, il socialdemocratico Renato Massari.

Il governo e' intanto guidato da Giuliano Amato che restera' in carica dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993, succedendo a quello guidato da Carlo Azeglio Ciampi. Un momento clou di quella fase e' il 3 luglio, quando Craxi parla nell'Aula di Montecitorio e punta l'indice contro gli altri partiti: ''Bisogna dire, e tutti lo sanno, che buona parte del finanziamento politico e' irregolare o illegale... Se gran parte di questa attivita' dev'essere considerata puramente criminale, allora grande parte del sistema sarebbe criminale''.

L'inchiesta intanto si allarga. Il 1 settembre riceve un avviso di garanzia Giuseppe Garofano, presidente della Montedison: l'accusa e' violazione delle norme che regolano la legge sul finanziamento dei partiti. Il giorno dopo si suicida Sergio Moroni, deputato bresciano del Psi. L'incedere degli eventi fa impressione, anche a vent'anni di distanza. L'11 gennaio 1993 e' richiesta dai giudici di Mani pulite alla Camera l'autorizzazione a procedere contro Craxi, colpito da tre avvisi di garanzia. Il 10 febbraio si dimette Claudio Martelli, ministro della Giustizia, storico braccio destro di Craxi: un avviso di garanzia e' pervenuto pure a lui. Sono indagati come collettori di finanziamenti illeciti anche gli architetti di area socialista Silvano Larini e Claudio Dini.

Il 1 marzo l'inchiesta coinvolge il primo esponente del Pds: si tratta di Primo Greganti, accusato di finanziamento illecito al suo partito (verra' scarcerato il 14 ottobre). Dalla fine di febbraio alla meta' di marzo scoppia il caso Enimont: sono coinvolti gli imprenditori Raul Gardini e Sergio Cragnotti. L'11 maggio e' arrestato Renato Pollini, ex tesoriere del Pci.

Craxi si dimette dalla segreteria del suo partito l'11 febbraio 1993. Il 29 aprile, all'uscita dall'Hotel Raphael, sua abituale residenza romana, una folla gli lancia delle monetine come manifestazione di dissenso nei confronti del voto che quel giorno alla Camera ha respinto alcune fra le richieste di autorizzazione a procedere avanzate dalla Procura di Milano nei confronti del leader socialista.

Il luglio 1993 e' un mese drammatico: il 20 Gabriele Cagliari, presidente dell'Eni, si suicida nel carcere di San Vittore dopo oltre cento giorni di custodia cautelare, il 23 si suicida Raul Gardini nella sua abitazione a Milano. Lo stesso giorno sono arrestati Sergio Cusani, consulente di Gardini, e Carlo Sama, amministratore delegati di Montedison. Giovanni Conso, il Guardasigilli dell'epoca, annuncia che e' allo studio un disegno di legge di riforma dell'avviso di garanzia e della custodia cautelare. Nell'agosto del 1993 e' indagato anche Marcello Stefanini, tesoriere del Pds.

Non resta indenne dalle inchieste la Dc. Severino Citaristi, segretario amministrativo del partito, e' colpito da ben 74 avvisi di garanzia per altrettanti episodi di tangenti e di violazione della legge di finanziamento dei partiti.

Tra i tanti politici coinvolti nelle inchieste giudiziarie ci sono: Gianni De Michelis, ex ministro degli Esteri, i liberali Renato Altissimo e Francesco De Lorenzo, i democristiani Paolo Cirino Pomicino e Arnaldo Forlani. Tra gli imprenditori: Cesare Romiti, amministratore Fiat, e Carlo De Benedetti, azionista di maggioranza del Gruppo Espresso. La dimensione di Tangentoli e' tale che Oscar Luigi Scalfaro, in quel momento presidente della Repubblica, decide di sciogliere le Camere: e' il gennaio 1994.

Il fiume in piena e' incontrollabile nei suoi effetti politici. Il 22 gennaio il segretario politico Mino Martinazzoli decide di sciogliere la Dc e di fondare il Partito popolare. Quattro giorni dopo, l'imprenditore Silvio Berlusconi annuncia in un discorso televisivo la sua ''discesa in campo'' alla guida di un nuovo movimento politico che assume il nome di Forza Italia. Il 28 marzo il Polo delle liberta' (Forza Italia, Lega Nord) al Nord ed il Polo del buon governo (Forza Italia e Msi), al Sud vince le elezioni con il 22,77% alla Camera e il 19,87% al Senato. Il 5 maggio Craxi si trasferisce nella sua villa ad Hammamet in Tunisia per evitare un eventuale mandato di arresto.

