Senato: elettorato attivo (anche) ai 18enni
Aggiornamento del 21 ottobre 2021
Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 20 ottobre 2021, n. 251 è stato pubblicato il testo della legge costituzionale 18 ottobre 2021, n. 1 (testo in calce) recante «Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica».
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Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 13 luglio 2021, n. 166 è stata pubblicato il testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica». Le due Camere avranno, in tal modo, identica base elettorale e, per l’effetto, le stesse maggioranze politiche.
Sommario
L’approvazione
A decorrere dalle prossime elezioni politiche l'età minima per poter votare per il Senato della Repubblica è identica alla Camera: 18 anni e non più 25. Giovedì 8 luglio è stata infatti licenziata la riforma costituzionale che attribuisce ai 18enni il voto per eleggere il Senato (178 voti favorevoli, 15 contrari, 30 astenuti).
Il testo
Il progetto di legge di riforma costituzionale si compone di un solo articolo, che sopprime, dal primo comma dell'articolo 58 della Costituzione, l’inciso “dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”, così ampliando, parificandola a quella della Camera, la platea dell’elettorato attivo di Palazzo madama.
L’iter costituzionale
Questo step rappresenta l’ultimo in Parlamento, che ha provveduto ad approvare la riforma costituzionale in via definitiva, ma che tuttavia verrà promulgata tra tre mesi, nella finalità (prescritta dal dettato costituzionale) di poter chiedere il referendum confermativo, in quanto alla Camera sono mancati i due terzi.
I pro e i contro
Nelle dichiarazioni di voto favorevole, i sen. Grimani (IV-PSI) e Totaro (FdI) hanno osservato che sarebbe stato opportuno ridurre anche i requisiti d'età dell'elettorato passivo del Senato per coinvolgere i giovani. Il sen. Bressa (Aut) e la sen. Malpezzi (PD) hanno qualificato la modifica costituzionale che generalizza il voto a 18 anni come l'inizio di un tempo nuovo. La sen. De Petris (Misto-LeU), pur riconoscendo l'importanza del segnale nei confronti delle nuove generazioni, ha evidenziato che la partecipazione politica dei giovani, il pluralismo politico e la rappresentanza sono questioni più complesse, anche alla luce della riduzione del numero dei parlamentari e della legge elettorale vigente. Il sen. Grassi (L-SP) ha ricordato che sono venute meno le ragioni storiche per distinguere gli elettorati delle due Camere. Il sen. Garruti (M5S) ha osservato che l'estensione dell'elettorato attivo coniuga esigenze di rappresentanza e governabilità e ha difeso il metodo di interventi limitati di modifica costituzionale. Critico invece l'intervento del sen. Malan (FIBP) il quale, annunciando l'astensione, ha ricordato che gli squilibri derivanti dalla riduzione del numero dei parlamentari, che indebolisce la rappresentanza, non sono compensati da una modifica che amplia il corpo elettorale del Senato. In dissenso dal Gruppo, i sen. Audino (M5S) e De Falco (Misto) hanno annunciato voto contrario alla modifica costituzionale, che cela un disegno di soppressione del bicameralismo.
TESTO DI LEGGE COSTITUZIONALE >> LEGGI IL PDF
LEGGE COSTITUZIONALE N. 1/2021 >> LEGGI IL PDF
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