Il 6 dicembre 1994 c'e' un altro episodio clamoroso. Antonio Di Pietro, dopo aver concluso la sua requisitoria al processo per le tangenti Enimont, si toglie polemicamente la toga e annuncia di voler lasciare la magistratura. A suo parere, dopo oltre due anni dall'inizio di Mani pulite, la corruzione politica non si e' fermata. Come ha spiegato ieri mattina l'ex magistrato Gherardo Colombo dai microfoni del Gr1 presentando il suo ultimo libro ''Farla franca'', il bilancio conclusivo di Mai pulite e' deludente: su piu' di 5mila casi giudiziari sollevati, i condannati in via definitiva - complici anche i tempi della giustizia italiana e delle prescrizioni - sono state poche decine e pochissimi sono stati i personaggi coinvolti in quelle vicende che hanno definitivamente abbandonato l'attivita' politica.

La conclusione dell'ex magistrato di Mani pulite e' sconsolata: le inchieste di Tangentopoli hanno rivelato la distorta fisiologia del rapporto tra politica, affari, economia, istituzioni ma oltre a fotografare la situazione non si e' riusciti ad andare. L'elenco di scandali collegati alla politica non si ferma infatti al 1994 ma si trascina fino ai giorni nostri. Basti citare gli ultimi. La cosiddetta P4 che ha in Luigi Bisignani, ex giornalista, consulente aziendale, il suo protagonista: e' accusato di associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine con l'esercizio di pressioni lobbistiche nei confronti di partiti e organi costituzionali. Prima ancora si era parlato di P3 per l'episodio che nel maggio 2010 ha per protagonista il faccendiere Flavio Carboni, indagato per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per l'energia eolica in Sardegna insieme ad alcuni esponenti del Pdl, tra cui il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, il coordinatore del partito Denis Verdini e il senatore Marcello Dell'Utri.

Inchieste giudiziarie riguardano anche i Mondiali di nuoto a Roma del 2009 e il G8 della Maddalena (poi spostato a L'Aquila): appalti e tangenti in cambio di finanziamenti illeciti alla politica tornano nel mirino dei giudici e delle inchieste giornalistiche. Gli scandali non risparmiano Finmeccanica e le Partecipazioni statali. Un'azienda controllata al 30% dal Ministero del Tesoro al centro di almeno tre indagini delle Procure: ricchi appalti da Enav per i radar degli aeroporti di Napoli e Palermo, la rete informatica per il monitoraggio dei rifiuti (Sistri) affidata senza gara a Selex, fino al tentativo di creare fondi neri a Singapore con il riciclaggio del denaro proveniente da affari illeciti. Pier Francesco Guarguaglini ha dato, il 1 dicembre 2011, le dimissioni dal suo ruolo di presidente di Finmeccanica. Inquietanti tuttora le notizie sullo scandalo rifiuti che attanaglia Napoli da anni, con piu' indagini ed arresti e quelle sugli scandali che hanno lambito esponenti di maggioranza ed opposizione in Lombardia.

Ultimissimo, seppure assai peculiare, e' il caso del senatore Luigi Lusi, ex amministratore della Margherita, espulso nei giorni scorsi dal Pd, accusato di essersi appropriato di 13 milioni di euro appartenenti a quel partito. L'inchiesta giudiziaria potrebbe estendersi allo stato patrimoniale di altri partiti che hanno continuato a ricevere finanziamenti pubblici e a investirli in attivita' economiche in quanto esistenti giuridicamente fino al 2011 ma scioltisi politicamente negli anni precedenti: e' il caso, tra gli altri, di Alleanza nazionale, Forza Italia e Democratici di sinistra.

Nonostante leggi ad hoc e la nascita di nuovi partiti (Pd, Pdl, Udc, Fli, eccetera) che avrebbero dovuto avviare una Seconda repubblica, il distacco tra partiti e opinione pubblica (il fenomeno definito forse troppo frettolosamente ''antipolitica'') non si e' arrestato dal 1992 in poi. La commistione tra politica, economia e istituzioni resta un nodo irrisolto. Non si possono dimenticare, da questo punto di vista, le parole di denuncia di Enrico Berlinguer pronunciate piu' di dieci anni prima dell'esplosione di Tangentopoli.

In una intervista a Eugenio Scalfari (la Repubblica, 26 luglio 1981), il segretario comunista aveva sollevato la ''questione morale'': ''I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della societa', della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero... I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le universita', la Rai, alcuni grandi giornali''.







avv. Massimo Aprile

Lo studio legale Aprile opera in Chioggia dal 1918. Diritto civile, amministrativo, esecuzioni mobiliari e immobiliari, infortunistica, diritto sportivo (giudice federale F.I.G.C.); disponibile a domiciliazioni in Chioggia e Venezia (T.A.R., Corte)


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